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N.B. Si parla della fine del film
Playboy o Lancillotto?
Qual'è l'uomo ideale per Bridget Jones? Il fascinoso Hugh Grant o il ruvido ed introverso Colin Firth?
Il Cinematografo, Italia
18/10/2001
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"Signore e Signori si dichiara di nuovo aperta la caccia all'uomo da sposare! Cioè...voglio dire...proprio così". Questo potrebbe essere un tipico annuncio alla Bridget Jones, questa Barbarella del terzo millennio che ha come missione il "Matrimonio". Ma quali sono le sue prede? Come è fatto l'uomo da sposare del 2000?
A dire la verità, non lo sa bene neppure lei e con un atteggiamento in fondo un po' maschile, pensa subito al sesso. Ed ecco che il primo pretendente "serio" che si fa avanti è Hugh-occhi-celesti- Grant, per la prima volta sullo schermo nelle vesti di un incorregibile playboy. Dopo i suoi farfugliamenti in "Quattro matrimoni ed un funerale", i rossori e le indecisioni dell'antiquato ed innamorato libraio timido
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di "Notting Hill", ne "Il diario di Bridget Jones" Hugh Grant si mostra finalmente nelle sue vere sembianze: si chiama Daniel, possiede una Mercedes decappottabile, gusti raffinati ed un lavoro intellettuale. E' infatti un editore sulla cresta dell'onda, amico di Salman Rushdie che pubblica libri come "La motocicletta di Kafka" e colleziona donne. Per utilizzare una definizione da nuovo millennio, è un tipico "bobos" ossia un "borghese-bohemien", bello (in modo moderno), modaiolo, non scevro di ironia, moderatamente simpatico e, nel suo caso, decisamente bugiardo. Le nostre nonne avrebbero detto di lui con un goloso sorriso "un adorabile scapestrato, una simpatica canaglia", quindi avrebbero aggiunto con un sospiro: "la pecora nera della famiglia". La stessa Bridget lo assaggia, ma poi non ci piange troppo sopra, una volta perso.
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Gli si contrappone invece un vero Lancillotto: avvocato famoso per l'impegno civile, erede di famiglia abbiente che vive in una sorta di castello, alto e diritto come un ussaro, di bellezza seriosa stile '800 e con un nome che è tutto un programma, Mark Darcy, come l'eroe di "Orgoglio e Pregiudizio". In effetti sembra proprio tirato via dalle romanticherie di Jane Austen
e scaraventato ne "Il diario di Bridget Jones" con tanto di ricciolini scuri e basettoni quasi ottocenteschi, ed a confermarlo ci sono: la sua corte riottosa, il suo "riscaldamento" lento, il primo bacio che arriverà solo sul finale e che sarà anche quello come nello sceneggiato inglese a chiudere la storia sul lieto fine. Un comportamento da terzo millennio?
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Ma no, una furbesca trovata letteraria il coniugare un personaggio d'epoca con i dubbi di una single d'oggi, soprattutto quando a portata di mano c'è un Colin Firth che nel ruolo di Mr Darcy di "Orgoglio e Pregiudizio" ha avuto un successo sbalorditivo e che perciò è stato trasferito armi e bagagli, tentennamenti e pregiudizi compresi ("Tua madre è un po' volgare") sul grande schermo. Il divertimento è assicurato e puntuale è arrivato anche il successo planetario. Ma allora niente è cambiato: tra i sogni di Bridget e le fantasticherie di "una romantica donna inglese" di tanti anni fa, "l'uomo da sposare" è sempre quello delle nostre nonne: serio, riservato e che non ride mai? A detta di Bridget e delle sue fan sembra proprio di sì.
Annalisa Alphandery
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