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by Anto |
Lo so che questa recensione è una vera stroncatura, ma mi sembra giusto e corretto riportare anche i pareri negativi della critica soprattutto quando sono originali come questo.
Hope SpringsDaily Mirror, Gran Bretagna 9/05/2003 Odio Colin Firth da molti anni ormai. Le mie ultime tre fidanzate - ed ora anche mia moglie - hanno tutte letteralmente perso la testa per quest’attore. E detto tra noi ne sono così stufo che ho deciso di voler essere proprio come lui.
Sfortunatamente non si può proprio dire che "Hope Springs" lo sia. [...] Eccovi la trama del film: l’artista inglese Colin Ware è talmente sconvolto dalla notizia che la sua fidanzata abbia deciso di sposare un altro uomo, che salta sul primo aereo disponibile e si reca nella cittadina di Hope (n.d.t. in inglese vuol dire Speranza) nello stato americano del Vermont. Vedete, gli piace il nome: nonostante le sue disavventure amorose, si augura che ci sia ancora speranza per lui...e dove trovarla se non ad Hope? Ditemi chi non farebbe la stessa cosa! A poche ore dal suo arrivo nella cittadina - che naturalmente risulta essere incantevole - l’inglese è già riuscito a convincere l’intera popolazione del luogo a posare per i suoi schizzi a carboncino (che detto tra noi sono anche abbastanza banalotti). Ed in più, fortuna delle fortune, la ragazza più carina della città, Mandy (Heather Graham) lo va a trovare nella sua stanza d’albergo, pronta a curare tutte le sue ferite emotive. D'un tratto la fanciulla si spoglia e rimane nuda, dicendo nel modo più innocente possibile "di adorare la naturalezza del togliersi i vestiti". Niente affatto intimorito dal modo di fare della ragazza, Colin se la s***a. E così neanche 10 minuti dopo, i due, che si praticamente appena conosciuti, concordano sul fatto di essere terribilmente innamorati.
Mentre tutta questa lagna si avvia faticosamente alla sua scontatissima conclusione, la povera Heather Graham affoga in un mare di fastidiosa leziosità che i produttori hanno deciso erroneamente di non risparmiarle. Ci sono anche un paio di battute divertenti nel film. La maggior parte di quelli che dovrebbero essere momenti comici si basano sull’abisso culturale che separa noi dai nostri amici d’oltreoceano. Nel ruolo dell’intrigante e narcisista Maggiore Reed, Oliver Platt crea un’oasi di buonumore in quello che è un deserto di banalità e noia. Firth fa del suo meglio con una sceneggiatura che avrebbe dovuto essere cestinata prima ancora di far asciugare l’inchiostro con cui era stata scritta. Ondeggiando su tacchi da 10 centimetri e cercando di dimostrare che gli inglesi snob sono davvero orribili , Minnie Driver fornisce un’interpretazione che non riesce a nascondere il suo comprensibile imbarazzo. La Speranza (n.d.t. gioco di parole intraducibile con il termine "Hope" che in questo caso indica sia il nome della cittadina che il sostantivo "Speranza") dovrebbe essere l'ultima a morire, ma la visione di questo film terribile mi ha fatto quasi sperare di morire... (n.d.t.Sic...) Kevin O’Sullivan |
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