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ATTENZIONE! CI SONO ANTICIPAZIONI SULLA TRAMA
Egoyan, un sexy thriller
Corriere della Sera
14 maggio 2005
CANNES – Che direbbe Bridget Jones se vedesse il suo amato avvocato Colin Firth buttarsi nudo dietro a Kevin Bacon il quale a sua volta nudo è impegnatissimo a esplorare la bella, e nudissima, Rachel Blanchard?
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E’ la scena clou del sexy noir di Atom Egoyan Where the truth lies (Dove la verità mente) bellissimo titolo anche del libro ispiratore di Rupert Holmes. Nel thriller che rimbalza in upper class dagli anni ’50 ai ’70, da Miami a New York, seguendo il libro-indagine di una giornalista in conflitto di interessi che vuole scoprire chi ha ucciso la bionda di cui sopra, c’è una coppia di comici d’epoca. L’inglese Vince e l’americano Lanny, Firth-Bacon, eroi con lacrima pronta del Telethon, complici per la vita ma coinvolti in un misterioso omicidio. A chi non a caso crede di riconoscere il duo Martin e Lewis, Egoyan ribatte che a loro non è mai successa una cosa simile: “Fraintendimento. Sono una coppia come ce n’erano molte, Laurel e Hardy, Abbott e Costello, mi piaceva amalgamare due stili”.
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Gli attori sono felici di aver potuto lavorare “su un progetto di intimità reale che non andava costruito a tavolino, rispettando spontaneamente il british touch e l’american way of life”. E tanta vita dissoluta: colpa della notorietà? Bacon: “La fama è una brutta bestia, non se ne può fare a meno: per fortuna io l’ho avuta a 15 anni e la conservo”. Firth: “Facciamo uno strano lavoro diviso tra esibizionismo e protezione della privacy: non è un paradosso?”. Difficile convivere con la popolarità, ancora più arduo se aggiungi l’alcool, impossibile se ci metti anche la droga. E se Last days di Van Sant sceglie Pitt per la miglior risurrezione rock, Egoyan si butta negli anni ’50, ma sempre nello show business. “C’è il glamour di Hollywood fabbrica di sogni, ma mi sta molto a cuore il discorso contro il potere dei media. Il nudo a tre? Una scena essenziale in un film con un’intrinseca sensualità”.
E’ un giallo di costume con un bassorilievo umano molto originale e un tocco di poesia (vedi la madre della vittima), indaga su vizi privati e pubbliche virtù benefiche di uomini violenti in un ambiente dove la mafia è coprotagonista. E rivela un inedito suicidio on the rocks (Firth strafatto in vasca con ghiaccio), parla di Marilyn, miss Garland e JFK, smitizza Alice nel paese delle meraviglie con una lesbo scena. Ma soprattutto entra in punta di piedi un po’ pirandelliani nel fantastico rapporto di dare e avere che c’è sempre tra la finzione e la vita, tra l’essere di sempre e il molto attuale apparire.
Maurizio Porro
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