Firthissimo - Recensioni

by Anto




    N.B. CI SONO ANTICIPAZIONI SULLA TRAMA


Il seme della seduzione tra passioni e inganni


Il Sole 24 Ore, Italia
18/03/1990


Bello, giovane, "amorale", Valmont (Colin Firth) è una forza della natura: non c'è donna, giovane o avanti negli anni, verginella o navigata, signorina o maritata, che gli possa resistere. E se qualcuna ci prova, ecco servito un motivo in più per insistere, per rendere ancora più eccitante l'agone. Valmont deve vincere sempre, perche' riesce a trovare una pur momentanea soddisfazione solo nel riconoscimento della propria irresistibile capacità seduttoria. Ben lo sa Madame de Merteuil (Annette Bening), che, con fredda razionalità, pianifica lo sfruttamento per suo personale tornaconto dell'irresistibile giovane: per vendicarsi del suo amante, prossimo alle nozze con la giovanissima Cécile, chiedera' infatti a Valmont di carpire la virtu' della promessa sposa.


           L'impresa sarà naturalmente portata a termine senza eccessiva difficoltà, benché nel frattempo l'instancabile protagonista non cessi di insidiare - anche in questo caso con successo - la graziosa e malinconica Madame de Tourvel, mentre Cécile si innamora dell'imberbe maestro di musica Danceny. Solo Madame de Merteuil, implacabile tessitrice, si negherà, dimostrandosi ancora una volta gelida regista del gioco.

Per gustare "Valmont" di Milos Forman bisogna dimenticare sia il romanzo da cui è tratto ("Les liaisons dangereuses" di Choderlos de Laclos), sia il film di Stephen Frears ("Le relazioni pericolose") presentato con successo nella scorsa stagione cinematografica.
Come nel precedente "Amadeus", Forman si fa conquistare dal piacere di raccontare: bei costumi, splendidi paesaggi, accuratissimericostruzioni, fotografia impeccabile non fanno solo da sfondo, ma entrano attivamente nella vicenda, quasi personaggi essi stessi.

Benchè quindi l'origine letteraria sia la stessa, i due film - "Le relazioni pericolose" e "Valmont" - sono tra loro diversi, addirittura opposti.
Quello dell'inglese Frears, gelido e rinserrato in un grandissimo formalismo, aveva i toni di una tragedia ironica. Quello del cecoslovacco è invece quasi una commedia: e' il racconto distaccato della commedia umana. La sua ironia non ha più nulla di tragico. Spesso, anzi, raggiunge volutamente il comico.
Frears aveva mantenuto in primo piano i due personaggi principali di Laclos, la marchesa de Merteuil e il visconte de Valmont. Il suo film viveva del loro scontro sempre più ostinato, della loro funerea lotta per il dominio attraverso il gioco della seduzione ridotto ad artificio e a menzogna. Il formalismo esasperato - ma per nulla sterile - di "Le relazioni pericolose" esprimeva questa negazione quasi ideologica dell'amore, della vita. Alla fine, sotto quell'artificio, Frears scopriva l'insospettata realtà delle passioni.
Violenza e sangue chiudevano il film, ne sconvolgevano la fredda e ipocrita struttura geometrica. A ridosso della Grande Rivoluzione dell' 89 esplodeva l'universo.
E' proprio nel finale che i due film divergono di più. Non c'è sangue, non c'è violenza nella morte del Valmont di Forman. Alla sua morte il cinema non dà neppure immagine. Un servo si copre gli occhi con una mano, impaurito, poi apre comicamente le dita e il suo sguardo non lascia dubbi: è ancora piena commedia la morte di questo eroe della seduzione, ed è anche paradossalmente vitalistica.
Tragica e disperata era, invece, quella dell'altro.

Il comico, del resto, ricorre di continuo nel film, mescolandosi all'amore e alla passione, nelle loro varie manifestazioni. E' comica Cècile de Volanges, adolescente colma di illusioni ma anche di solido opportunismo. Comica è la sua cameriera, che "vive" il suo stesso amore per il comicissimo, ingenuo cavaliere Danceny. E comici sono, ancora, la vecchia zia di Valmont e molti altri personaggi secondari.
Solo Madame de Tourvel sembra avere una dimensione diversa ma, poi, di colpo, la tragedia della sua passione naufraga nella banalità di un accomodamento domestico. E' la commedia della vita, non la tragedia, quella che Forman racconta.
Nel suo film l'umanità non ha vette ne' abissi. In "Valmont" ci sono solo vaghe tracce della perfidia astuta di cui era intessuto il film di Frears. La Merteuil ha solo guizzi di malvagità, compensati da guizzi di simpatia. La giovane Volanges, poi, si mantiene ben salda dentro la propria mediocrità. E' lontana la golosità e la spontanea raffinatezza erotica del suo doppio di "Le relazioni pericolose".
Solo Valmont evita le bassezze della commedia umana (non a caso Forman ne privilegia il personaggio, rispetto a quello della sua antagonista). Il suo modello lontano sembra Don Giovanni. Anche se privo di senso del tragico, è pur sempre il grande gusto della trasgressione che lo guida. O forse, e meglio, si dovrebbe dire che in lui vive ancora qualcosa dello spirito del libertinismo storico, che tra Seicento e Settecento s'accompagnò alla "crisi della coscienza europea".

Valmont è immortale, lo è per il piacere aperto con cui nega la morale. L'immoralità della Merteuil - e degli altri - è invece sotterranea, ipocrita. In lei l'inganno e la seduzione non hanno coraggio, tendono a mimetizzarsi, ad accordarsi con le "buone maniere" e le convenzioni. Per Valmont, invece, sono consapevoli strumenti di potere, di dominio sulle donne e, ancor più, sulle regole. E' questo che lo avvicina ai libertini: questo non integrarsi, questo volontario vagabondare e porsi "al di fuori", ai confini della società e dei sentimenti.
Rispetto alla loro, certo, la sua rivolta si è immeschinita, è a un passo dall'involgarirsi. Ancora un secolo e poi - scavalcata la Grande Rivoluzione e anche svariate altre più piccole - il suo erede borghese sarà il banale seduttore Bel-Ami di Guy de Maupassant(1885).
Per ora, comunque, Valmont sa mantener fede a se stesso, alla propria volontà di trasgressione morale e dominio erotico.
Questo dominio entra in crisi proprio a causa dell'ipocrisia o della mancanza di coraggio (im)morale delle sue donne. Una sceglie un matrimonio sfarzoso e ufficiale, l'altra la tranquillità con il marito, una terza il gusto misero di una misera vendetta. A Valmont resta solo una via d'uscita, che è anche un colpo da maestro: morire, farsi uccidere in duello e così tornare a dominare, nella memoria. E intanto, dentro il ventre della Volanges, un suo figlio si sta formando. La commedia umana è inesauribile.

Roberto Escobar

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