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SCHEDA TECNICA:
anno: 1984
prod.: UK, 90’
regia: Marek Kaniewska
con: Colin Firth (Tommy Judd), Rupert Everett, Anna Massey, Robert Addie, Tristan Oliver, Michael Jenn, Cary Elwes, Frederick Alexander.
Dalla pièce teatrale di Julian Mitchell, adattata per il cinema dallo stesso autore.
TRAMA :
La vita dei rampolli dell’aristocrazia inglese negli esclusivi college degli anni Trenta tra dandismo, tentazioni marxiste, omosessualità, repressione e cricket è raccontata, in un lunghissimo flashback, da uno di loro diventato vent’anni dopo spia per il KGB.
LIVELLO DI BATTICUORE:
9/10.
E’ la prima esperienza cinematografica di Colin, che esordisce sul grande schermo a 24 anni per interpretare convincentemente un ragazzo di 17. Il suo ritratto di Judd - l’ombroso studente comunista allievo di uno dei più esclusivi collegi britannici - contiene già in nuce tutte le qualità dello stile che abbiamo potuto ammirare nel prosieguo della sua carriera: una recitazione concentrata, carica di intensità e di energia, e profondamente toccante nel saper rendere tutte le sfumature del suo controverso personaggio. Non è facile descrivere l’impressione che Colin/Judd suscita nello spettatore: la sua voce sonora ma profonda non muta mai timbro, il corpo si muove appena, il suo volto rimane impassibile... come in seguito abbiamo spesso potuto constatare, l’effetto si concentra prevalentemente nello sguardo. Colin recita con navigata disinvoltura una parte che gli sembra cucita addosso: si immedesima perfettamente nel personaggio, il cui carattere è ben delineato fin dai primi fotogrammi. Nella ripresa dall’alto del cortile della scuola, infatti, si vedono i ragazzi cantare in memoria dei caduti della guerra: ma se si osserva bene, Judd è l’unico che non canta, fedele al suo dichiarato anticonformismo.
Nell’edizione del testo teatrale si danno indicazioni precise sull’aspetto fisico dei protagonisti: mentre Bennett è descritto come slightly fleshy but good-looking boy of seventeen, Tommy Judd dev’essere short, dark and wiry, everyone’s idea of a scrum-half. Per farlo sembrare short è stato necessario trovare un Bennett più alto di lui (per quanto non si possa certo dire che Rupert Everett sia fleshy ;-), ma anche se Colin non è né scuro né massiccio (né tantomeno ha un fisico da mediano), cionondimeno riesce ad immedesimarsi con naturalezza nel ruolo. Il suo Tommy un po’ trasandato, dai capelli folti e arruffati, gli occhiali da secchione, la camicia fuori dai pantaloni e il gilet mangiato dalle tarme ci colpisce per la fermezza delle sue convinzioni, ma ci fa anche un’infinita tenerezza! Come ci fa tenerezza il contrasto tra i suoi più rigidi atteggiamenti intellettualoidi e i momenti in cui emergono le sue debolezze di adolescente, come quando è costretto ad ammettere la sua passione per il cricket (What I really hate about cricket is, it’s such a damned good game) o nel colloquio con Bennett nel dormitorio, davanti al letto vuoto del compagno suicida.
SCENE MEMORABILI (IMHO):
Devenish che dice a Judd: I don’t see why you have to be against everything, e lui risponde serafico: I’m not. I’m for revolution. La mitica scena nello spogliatoio del cricket, quando il cattivissimo Fowler chiede a Judd Are you trying to be clever or something? e lui con una splendida faccia da schiaffi risponde I don’t have to try: I AM clever, e lancia un complice sguardo d’intesa a Bennett. Fowler allora peggiora la sua situazione dichiarando: I’ve half a mind to ask Barclay for permission to beat you, porgendo così a Judd l’occasione per la stoccata finale: Well, you’ve half a mind, we can all agree on that! La scena nel dormitorio, quando Bennett sorprende Judd di spalle, e il successivo scambio di idee circa le rispettive preferenze sessuali. La scena sul fiume, con Judd che spinge energicamente il barchino utilizzando con disinvoltura una lunga pertica. L’amara e disgustata reazione di Tommy alla soluzione ‘politica’ della ‘crisi dei prefetti’ orchestrata dall’abile Menzies: Oh yes, all problems solved for life. No commies and no queers! L’utopistica ma non per questo meno intensa e convinta dichiarazione finale, quando Judd rivendica l’esistenza del Comunismo in terra: Earth oh earth. A just earth!
COMMENTI & CURIOSITA':
Tommy Judd è il prototipo del tipico personaggio interpretato da Colin nei suoi film più recenti: il gentiluomo ‘upper class’. Non c’è nulla da fare: per quanto lui possa sostenere di preferire personaggi comuni come il Paul Ashworth di Febbre a 90, rimane comunque quel certo nonsoché di aristocratico nel suo aspetto, nel suo portamento, nella sua voce, che riconduce inesorabilmente al ruolo di patrizio inglese (o scozzese, o francese). D’altra parte, tuttavia, Judd rappresenta un personaggio inconsueto, una vera eccezione nel contesto della filmografia firthiana. La sua convinta adesione alla fede marxista e le certezze che gliene derivano sono infatti in forte contrasto con i tormentati e a volte disturbati personaggi che Colin incarnerà così bene nei film successivi. Judd non ha un carattere indeciso, problematico, tormentato, ma è un tipo tutto d’un pezzo, fermo nelle sue convinzioni estremiste, intransigente come solo può esserlo un convinto idealista diciassettenne. Ciò che lo rende più umano, e in fin dei conti più simpatico di Bennett, è però l’evidente tormentato combattimento interiore che lo anima: da un lato la fedeltà ai suoi principi e dall’altro la sua amicizia con Guy, che si scontrano nella questione della nomina a prefetto. I due ragazzi sono uniti dall’anticonformismo, ma nessuno dei due in realtà comprende appieno le posizioni dell’altro. Bennett condanna l’ipocrisia di un’istituzione che tollera l’omosessualità praticata con discrezione ma punisce ogni esternazione, ogni manifestazione di affetto che non sia entro le norme della morale corrente; Judd oppone la sua critica Marxista al sistema secondo cui è organizzata la scuola. Alla fine del film vediamo Bennett cominciare ad avvicinarsi al punto di vista di Judd, e ad accarezzare l’idea del Comunismo come mezzo per ottenere un mondo migliore. Quale sia stato poi l’esito di tali riflessioni, lo sappiamo già dal prologo del film.
La rigida gerarchia della scuola, che vede i ragazzi più giovani costretti a sopportare anni di effettiva schiavitù, comandati a bacchetta (in tutti i sensi) da quelli più grandi, con l’unico scopo di ottenere a loro volta il priviliegio e il rango di ‘anziani’, si propone come un microcosmo che riproduce la realtà del mondo esterno. Colin ha detto del suo personaggio: “Non ho mai avuto la forza di Judd, la sua determinazione a diventare lo zimbello della scuola pur di sostenere le sue convinzioni: il modo in cui rimane fermamente attaccato ai suoi principi, costi quel che costi, lo rende unico. La maggior parte della gente non ha questo genere di coraggio, preferisce seguire il gruppo... mentre Bennett ricerca le comodità e i benefici del suo ambiente sociale, Judd rimane nauseato dalla sua ipocrisia”.
Il film segna un debutto cinematografico coi fiocchi per Rupert e Colin, che infatti al Festival di Cannes nel 1984 hanno ricevuto ampi consensi ottenendo l’attenzione della critica e del pubblico che li hanno indicati (con rara preveggenza ;-) come giovani promesse della cinematografia inglese.
Nonostante i dovuti riconoscimenti al soggetto, al dialogo brillante e all’ottima prova degli esordienti protagonisti, la critica è stata nel complesso piuttosto sfavorevole, puntando il dito soprattutto contro l’assunto di fondo della pièce, cioè la convinzione che Guy si sia deciso a tradire il suo Paese per vendetta contro una società che non aveva saputo accettare la sua omosessualità.
La pièce teatrale: Il testo della pièce di Julian Mitchell è stato pubblicato nel 1982 dalla Amber Lane Press di Londra (ISBN 0906399319). Il dramma è andato in scena per la prima volta il 5 novembre 1981 al Greenwich Theatre di Londra, per la regia di Stuart Burge: ne furono protagonisti Rupert Everett (Bennett) e Joshua Le Touzel (Judd); dato il buon successo di critica e pubblico, nel marzo 1982 la compagnia traslocò al Queens Theatre nel West End, e Kenneth Branagh subentrò a Le Touzel nella parte di Judd; in quello stesso anno un ulteriore cambio della guardia vide Daniel Day Lewis come interprete di Bennett. Colin non si era ancora diplomato al Drama Centre di Chalk Farm quando, nella primavera del 1983, venne notato dagli ‘addetti ai lavori’ presenti al saggio finale della scuola – in cui interpretava Amleto – tanto che gli fu offerta la parte di Bennett per l’ultima stagione londinese di Another Country, che avrebbe avuto inizio nel mese di giugno.
Stando alle foto di scena (ciò che ci rimane del suo debutto teatrale, sigh!), si ha l’impressione che Colin abbia puntato più sull’aspetto ribelle del personaggio di Bennett, in contrasto con l’interpretazione più edonistica e romantica offerta da Everett. In ogni caso il suo talento non passò inosservato, se gli valse l’assegnazione della parte di Tommy Judd nel film che fu girato nell’estate di quello stesso anno, mentre la pièce era ancora in scena. Colin si dovette perciò allontanare dal teatro per i due mesi necessari alle riprese (periodo nel quale fu sostituito da Pip Torrens), salvo poi tornare in scena per riprendere il ruolo di Guy Bennett.
Si possono notare alcune sostanziali differenze tra la versione teatrale e la versione cinematografica di Another Country. Sulla scena sono presenti soltanto dieci personaggi: Harcourt per esempio non compare mai, è solo evocato nei discorsi di Guy. Nel film è stata inoltre eliminata la figura di Vaughan Cunningham – influente uomo politico e zio di Devenish che giunge alla scuola per tenere una conferenza – forse per focalizzare maggiormente l’attenzione degli spettatori sull’universo chiuso degli studenti. Ma è un peccato, perché proprio lo scambio di vedute tra Bennett e Vaughan Cunningham ci avrebbe potuto offrire più convincenti chiarimenti circa le successive scelte di campo del giovane. Anche il finale della pièce è più ambiguo, in quanto vi si lascia aperta la questione dell’influenza di Judd sulle scelte politiche dell’amico, mentre nel film è ben esplicitata da un prologo e un epilogo ambientati nella Mosca degli anni ’80.
Recensioni:
‘Si è già detto della buona fattura del film. Essa si coglie nell’ambientazione scenografica, nella fotografia, nella rievocazione di costumi caratterizzati dal rigore dei cerimoniali e dalle tragedie che la disciplina di facciata poteva provocare […], nella resa dei personaggi. Anche nell’interpretazione, affidata a Rupert Everett, che fu già Guy sul palcoscenico, a Colin Firth (Tommy), a Tristan Oliver (l’odioso prefetto): tutti attori di buona scuola britannica’ (G. Grazzini, Cinema ’85, Bari 1986, pp. 30-32).
‘Vitalità dei personaggi (specialmente del protagonista, interpretato con sapiente veemenza da Rupert Everett), acutezza con cui sono descritti i nessi tra rigidità rituale e perversione, sapiente ambientazione: critica: ** ½; pubblico: oo’ (Dizionario Morandini 2003).
‘Il regista descrive con efficacia una tipica boarding school degli anni Trenta. Nel college oligarchico, sotto la dittatura degli anziani, si celebrano riti religiosi e militari, scontri sportivi, giochi di mano e perversioni occulte. Tollerata come divagazione provvisoria da uomini senza donne, l’omosessualità è svergognata come sentimento e condizione esistenziale. Vittima di questa aggressiva ipocrisia, il giovane Guy non dimenticherà le sei bacchettate sul sedere ricevute in pubblico per punizione. Ispirato da un compagno che legge di nascosto ‘Il capitale’ davanti a un busto portatile di Lenin, il ribelle diventa una talpa e appena in possesso di adeguati segreti diplomatici fugge nell’URSS. Sullo schermo hanno aggiunto per chiarezza un prologo e un epilogo dove troviamo Guy, nel suo appartamento moscovita, invalido e invecchiato, mentre mette i punti sulle i con una giornalista: “tradimento di che cosa? Lealtà verso che cosa?”. E’ lo sviluppo di un discorso sull’educazione britannica caro agli eredi degli ‘arrabbiati’. (T. Kezich, Il Filmottanta. Cinque anni al cinema 1982-1986, Milano 1986, p. 218).
CURIOSITÀ:
Le vicende dei due protagonisti del dramma si ispirano a quelle di persone realmente vissute. Alla fine del film ci vengono fornite sintetiche notizie sul destino dei vari protagonisti: di Guy Bennett si dice solo che ‘si rifugiò in Russia nel 1955’, mentre Tommy Judd ‘morì l’11 marzo 1937, combattendo a fianco dei Repubblicani nella Guerra Civile spagnola. Aveva 22 anni’. Non è difficile pertanto riconoscere nel personaggio di Guy Bennett il famoso Guy Burgess, diplomatico inglese che insieme ai colleghi di università Philby, Blunt e MacLean faceva il doppio gioco per conto del KGB finché uno scandalo all’inizio degli anni ’50 non smascherò il cosiddetto ‘Circolo di Cambridge’, non prima però che Burgess riuscisse a mettersi in salvo a Mosca. Il personaggio di Tommy Judd è invece un mix delle brevi e avventurose esistenze di altri due rampolli dell’alta società britannica. John Cornford, pronipote di Charles Darwin, aderì alla fede marxista già dagli anni della scuola, per poi diventare un leader del movimento comunista durante gli studi a Cambridge. Morì a 21 anni combattendo nella Guerra Civile spagnola. Esmond Romilly, nipote di Winston Churchill, sopportava a stento il forte orientamento militare della sua scuola (Wellington), al punto da fuggirne a 16 anni per andare a lavorare a Londra in una libreria che diffondeva materiale di propaganda comunista. Dopo aver combattuto nella Guerra Civile spagnola si traferì negli Stati Uniti dove, allo scoccare della Seconda Guerra Mondiale, si arruolò nell’esercito canadese per morire sotto un bombardamento all’età di 26 anni.
L’inno intonato dai ragazzi (ma in realtà dal coro del Trinity College di Oxford) nel cortile della scuola all’inizio del film è I vow to thee, my Country, parole di Cecil Spring-Rice e musica di Gustav Holst: si tratta di uno dei più classici inni anglicani, di stampo fortemente nazionalistico, tanto da essere stato di recente tacciato di eresia, imperialismo e razzismo da parte di un vescovo inglese che voleva bandirlo dalle celebrazioni religiose. L’inno è molto popolare anche perché era uno dei preferiti di Lady Diana, ed è stato cantato al suo matrimonio dietro sua esplicita richiesta. La canzone cantata da Guy dopo il suo rientro dalla cena con Harcourt è Who (Who stole my heart away, who makes me dream all day), che venne poi portata al successo da Frank Sinatra.
La pièce ed il film sono stati un valido trampolino di lancio per alcuni eccellenti attori britannici, tra cui ricordiamo – oltre ovviamente i due protagonisti -, anche Kenneth Branagh, Daniel Day Lewis e James Wilby. Molti degli interpreti dei vari allestimenti teatrali di Another Contry sono successivamente comparsi a fianco di Colin in altri film, come Anthony Calf (P&P), James Wilby (DG), Julian Wadham (TEP) e il già citato Branagh (AMITC e Conspiracy). Colin si è ritrovato a recitare di nuovo a fianco di Rupert Everett in TIOBE (2002) dopo una parentesi di quasi 20 anni, se si esclude la loro comune partecipazione a SIL, dove tuttavia non compaiono mai in scena insieme. Anche Anna Massey, che qui interpreta la madre di Bennett, ha recitato con Colin in TIOBE, dove era Miss Prism.Dutch Girls (1985) sembra essere il film che riunisce il maggior numero di attori che hanno recitato anche in una delle varie versioni di questa pièce: oltre a Colin e a Wilby, segnaliamo Michael Parkhouse, Robert Addie, Alex Lowe e Christopher Beaumont.
I produttori intendevano girare il film a Eton, la famosa Public School britannica in cui è ambientato il dramma (non viene mai nominata, ma il riferimento agli Dèi – la casta dei Prefetti – e gli inconfondibili panciotti multicolori che solo loro avevano il privilegio di indossare la rendono inconfondibile), ma l’autorizzazione venne loro negata.
Il film è stato girato negli studios di Ealing, come ricordano alcune brevi scene trasmesse nel documentario celebrativo Forever Ealing trasmesso dalla TV inglese nel 2002, dove c’è anche una breve intervista a Colin.
L’ampio parco solcato da placidi fiumicelli ed ingraziosito dalla presenza di un ben riconoscibile tempietto neoclassico è quello della tenuta di West Wycombe , a nord-ovest di Londra, dove (ma i più attenti se ne saranno subito accorti) sono stati girati anche gli esterni di TIOBE e di WAGW.
Alcune scene del film sono state girate ad Althorp Hall, una proprietà nel Cambridgeshire dove Lady Diana trascorse la sua infanzia: tra le comparse del film figura anche suo fratello, l’attuale Earl Spencer. Altri esterni del film sono stati girati ad Oxford, di cui si possono riconoscere la Bodleian Library e il Brasenose College, e ad Apethorpe (Northhamptonshire).
Durante il Festival di Cannes 1984 giunse la notizia che Colin era rimasto vittima di un incidente automobilistico, ma si trattava invece di un altro attore del cast, Frederick Alexander, l’ottimo interprete di Menzies.
Cineasta dalla filmografia piuttosto scarna, Marek Kaniewska è tornato alla ribalta (?) nel 2004 con A different loyalty (in Italia Codice Homer) un film che sorprende per le molte analogie con Another Country: oltre ovviamente il regista, i due film hanno in comune anche il soggetto (la storia di un inglese diventato spia del KGB), e il protagonista (Rupert Everett); tra i principali attori notiamo inoltre Julian Wadham (che interpretava Madox in TEP), il cui personaggio curiosamente risponde al nome di Andrew Darcy (n.d.r.: ma in UK ci sono davvero così pochi cognomi, oppure queste fioriture di Darcy e di Bennett tra i personaggi letterari e cinematografici sono solo il risultato di un eccessivo autocitazionismo?).
Julian Mitchell, cui si deve sia la pièce originale sia l’adattamento cinematografico, è anche autore della sceneggiatura di Wilde, film in cui hanno recitato molti colleghi di Colin tra cui Stephen Fry (RV, Londinium), Jennifer Ehle (P&P), Gemma Jones (BJD e TEOR), Judy Parfitt (GWAPE), Zoe Wanamaker (TWOMH), Tom Wilkinson (SIL, TIOBE e GWAPE).
RICONOSCIMENTI:
Premio per il Miglior Contributo Artistico (Miglior fotografia) a Peter Biziou al Festival di Cannes 1984, dove il regista ottenne una nomination per la Palma d’Oro. Nomination per Rupert Everett, per il montaggio e per il miglior adattamento di opera teatrale ai premi BAFTA 1984.
DISPONIBILITA':
Disponibile in vhs e in DVD Region 2 e 1: in quest’ultimo sono presenti extra comprendenti interviste a Rupert Everett e Kenneth Branagh (brillante interprete del Tommy Judd teatrale) e materiale d’archivio relativo al Festival di Cannes 1984, dove però non compare Colin. Per motivi apparentemente legati alla negata concessione dei diritti d’autore, nessuno dei DVD in commercio è fornito di sottotitoli in inglese.
VOSTRO GIUDIZIO:
Bia: Very valid, pithy, scucinct, and on point. WD.... VOTO: 4 Glenpaul: scrive:Ciao Antonio e ben ritrovato. Devo dire che mi trovo pif9 a mio agio con l'approccio al corso... VOTO: 4 Jory: It's much easier to uendsratnd when you put it that way!... VOTO: 3 elisabeth: Vorrei dire a tutte quelle che amano questo film o che, come me, non l'hanno ancora visto, che domen... VOTO: - Dana: Mi sono ringiovanita di 10 anni. L'anno in questione era il 1984 e non 1994.
Grazie Dana
"Dear Col... VOTO: 9
VOTO MEDIO : 6,57 (tot. voti: 7 )
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RECENSIONI:
Recensione di CIAK
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