Firthissimo - Articoli

by Anto




  Lo so che questa recensione è una vera stroncatura, ma mi sembra giusto e corretto riportare anche i pareri negativi della critica soprattutto quando sono originali come questo.

Hope Springs



Daily Mirror, Gran Bretagna
9/05/2003


Odio Colin Firth da molti anni ormai.

Le mie ultime tre fidanzate - ed ora anche mia moglie - hanno tutte letteralmente perso la testa per quest’attore. E detto tra noi ne sono così stufo che ho deciso di voler essere proprio come lui.


           Ma non come il Colin Firth che appare in "Hope Springs", una commedia sentimentale che non è ne’ romantica, ne’ tanto meno divertente.

I capi della Touchstone Pictures non hanno certo preso un abbaglio quando hanno scelto Mr Firth per il ruolo del protagonista maschile rubacuori. Fidatevi, so purtroppo per esperienza diretta che le donne preferiscono lui a Hugh Grant.

Firth ha sicuramente un aspetto fisico invidiabile, ma è la voce la sua arma segreta. Profonda, bronzea, priva di qualsiasi pomposità...in poche parole perfetta. Ed oltre a tutto questo, Firth è anche un bravissimo attore, come ha ampiamente dimostrato nella sua ormai leggendaria interpretazione di Mr Darcy nella sceneggiato televisivo "Orgoglio e Pregiudizio".
Badate a quello che vi dico, dategli il film giusto e Firth conquisterà Hollywood!

Sfortunatamente non si può proprio dire che "Hope Springs" lo sia. [...]

Eccovi la trama del film: l’artista inglese Colin Ware è talmente sconvolto dalla notizia che la sua fidanzata abbia deciso di sposare un altro uomo, che salta sul primo aereo disponibile e si reca nella cittadina di Hope (n.d.t. in inglese vuol dire Speranza) nello stato americano del Vermont. Vedete, gli piace il nome: nonostante le sue disavventure amorose, si augura che ci sia ancora speranza per lui...e dove trovarla se non ad Hope? Ditemi chi non farebbe la stessa cosa!

A poche ore dal suo arrivo nella cittadina - che naturalmente risulta essere incantevole - l’inglese è già riuscito a convincere l’intera popolazione del luogo a posare per i suoi schizzi a carboncino (che detto tra noi sono anche abbastanza banalotti). Ed in più, fortuna delle fortune, la ragazza più carina della città, Mandy (Heather Graham) lo va a trovare nella sua stanza d’albergo, pronta a curare tutte le sue ferite emotive. D'un tratto la fanciulla si spoglia e rimane nuda, dicendo nel modo più innocente possibile "di adorare la naturalezza del togliersi i vestiti". Niente affatto intimorito dal modo di fare della ragazza, Colin se la s***a. E così neanche 10 minuti dopo, i due, che si praticamente appena conosciuti, concordano sul fatto di essere terribilmente innamorati.


           Ma ecco che il disastro arriva sotto forma dell’ex-fidanzata traditrice di Colin, Vera (Minnie Driver) che, dopo aver seguito le tracce dell’artista, giunge ad Hope per distruggere la felicità di tutti. L’intera faccenda dell’altro uomo che avrebbe dovuto sposare era una balla per far ingelosire Colin; ora lei lo rivuole indietro e così comincia il tira-e-molla tra gli innamorati.

Signore, ti prego dammi la forza di andare avanti!

Ad ogni modo, il problema di Vera è che risulta essere una londinese sofisticata che lavora per una di quelle riviste di moda molto snob. Inoltre fuma come un turco e guarda dall’alto in basso tutti gli onesti e sani lavoratori americani tra i quali si trova. E quindi noi la odiamo. Mentre facciamo il tifo per l’adorabile Mandy, un’ingenua e sincera ragazza
del Vermont che ha un bellissimo rapporto con tutti i bizzarri, ma simpatici vecchietti della casa di riposo in cui lavora.

Mentre tutta questa lagna si avvia faticosamente alla sua scontatissima conclusione, la povera Heather Graham affoga in un mare di fastidiosa leziosità che i produttori hanno deciso erroneamente di non risparmiarle.

Ci sono anche un paio di battute divertenti nel film. La maggior parte di quelli che dovrebbero essere momenti comici si basano sull’abisso culturale che separa noi dai nostri amici d’oltreoceano.

Nel ruolo dell’intrigante e narcisista Maggiore Reed, Oliver Platt crea un’oasi di buonumore in quello che è un deserto di banalità e noia.

Firth fa del suo meglio con una sceneggiatura che avrebbe dovuto essere cestinata prima ancora di far asciugare l’inchiostro con cui era stata scritta.

Ondeggiando su tacchi da 10 centimetri e cercando di dimostrare che gli inglesi snob sono davvero orribili , Minnie Driver fornisce un’interpretazione che non riesce a nascondere il suo comprensibile imbarazzo.

La Speranza (n.d.t. gioco di parole intraducibile con il termine "Hope" che in questo caso indica sia il nome della cittadina che il sostantivo "Speranza") dovrebbe essere l'ultima a morire, ma la visione di questo film terribile mi ha fatto quasi sperare di morire... (n.d.t.Sic...)


Kevin O’Sullivan

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