Firthissimo - Recensioni 'Il diario di BJ'

by Anto




 


Al cinema la rivincita delle "singles"




Il Corriere della Sera, Italia
04/08/2001



"Bridget Jones sono io", reclama legittimamente Helen Fielding, l'autrice del vendutissimo "Diario", che ha iniziato a pubblicare nel 1995 la storia delle delusioni sentimentali di una single. "No, Bridget Jones sono io" reclama anche Richard Curtis, ex fidanzato della scrittrice, sceneggiatore di questa e di altre recenti favole romantiche inglesi di successo come "Quattro matrimoni e un funerale" e "Notting Hill". "Anch'io sono Bridget" aggiunge la regista debuttante Sharon Maguire che della protagonista, la brava Renée Zellweger, dice: "Per alcuni mesi si è trasferita a Londra ed ha davvero lavorato come impiegata in una casa editrice per risultare credibile, così come è ingrassata ed ha accettato una visione panoramica del suo didietro: ha una straordinaria fisicità". Che è passata inosservata: miracoli del self control.

"Il diario di Bridget Jones" è il film ideale per far sospirare le singles italiane in cerca di principi quasi azzurri. "Perchè Bridget è un personaggio riconoscibile ovunque, che ha mandato un po' in tilt tutte le nostre identità."- dice l'autrice - "Il film è sì una commedia sentimentale, ma vogliamo raccontare soprattutto la prepotente solitudine di una trentenne in crisi con il genere maschile".
Vuole dire che anche lei passa le serate da sola davanti alla TV, ingozzandosi per dimenticare? "Qualche volta, ma ora scrivo anche il copione di un nuovo film, una commedia romantica tra snobismo e salti di classe".

I due poli maschili della storia sono il bello e distinto attore inglese Colin Firth e l'affascinante e lussurioso Hugh Grant.
La regista chi sceglierebbe? "Colin è il potenziale marito, Hugh il potenziale amante".

Il film, fintamente profondo, se ne sta ben protetto nell'estetica del carino, fra sospiri e gaffes : è sempre al limite dello humour, ma forse il meglio rimane nelle intenzioni. Comunque finora il pubblico all'estero si è molto divertito. La parodia delle bruttine o belline stagionate è classica: è sempre l'ora di Cenerentola.
"Il diario di Bridget Jones" nel suo impianto un po' schematico e monocorde, si salva per un bel terzetto di attori fra cui la Zellweger che fa davvero scintille nel ritratto della single imbranata e nevrotica, figlia della middle class inglese, che beve, fuma, mangia e fantastica troppo. E ci tocca nel profondo quando fa di tutto, da zitella irresitibile salvata da un lieto fine da favola, per rovinarsi il cuore. Pensando a Jane Austen.


Maurizio Porro

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