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Quelle che leggerete sono le pagine iniziali del racconto scritto da Colin che è stato pubblicato nel libro "Le parole per dirlo" ( in inglese "Speaking with the Angel").
Lo scrittore Nick Hornby da tempo voleva raccogliere fondi per sovvenzionare una scuola per bambini autistici e ha pensato che il modo migliore per farlo fosse quello di radunare un gruppo di amici e di chiedere di contribuire a questa sua iniziativa non dando denaro, ma scrivendo qualcosa.
Il risultato è questa raccolta di dodici racconti molto diversi tra loro, ma tutti contraddistinti da una freschezza ed agilità letteraria affascinanti.
E come poteva essere altrimenti se tra gli amici che hanno voluto dare una mano ad Hornby ci sono personaggi come Zadie Smith autrice di "Denti Bianchi", Helen Fielding creatrice di Bridget Jones, Roddy Doyle, Irvine Welsh, Melissa Bank e molti altri scrittori di ottimo livello?
L'unico vero non-professionista è Colin che però non sfigura davanti a questi grandi nomi. In varie interviste ha ammesso di aver sempre avuto il pallino della scrittura e la proposta dell'amico Hornby gli ha dato l'opportunità di fare finalmente "il grande passo" e di pubblicare qualcosa.
Abbiamo deciso di mettere sul sito solo una parte del racconto perchè vorremmo che la curiosità o il piacere di finirlo, vi spingessero a comprare il libro. Non solo perchè Colin vi ha contribuito, non
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solo per fare un'opera di beneficenza, ma anche per avere la possibilità di incontrare tutti quei personaggi inquietanti, affascinanti, disperati, bizzarri che la fantasia di questi dodici scrittori ha creato per noi.
Direi ora di lasciare la parola a Hornby, leggendo quello che ha scritto nell'introduzione della raccolta:
[...] "TreeHouse, l'associazione di beneficenza a cui avete appena donato un contributo acquistando questo libro, è una piccola scuola - molto piccola al momento - per bambini autistici gravi, e uno dei suoi alunni è mio figlio Danny. Per fortuna non devo giustificarmi con voi, che non avete fatto altro che comprare un libro che volevate leggere, un libro che raccoglie circa una dozzina di racconti nuovi scritti da alcuni dei vostri autori preferiti, e la vostra donazione è stata, spero, casuale. Devo invece una spiegazione a questi autori: questa introduzione, quindi, è indirizzata a loro. Voi altri potete leggerla se volete, ma se la saltate non importa. Sarete comunque ripagati per quel che avete speso. [...]
Adesso mio figlio ha un amico, Toby, un bambino della sua classe; gli vuole bene, gli piace vederlo e trascorrere del tempo assieme a lui. Ad alcuni bambini autistici non fa particolarmente piacere vedere o stare con i propri genitori, quindi un'amicizia di questo tipo è importante, inaspettata,una gioia costante per chi vi assiste. E in generale ora Danny è più calmo, specialmente in situazioni sociali, comincia a giocare con i suoi giocattoli, e sta finalmente imparando ad usare il gabinetto...
Niente di tutto ciò sarebbe avvenuto se non avesse potuto frequentare questa scuola specifica, nonchè speciale. Quindi grazie Robert, Melissa, Giles, Patrick, Colin, Zadie, Dave, Helen, Roddy, Irvine, John, e spero tanto che questa introduzione vi aiuti a capire quanto avete fatto.
E per tutti voi altri, come ho detto, spero che non sentirete di aver fatto un'opera di beneficenza, quindi non preoccupatevi di tutto questo. Voltate pagina ed andate avanti con il vostro libro."
Le Parole per dirlo - A cura di Nick Hornby - Ugo Guanda editore - Eu. 13,43
Il Ministero del Nulla
Correva e correva attraverso il bosco cupo, la giovane Emma con la sua bianca veste svolazzante, un fantasma nelle tenebre di un magico temporale notturno.
Aveva detto la profezia che l'unico modo che aveva per liberarsi dall'incantesimo era trovare il Giardino Notturno e togliere l'anello che il perfido Lucien Lothair, signore di Sardorf dal pugno di ferro e dal pessimo carattere, portava al dito. Per riuscirci, doveva attraversare di corsa quel bosco, a cui l'oscurità aveva rubato tutti i colori, succhiandoli come un vampiro.
Qualcosa la inseguiva. Come faceva a sapere se stava correndo incontro ad un pericolo più grande? Non poteva, e quindi non le restava che adeguarsi e continuare a correre e sperare di andare nella direzione giusta. E così andava avanti faticosamente, scorticandosi mani e piedi sulle immense querce e sui tassi rugosi, finché non arrivò a un muro coperto d'edera... cercò affannosamente un passaggio e infine, sì! , fosse stata la fortuna o la bontà divina, si ritrovò davanti a una porta che dava sul... Giardino Notturno.
Il chiarore della luna, una bellezza misteriosa e tranquilla. Il vento si tacque... e il suo inseguitore sembrava non essere più nei paraggi. Il giardino sembrava appartenere ad una grande dimora o ad un castello, ed era praticamente abbandonato. Tutt'attorno c'erano muri in rovina e meridiane, antiche statue, roseti, terribili gargoyle e animali di pietra. Ma quello che lei non vedeva erano le faccine demoniache e vive che sbirciavano da dietro le rocce.
Poi, d'improvviso, proprio davanti a lei si stagliò un gruppo di strani bambini. La fissavano, e uno di loro le chiese:
" Chi sei? "
E poi, prima che ci fosse il tempo di rispondere, una voce forte e petulante che proveniva da un'altra dimensione
di colpo gridò: " Henry!!! ", cioè il mio nome...
E poi non c'era più né il giardino, né i bambini, c'ero solo io seduto accanto al letto della nonna, probabilmente in ritardo per andare a scuola, e sentivo l'odore del baccalà e avrei voluto che non mi venissero interrotte ogni volta le favole della nonna. Sapete com'è fastidioso? E' più che fastidioso, è una rottura. In effetti, erano le nove meno venti e mi mancavano solo cinque minuti per beccarmi una punizione gigante, se non me ne andavo di corsa. Volevo che la nonna continuasse, ma a quel punto lei diventa tutta severa e dice: "Niente più chiacchiere, la seduta è tolta".
Quando ascolto una favola giro sempre l'orologio sul comodino della nonna verso il muro, in modo che non vedo l'ora. Lei dice che non devo, perché devo imparare che la puntualità è importante, però riesco sempre a girarlo. Gli orologi fanno decisamente parte della lista delle CCTRLS : Cose Che Ti Rompono Le Scatole. I grandi pensano che siano fantastici: adorano i minuti e li sommano come se fossero monete da una sterlina o chissà cosa. Il professor Cacca McVittie (non l'ho inventato io il soprannome " Cacca": lo chiamano tutti così)... se sei in ritardo, facciamo di un minuto, è come se gliel'avessi rubato a lui quel minuto e così ti ruba un'ora... dopo la scuola. Anche la nonna dice sempre "presto, presto", anche se è una maga. E strano, perché se c'è un posto dove gli orologi non ti fanno niente è dentro le favole. Anche dopo che te ne ha raccontata una è come se ti muovessi al rallentatore per un sacco di tempo.
Perciò, quando sono uscito dalla stanza della nonna sapevo già che avrei pensato a come finiva la favola fino alle cinque, e probabilmente queste fantasticherie mi avrebbero messo nei guai. Dalle favole esci sempre con un mucchio di parole nuove e cose che ti tieni in mente fino alla volta dopo, e la scuola sarebbe molto peggio senza queste cose in testa... nella mia testa.
Ti può far diventare un po' matto essere strappato da un arcano giardino di mezzanotte e ritrovarti in mezzo agli strilli di tua madre perché non hai mangiato la zuppa di baccalà. E così ti ritrovi con una vita fatta di favole lasciate a metà e partite che non vengono mai completate, a meno che non si tratti dei compiti o dei broccoli: quelli allora puoi finirli, non importa quanto ci vuole.
Queste cose hanno un nome: molta gente le chiama " realtà ", ma il vero nome è il Ministero del Nulla. E non è un Ministero solo, ma è fatto da un mucchio di mini-ministeri. I broccoli e il baccalà e la carne con dentro i pezzetti bianchi vomitosi sono fatti nella Cucina del Nulla. La scuola è il Reparto Scartoffie, dove fabbricano una speciale
" carta maledetta ", e tutto quello che ci scrivi sopra è destinato a essere sbagliato. Poi c'è la Sala d'attesa del Nulla dove ti dicono Adesso no, Ho da fare, o Non sei abbastanza grande e così via, ed è da qui che vengono anche tutte le punizioni. Poi arriva il Ministero dell'Aspiratutto e risucchia tutti i finali delle favole e delle partite, in modo che non riesci più a ritrovarli. I grandi pensano di controllare tutto, ma non sono mica loro, è il Ministero dell'Orologio che ha il vero potere e fa marciare i grandi come un sergente maggiore, dicendogli un due, un due. E ci vivono dentro tutti, a meno che non vadano in camera della nonna, che è l'unica via d'uscita dal Ministero: e nessuno lo sa, anche se è evidente. C'è un trucco: bisogna aggrapparsi alla magia e usarla per attraversare il Ministero del Nulla. La grande fortuna è che le favole arrivano proprio all'inizio della giornata.
Le favole sono le cose migliori della vita, per me. Va bene, allora... ecco qua. Le cose migliori della vita: le favole della nonna, la nonna, i fumetti di Tintin, le parole crociate del " Chronicle ", le mentine, i fine settimana e le vacanze. E i giorni in cui non c'è il professor McVittie. Ma la cosa migliore di tutte, di solito, è la nonna.
La nonna non vive più in questo mondo, perché deve restare in camera sua. Non riesce a fare le scale e non sta benissimo di salute. Vorrebbe uscire, e lo vorrei anch'io, però la sua stanza e le favole sono meglio di tutti i posti dove vuole andare, ed è lì che la vado a trovare, tutte le volte, anche se lei mi controlla e guarda se mi sono lavato le mani, e bisogna chiederle il permesso prima di sedersi. Entrare nella stanza della nonna è come andare in mille posti diversi. A volte, quando racconta una favola, le guardo le mani, che, lo so, sono vecchie e rugose, ma anche loro mi fanno venire in mente dei posti diversi. Hanno dei sentieri che portano chissà dove, come una cartina delle montagne e dei fiumi di paesi dove vorresti andare.
E quando si leva i denti e li mette nel bicchiere ti sorridono in modo così strano che ogni tanto pensi che stiano per scoppiare a ridere per qualcosa che loro sanno e tu no.
Non è come tra le piante in fondo al nostro giardino, perché lì dentro pensi di essere in un posto maledetto che devi esplorare e non riesci a vedere a un palmo dal naso perché il bambù è troppo spesso; ma poi arrivi subito alla staccionata del giardino della signora Lowescroft, oppure se vai dall'altra parte arrivi alla staccionata di Crossways Road e tutta l'esplorazione diventa un bidone. Ma quando vai in camera della nonna, è come un'esplorazione senza recinzioni. Tranne quando la mamma ti chiama. La nonna fa sembrare la sua stanza più grande di tutto il mondo di fuori, dove lei vorrebbe fuggire, e penso che è un peccato che ci sia questo lato negativo. Io voglio rifugiarmi nella sua stanza e lei vuole rifugiarsi nel Ministero del Nulla.
La nonna cerca di persuadere la mamma a lasciarla uscire, per andare in chiesa o qualcos'altro. È questo che dice di volere, e ne parla un sacco. La mamma risponde sempre che ne parlerà con il dottor Morgan e si vedrà. La nonna dice che si sente come Raperonzolo di cui tutti si sono dimenticati. Dice: "Il mio principe rimarrebbe un po' scioccato se scalasse la parete e mi vedesse adesso, no? Non ci avrebbe dovuto mettere tutto questo tempo, accidenti ". Queste cose le dice sempre con aria allegra, ma si dà l'aria allegra solo quando non è allegra per niente. E come quando Mary Poppins fa la coraggiosa. Quando è contenta, invece, fa la sostenuta e fa finta di non essere allegra.
È una donna fatta all'incontrario, eh sì.
Max, mio fratello maggiore, che non è sulla lista delle cose migliori, dice che è da sfigati andare a trovare la nonna tutto il tempo, invece di avere dei veri amici. Mi chiama " il principe degli sfigati " e l'unico motivo per cui non l'ha detto a nessuno è perché si vergognerebbe come un ladro se tutti sapessero che suo fratello è suonato. Be', lui ha quattordici anni e ho trovato una foto delle All Saints dentro la sua rivista del Southampton e ha un catalogo del Postalmarket sotto il letto per guardare le mutandine da donna, e ha appena smesso di giocare con le carte dei Pokémon ; e non si può essere molto più sfigati di così e poi, e questa è la cosa più strana, ho trovato due Barbie assieme ai suoi Action Men e credo che ci faccia robe perverse.
Dice che le favole sono roba da checche, ma è lui che continua a menarla con il capanno maledetto. Io ho sempre avuto paura del capanno maledetto anche se non so se dargli retta o no. Il capanno maledetto è la baracca del nostro giardino che nessuno usa, e Max dice che di notte i vecchi sacchi di calce che stanno lì dentro si trasformano in gnomi mangiapalle. Sono proprio all'altezza giusta per mangiarti le palle e non c'è via di scampo. Il ragazzo che viveva nella nostra casa prima di noi, Christopher Creswell, una volta si era seduto per terra nel capanno ed è saltato fuori uno gnomo da un'asse del pavimento rotta e gli ha mangiato tutte le palle, il pisello e un pezzo di culo e adesso lui si deve mettere dei pantaloni fatti apposta. È per quello che non ci vado. Probabilmente non è vero, ma non voglio rischiare e neanche Max, una cosa un po' strana per uno che pensa che le favole sono roba da checche.
Però Max non è neanche vicino al top della lista delle cose che ti rompono le scatole. In effetti non ne fa neanche parte. Non me ne frega niente: lui non mi rovina le cose. Le CCTRLS devono essere molto peggio che irritanti. Il capanno maledetto ci sarebbe, nella lista, ma probabilmente non è vero e poi lo posso evitare. Le CCTRLS devono essere difficili da evitare. Gli orologi. Gli orari. Le punizioni di Cacca McVittie. Il sarcasmo. E questo che usa Cacca McVittie e mi fa pensare che sarebbe meglio se fossero legali le punizioni con la bacchetta: preferirei quelle. Be', forse no.
Poi c'è lo zio Toby. Non so neanche se è cattivo, ma mi fa venire i brividi, anche se una volta faceva il vicario o il diacono o una cosa simile, anzi questo lo rende ancora più inquietante. Credo che abbia smesso di fare il vicario quando ha avuto dei problemi perché girava per Mitford Road con il pisello di fuori. Però non ne sono sicuro, potrebbe essere solo una voce. È il fratello di papà, cioè il figlio della nonna e anche a lei non piace, anche se non dirà mai perché... quindi forse è per via del pisello... non lo so. Solo che mi dice sempre di stare attento allo zio.
Il più spaventoso di tutti, anche se non l'ho mai incontrato, è O'Hare, della Fratelli O'Hare. È il becchino, ma non è solo per questo, credo, cioè, non sono così patetico da gridare Uh, uuuh, il becchino! È perché lui fa paura e l'agenzia di pompe funebri fa paura anche lei. Una volta c'erano quattro fratelli O'Hare, ma uno se n'è andato, uno è scemo e uno è morto anche se la gente dice che è sempre lì, a fare il socio fantasma. La finestra sul retro delle pompe funebri dà sulla ferrovia. Max dice che il vecchio signor O'Hare è stato trovato impiccato a quella finestra. La chiamano la Buia Finestra della Morte. Se vai giù per High Street devi passare proprio davanti a O'Hare, e spesso lo vedi che ti guarda da dietro le tende traforate, pensando di averti tra le sue grinfie. L'ho visto alla guida della Mercedes con la cassa nel retro che aveva dentro il vecchio signor Hesperson, e si capiva a cosa stava pensando: " Eccone un altro per la mia malvagia collezione ". È arrivato qui a Walden Bridge nel 1989, l'anno in cui sono nato io, e ho sempre desiderato che non ci fosse venuto, perché è come se fosse venuto apposta per me. Probabilmente è una sciocchezza, come quella del capanno, ma le sciocchezze fanno molta più paura delle cose sensate.
Quando sono sceso, la mamma stava facendo il solito dove ho messo gli occhiali, che vuol dire che tu stai lì sentendoti in colpa, mentre la mamma fa il giro delle stanze rovesciando cassetti e tutto quanto con gli occhiali sulla testa e continua a dire: " Dove ho messo gli occhiali? ", e si arrabbia perché tu non te la prendi quanto lei. Mi ha detto di darmi una mossa, perché ero in ritardo per la scuola, e poi non mi lasciava andare perché mi doveva dire che quella sera lei doveva andare dagli Underwood, e papà aveva il suo movimento, visto che era giovedì.
Papà si arrabbia quando lei lo chiama movimento. Dice che è un'associazione, non un movimento. Ma mio papà non molto bravo a discutere, perché è un tipo troppo noioso. Dipende dal fatto che da bambino non riusciva a esprimersi. Una volta ballava anche le danze tradizionali in costume, ma adesso ha smesso, perché uno psicologo gli ha detto di avere più rispetto per se stesso. Quando non è al lavoro, vive praticamente sempre in bagno.
Da quando va al movimento, mia mamma perde la pazienza, e gli occhiali, più spesso del solito. Quelli del movimento si ritrovano nei boschi e si comportano da selvaggi. Assomiglia un po' ai lupetti, detto così, anche se qualcuno mi ha detto che sono tutti nudi: non sono sicuro che sia vero perché si ritrovano anche a febbraio. Il signor Bowyer della Abbey National ci va, e anche il colonnello dell'aviazione Devonish. So che suonano il tamburo e la mamma dice che si annusano il sedere a vicenda. L'ho sentita che lo diceva mentre litigavano. Dice che papà non la bacia da cinque anni, e però va ad annusare il sedere al direttore della filiale, e glielo annusa tutti i giovedì alle sette, dopo il telegiornale. Non ne dovrebbero parlare. Quando ha cominciato, quasi sei mesi fa, ho risposto io al telefono e una voce mi ha detto: "Posso parlare con Romolo, figlio dell'Alba Grigia?" e io gli ho detto che aveva sbagliato numero. Quando l'ho raccontato a papà, si è arrabbiato e mi ha detto cacchio, dimmelo la prossima volta e io ho detto come facevo a saperlo?, il che significa che gli ho risposto, ma papà non mi ha detto di andare in camera mia, perché di solito non gliene importa niente.
La mamma era ancora lì a dire dove ho messo gli occhiali quando è sceso papà, pronto per andare al lavoro. Non voleva fermarsi a chiacchierare, e nemmeno io, perciò ha tirato fuori uno dei suoi proverbi attraversando la stanza e lasciandoci tutti lì, una cosa come chi tardi arriva male alloggia, che chissà cosa vuol dire. Mentre stava per uscire, la mamma ha cercato di fermarlo per parlargli degli Underwood e lui ha prodotto uno scaracchio incredibilmente forte e profondo, e la mamma ha dato fuori di matto. Papà ha detto che stava solo espellendo il Chi negativo. Il Chi è un'altra cosa che continua a tirar fuori da quando è nel movimento. Non so bene che cosa voglia dire, ma sembra proprio che sia negativo.
Me la sono beccata, la punizione. Quando sono arrivato McVittie aveva iniziato biologia e mi ha chiesto se volevo fare io lezione, perché ovviamente ne sapevo moltissimo di quell'argomento e via dicendo. Il fatto è che proprio in quel momento ero sicurissimo di aver visto, seduta al mio posto, una delle creature demoniache delle favole della nonna. So che probabilmente non ci crederete, ma non avrei motivo di mentire, visto che già è un problema per me raccontarvela così com'è. È rimasta lì solo un secondo, poi era sparita e McVittie diceva: " Guardami quando ti parlo " e poi mi ha detto: " Non guardarmi così ".
Il professore ha uno scheletro di plastica che si chiama Frank, e gli chiede sempre quali devono essere le punizioni. Fa: " Chiediamo a Frank, no? " e poi avvicina l'orecchio alla bocca di Frank. Dice che Frank era un alunno stupido e discolo, che arrivava sempre in ritardo e aveva preso una punizione infinita e alla fine era diventato uno scheletro.
Frank aveva detto a McVittie che dovevo restare per un'ora dopo la fine della scuola. Mi aveva fatto copiare un capitolo sui femori e gli omeri, mentre mi diceva cose come " Ti resta qualcosa dentro quella testa, eh? C'è qualcosa che ti interessa? " E io rispondevo cose come " Non lo so, signore ". Avevo pensato di dirgli che dovevo ancora comprare il " Chronicle " per la nonna tornando a casa, e che se arrivavo in ritardo poteva darsi che non ce ne fossero più, e che lei era una vecchietta e non aveva molte cose da fare a parte leggere il " Chronicle ". Ma come si fa, se ti trovi nel Ministero del Nulla, e il Ministro è McVittie?
Sono riuscito a prendere il giornale, ma ho dovuto correre come un cretino. Ho scalato la grondaia fino alla finestra della nonna. Non vuole che entri da lì, perché si spaventa, perciò mi è toccato un predicozzo lungo e noiosissimo e anche perché mi sono seduto senza chiedere il permesso e perché ero in ritardo, e allora le ho spiegato perché, e mi ha rotto le palle anche per quel motivo, e poi avevo le mani conciate in un modo... Bisogna solo aspettare che finisca, e poi si può cominciare con le parole crociate. Ci sono voluti dieci minuti buoni, e poi mi sono accorto di aver lasciato cadere il giornale mentre salivo per la grondaia, e così mi ha rotto le palle anche per quello.
" Chi siete mai, strani fanciulli? " disse la nostra intrepida eroina. Le risposte che le davano erano sempre misteriose. Una bambina piccola piccola teneva in braccio una Creatura demoniaca che faceva un sorriso malvagio a Emma.
" Chi si prende cura di voi? "
"Jack il cieco. "
" Chi è Jack? " chiese Emma, curiosa. Ma invece di risponderle, uno dei bambini la prese per mano e le disse: " Vieni" La condussero attraverso passaggi e arcate, sentieri circondati di rosmarino e siepi finché non giunsero ad una porticina di legno. La oltrepassarono e si ritrovarono in una splendida sala, piena di gente incantevole con l'abito di gala...cioè vestita bene...con vestiti di tutte le epoche: era una festa danzante in pieno svolgimento, una miriade di colori sfavillanti. Ma il punto non era quello: il punto era che erano tutti completamente immobili, come delle statue.
Tutto era straordinariamente tranquillo e sognante ed Emma rimase commossa e spaventata da questa strana cerimonia inerte.
"Chi sono?" domandò.
"Non li conosciamo" disse uno degli strani bambini.
"Dov'è Jack?" chiese Emma.
"Arriverà" le risposero.
Poi Emma posò lo sguardo su questo bellissimo giovane, uno dei personaggi immobili, ed immediatamente se ne innamorò, all'istante. E prima che potesse pensare "Oh no, mi sono innamorata di una statua", iniziò ad essere avvolta da una gran sonnolenza, come se fosse preda di un sortilegio. E in men che non si dica si addormentò su una specie di trono gigante in mezzo alla Grande Sala.
Quando mi sono svegliato...
CONTINUA
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