Firthissimo - Recensioni 'Il diario di BJ'

by Anto




 


Il diario di Bridget Jones


com’è dura la vita da single negli anni 90!


La Stampa
08-10-2001




           Ha conquistato milioni di persone Bridget Jones, single trentenne creata dalla penna della scrittrice inglese Helen Fielding. Nata sulle colonne dell’Independent nel 95, protagonista del bestseller Il diario di Bridget Jones e di due successivi romanzi (Bridget Jones: The Edge of Reason e Bridget Jones’s Guide to Life) della Fielding, Bridget è un buffo surrogato di piccoli e grandi complessi femminili, vittima di liste di cose da evitare e cose da fare che si impone da sé e non riesce a rispettare. A partire dal 19 ottobre la vedremo al cinema nel film della Miramax dal titolo Il diario di Bridget Jones, che ha già sbancato i box office inglesi e americani.
Ossessionata dai chili, dagli amici Felicemente Sposati, da una mamma invadente e logorroica che cerca solo di accasarla, Bridget è convinta che risolverà tutti i suoi problemi se riuscirà a seguire buoni propositi come smettere di fumare, non bere più di 14 superalcolici la settimana, ridurre di 8 cm la circonferenza delle cosce. E, soprattutto, smettere di essere depressa perché non ha un fidanzato: 'meglio coltivare calma interiore, autorità e stima di sé in quanto donna di un certo spessore, completa anche senza un fidanzato, in quanto è il modo migliore per trovarlo'. Pur non riuscendo ad essere una 'regina delle nevi', come da 'propositi del nuovo
anno', Bridget riesce alla fine a trovare il principe azzurro nel modo più impensabile: seguendo i consigli della mamma.

Renée Zellweger, ex compagna di Jim Carrey e con lui protagonista della commedia 'Me, myself and Irene' dei fratelli Farrelly, ha messo su qualche chilo per trasformarsi in Bridget, ma questo non nuoce affatto al suo charme, e sostiene la parte con naturalezza e simpatia. Nel cast troviamo anche Hugh Grant, nella parte di Daniel Cleaver, affascinante capo di Bridget, alias 'cialtrone sentimentale', e Colin Firth, avvocato impegnato nella difesa dei diritti umani, che la mamma tanto bene vede per Bridget, considerato anche che 'fa soldi a palate'.

La sceneggiatura del film è stata scritta da Helen Fielding insieme allo scrittore inglese Richard Curtis, conoscenza dei tempi dell’università. Alla colonna sonora contribuiscono nomi come Robbie Williams, Chaka Khan e Gabrielle, Sheryl Crow, e Geri Halliwell con "It‘s raining men".

Il diario sullo schermo è una commedia brillante e divertente sulla vita da single e i rapporti di coppia e di famiglia negli anni 90. Chi ha letto il libro, però, non può non paragonare il travolgente senso dell’umorismo (che è anche senso critico) proprio della scrittura della Fielding con lo stile dell’esordiente regista Sharon Maguire, giudicato in confronto un po’ piatto. E in particolare è un peccato che poco spazio venga dato nel film alle avventure della mamma di Bridget che, trasformandosi da casalinga e moglie devota in 'un’adultera, complice di un criminale e celebrità di serie G', mostra con ironia, nel diario, come sia difficile non solo crearli ma anche mantenerli i rapporti di coppia.

Bridget ha conquistato milioni di persone. I lettori della rubrica sull’Indipendent pensarono che il personaggio esistesse davvero: la pungente ironia degli articoli e la foto sexy di Bridget – che ritraeva in realtà la segretaria del giornale, Susannah Lewis, sigaretta e bicchiere di vino in mano ' generarono un fervido interesse in molti lettori di sesso maschile, da cui proposte matrimoniali e non solo.

Poi è arrivato il romanzo di Helen Fielding, che ha venduto più di due milioni di copie, mentre il seguito, Bridget Jones: The Edge of Reason, ne ha vendute un milione. Femministe come Camille Paglia, Julie Burchill e Decca Aitkenhead si sono schierate contro la ‘paranoia negativista’ rappresentata a loro parere da Bridget Jones. Fielding ha spiegato che ha solo voluto mostrare come le donne siano talvolta ridicolosamente dure con se stesse.


Viviana Mazza

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