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Gli scrittori a Berlusconi
Un appello degli intellettuali inglesi
La Repubblica, Italia
21/02/02
Questa lettera-appello compare oggi sul quotidiano inglese "The Independent" :
"Gentile onorevole Berlusconi, nutriamo il timore che
la riconferma di Mario Fortunato a direttore dell' Istituto
Italiano di cultura a Londra sia posta a repentaglio. E' nostra
intenzione esprimere con forza l' auspicio che gli venga chiesto
di proseguire nel suo incarico, poiché la sua presenza presso l'
Istituto è di inestimabile valore. Fortunato ha trasformato non
solo l' immagine e la reputazione dell' Istituto, ma anche il
livello e il valore degli eventi. Oggi a Londra l' istituto è
considerato un punto di riferimento culturale affascinante, vitale
e molto noto, con un alto livello di accessibilità da parte dei
cittadini. Ha reso possibili innumerevoli contatti tra artisti,
registi, scrittori, attori e musicisti italiani e inglesi. La
capienza è spesso insufficiente a soddisfare le richieste. Di
Fortunato colpisce l' ampiezza della cultura e l' abilità di
soddisfare i gusti e i punti di vista più disparati, bilanciando
tradizione e modernità, impegno e levità, il filosofico col
personale, il latino con l' anglosassone, e così via, dando vita
ad un' immagine della cultura italiana a tutto tondo e stimolante.
L' affetto e l' altissimo rispetto di cui egli gode tra gli
artisti e gli intellettuali dei due paesi lo pone nella non comune
condizione di procurare all' Istituto un' insieme impressionante
di contributi. Viste le sue notevoli doti, il rispetto che impone
e i grandissimi cambiamenti che ha apportato nelle vite di molti
londinesi e italiani qui residenti, nutriamo la sincera speranza
che Fortunato continui a godere di una lunga ed estremamente
fruttuosa permanenza in carica".
Le star britanniche si mobilitano per impedire il licenziamento di un funzionario italiano omosessuale.
Mario Fortunato, direttore dell'Istituto Italiano di Cultura a Londra, dovrebbe essere sostituito a metà del suo mandato
perché, secondo i suoi sostenitori, è apertamente omosessuale e troppo di sinistra per il premier italiano Silvio Berlusconi.
The Observer, Gran Bretagna
24/02/02
L'attore Colin Firth si è fatto promotore di una campagna a cui hanno aderito 19 attori, scrittori ed artisti britannici tra cui Nick Hornby, Michael Nyman e Harold Pinter per far rimanere Fortunato al suo posto.La loro mobilitazione ha scatenato una reazione furiosa da parte dei giornali italiani controllati da Berlusconi.
Anche Salman Rushdie, Hanif Kureishi, Ian McEwan e Doris Lessing sono tra coloro che hanno sottoscritto la lettera che Firth ha scritto a Berlusconi per protestare contro la sostituzione di Fortunato.
Nei due anni in cui questi ha diretto il rinomato Istituto, è stato più volte elogiato per aver introdotto una serie di cambiamenti.
"Nei Centri culturali ci si imbatte spesso in emigrati molto conservatori; l'Istituto Inglese di Cultura a Roma era davvero un mortorio" dice Firth."All' Istituto Italiano invece ho trovato vitalità, energia, idee e novità. La bellezza di Londra è che se tu sai cercare, puoi assistere a cose magnifiche ed ascoltare gente straordinaria.
Fortunato ha reso l'Istituto un posto dove avere tutte queste possibilità."
La carica assegnata a Fortunato dura solitamente 4 anni e sembrava certo che gli sarebbe stata riconfermata. Ma da varie fonti si è venuto a sapere invece che, su ordine di Roma, al funzionario non sarà permesso quasi sicuramente di portare a termine il suo lavoro.Nei 52 anni di vita dell'Istituto, mai nessun direttore è stato sostituito a metà mandato."Da quanto ne so, il governo Berlusconi è stato abbastanza onesto con Fortunato" ammette Firth. "Gli hanno detto che aveva fatto davvero un ottimo lavoro, ma che il panorama politico era cambiato e che le sue idee non andavano più bene".
Anche se Fortunato non è mai stato membro di alcun partito, viene però considerato un uomo di sinistra. Alcuni suoi amici suggeriscono che ora venga discriminato anche a causa della sua dichiarata omosessualità.
La lettera di Firth a Berlusconi, sottoscritta anche da Tom Stoppard, Ken Loach e Rupert Everett, è stata pubblicata dal quotidiano "La Repubblica" la scorsa settimana (n.d.t. a metà febbraio). Non c'è stata alcuna risposta ufficiale, ma su "Il Foglio", un giornale di proprietà della famiglia Berlusconi, è apparso venerdì scorso un articolo che si intitolava : "Chi si credono di essere questi intellettuali inglesi?".
Ha dichiarato Fortunato "Vorrei davvero conoscere i motivi di questa decisione.Tutti i giudizi sull'Istituto - soprattutto da parte dei revisori e del Ministero degli Esteri- sono stati sempre entusiastici e molto generosi. L'immagine del Centro non era granchè quando sono arrivato ed ora mi piacerebbe portare a termine il lavoro che ho cominciato. Al di là delle manifestazioni culturali da me organizzate, ho scoperto che versavamo £ 9,000 al mese di tasse che invece non dovevamo pagare.(Il budget totale ammonta a sole £ 180,000). Francamente è un po' deprimente quando il tuo lavoro non è apprezzato".
Hanif Kureishi afferma che Fortunato "ha coinvolto molto di più gli inglesi nelle attività del Centro ed ha trovato il modo di far avvicinare le due culture grazie a collaborazioni creative ed interessanti. Lì troverai Ian McEwan che conversa con qualche autore italiano.Oppure puoi andare a sederti alla caféteria ed incontrare degli artisti.E' un posto insomma dove la gente parla sul serio".
Romanziere e critico egli stesso, Fortunato ha invitato scrittori inglesi importanti a partecipare a tavole rotonde ed a confrontarsi con alcuni autori italiani contemporanei. Inoltre, ha fatto sì che una serie di artisti di valore lavorasse presso l'Istituto ed ha integrato la mostra della Tate Modern sull'Arte Povera, con un'esposizione anche nelle sale del Centro. Ha voluto che fosse aperta una caféteria e quest'anno per la prima volta in assoluto, le domande di iscrizione ai corsi di lingua sono state così numerose che gli insegnanti sono stati costretti a rifiutarne molte.
Questa è l'opinione di Colin Firth : " Noi inglesi crediamo di conoscere l'Italia. In realtà quella che conosciamo è solo una "versione toscana" di questo paese.
Mario sta lavorando perchè la cultura italiana non sia più associata solo alle figure di Dante e Verdi o ai soliti stereotipi romantici e per questo, ce ne vuole far conoscere gli aspetti più moderni".
Fortunato ed i suoi amici non credono affatto che egli stia alimentando all'estero l'immagine di un'Italia di sinistra e gay. Aggiunge Firth: " Nella lettera ho detto chiaramente che l'equilibrio è stata una caratteristica fondamentale del modo d'agire e di dirigere l'Istituto di Mario Fortunato.Non sto parlando di una compostezza superficiale e sterile,ma di un modo di vedere più aperto e dinamico.Le uniche cose che egli ha sempre cercato di combattere sono gli stereotipi".
Firth non sa se la sua lettera aiuterà in qualche modo a far rimanere Fortunato al suo posto. "Non so quanto siano risoluti. Ma so che se non si fa nulla, il suo allontanamento sarà inevitabile. Non oso pensare chi potrebbero mettere al suo posto.L 'idea di un Istituto di Cultura sotto la supervisione di Berlusconi mi pare quasi una contraddizione.Dovrebbero rendersi conto che tutto questo non può portare all'Italia o a Londra nulla di buono".
Geraldine Bedell
Gli scrittori britannici difendono un diplomatico italiano silurato
Le celebrità britanniche hanno dichiarato guerra al Presidente del Consiglio italiano, Silvio Berlusconi, perchè non mandi via l'attuale rappresentante culturale italiano a Londra.
The Guardian, Gran Bretagna
25/02/02
Mario Fortunato,direttore dell'Istituto Italiano di Cultura,sta per diventare la prima vittima di un vasto piano di epurazione che riguarderà quei diplomatici ritenuti troppo di sinistra o troppo vicini al precedente governo.
Il licenziamento non è stato ancora reso ufficiale, ma il Ministero degli Esteri ha preannunziato che il contratto di Fortunato non sarà rinnovato per decisione di Berlusconi che detiene anche la carica di Ministro degli Esteri ad interim.
L'attore Colin Firth chiamando a raccolta scrittori del calibro di Salman Rushdie, Doris Lessing, Ian McEwan, Harold Pinter, Nick Hornby e Tom Stoppard ha organizzato una campagna per cercare di far rimanere il direttore al suo posto.
In una lettera da loro indirizzata a Berlusconi e pubblicata la scorsa settimana su giornali italiani ed inglesi, sono state elogiate le capacità organizzative di Fortunato che hanno portato l'Istituto di Belgravia ad un successo commerciale ed artistico strepitoso e lo hanno reso uno degli spazi culturali più alla moda di Londra.
Il direttore è diventato amico di tutti i nomi più importanti della scena artistica inglese dopo averli invitati a festivals, letture e concerti. Anche i registi Ken Loach e John Madden ed il compositore Michael Nyman sono tra i 19 firmatari della lettera.
In essa non vi sono accuse o critiche ed è stata inviata a Berlusconi una settimana prima della sua pubblicazione per evitare una reazione sfavorevole da parte del Governo Italiano.Ma sembra che tutto questo non abbia sortito alcun effetto.
Non c'è stata nessuna risposta ufficiale da Roma, ma da alcune fonti in Italia ed a Londra si è venuto a sapere che pare ormai definitiva la decisione di non rinnovare il contratto di Fortunato che scadrà a fine Maggio; terminerebbe così dopo soli due anni un mandato che sarebbe dovuto durarne quattro. Fonti governative affermano che non ci sia nulla di personale in questa scelta, ma che sia solo una sostituzione fisiologica dei funzionari scelti dalla precedente amministrazione, come da prassi..
Il Foglio,un giornale vicino a Berlusconi, ha preso in giro i 19 firmatari e li ha accusati di presunzione e Il Giornale ,un quotidiano milanese di proprietà della famiglia del Presidente del Consiglio,è arrivato a telefonare a Fortunato cercando di farsi rilasciare delle dichiarazioni che dimostrassero la sua aperta simpatia per la sinistra.
"Mi hanno domandato se ero a disagio nel rappresentare il governo di Berlusconi. Ho detto di no, perchè Berlusconi è stato eletto democraticamente ed ho aggiunto che,ad ogni modo, io non rappresento il governo, ma la cultura italiana". Questo è quello che ha dichiarato ieri Fortunato.Non è stato pubblicato nessun articolo.
Il direttore ha preferito non esprimersi sul motivo per cui ritiene sia stato licenziato."Spero solo che mi si giudichi per la qualità del mio lavoro e per i risultati conseguiti".
Probabilmente saranno licenziati anche i direttori degli Istituti Italiani di Cultura a Mosca ed a New York.
Rory Carroll
Attori e scrittori inglesi corrono in difesa di un rappresentante culturale italiano
Estratti dall'articolo uscito su The Independent, Gran Bretagna
25/02/02
All' Istituto Italiano di Cultura di Belgravia, nel centro della capitale inglese, il "bel mondo" dell'arte e della letteratura londinese è ormai di casa.
L'attore Colin Firth ha fatto delle letture pubbliche di Pirandello e e lo scrittore Hanif Kureishi ha discusso di libri con Alessandro Baricco [...]
Negli ultimi due anni, vale a dire da quando Mario Fortunato è diventato direttore dell'Istituto, si è creato un clima di fioritura artistica molto diverso dall'atmosfera sobria ed un po' monotona che c'era in passato.
Il contratto di un direttore dura solitamente quattro anni e viene riconfermato dopo due, tranne che in casi di chiara incompetenza.Ma questa volta, in prossimità dello scadere dei due anni, Roma mostra uno strano riserbo su quel che riguarda il futuro di Fortunato.
Il sospetto è che il nuovo presidente del Consiglio italiano, Silvio Berlusconi, abbia in mente qualcun'altro da destinare a quell'incarico così prestigioso.[...]
Tra gli amici ed i sostenitori di Fortunato, la preoccupazione per la sua situazione così precaria è stata ed è tale che Colin Firth, attore conosciuto per film come "Il paziente inglese", ha deciso di intervenire in prima persona. E' stato proprio Firth, sposato ad un'italiana, a suggerire di mandare a Berlusconi una lettera in cui
rendere manifesti i timori delle persone vicine al direttore italiano.Questa missiva è stata inviata anche a "The Independent".
A capo di una lista di firmatari che comprende Salman Rushdie, Harold Pinter, Rupert Everett, Nick Hornby e Mary Elizabeth Mastrantonio, Firth scrive che Fortunato "con le sue capacità, non ha solo ridato smalto all'immagine ed alla reputazione dell'Istituto, ma ha anche migliorato il livello e la qualità degli eventi organizzati".[...]
Louise Jury
Intellettuali contro Berlusconi, anche oltremanica
Estratto dall'articolo uscito su Libération, Francia
02/02
Artisti e scrittori britannici non sono soliti alzare la voce e tanto meno scagliarsi contro le ingiustizie di Stato. Eppure una settimana fa diciannove intellettuali britannici, su iniziativa dell'attore Colin Firth, hanno scritto una lettera al premier italiano Silvio Berlusconi. Rimasta ancora senza risposta, la lettera chiede rassicurazioni sulla sorte di Mario Fortunato, da due anni direttore del Centro Culturale Italiano di Londra, che rischia di perdere il posto a causa della sua omosessualità e della sua aperta simpatia per la sinistra. [...]
http://www.ilsegnalibro.com/stampa/2002_02_24_archivio.html
Fortunato e l’apparenza che inganna
Lo scrittore cacciato da Londra perché gay? Un bel film fa pensare di no.
Il Foglio, Italia
26/02/02
François Pignon, lavora come contabile in una grossa azienda, ma sta per essere licenziato. Sparge allora la voce che è omosessuale, per poter poi accusare il suo capo di discriminazione e salvare quindi il posto. Fin qui la trama di un delizioso film, "L'apparenza inganna", di Francis Veber, il già celebrato regista della "Cena dei cretini". A voler fare invece un'incursione nel reale, senza scomodare la cinematografia, ci troveremmo di fronte a un canovaccio simile, ma opportunamente ribaltato, stando a quanto racconta l'Observer a proposito di Mario Fortunato: "Licenziato da Berlusconi in quanto gay". La storia è semplice: Mario Fortunato - scrittore tradotto in alcune lingue, ma pare proprio non in inglese - lavora (e pare anche bene), come "contabile" culturale a Londra (all'Istituto Italiano di Cultura). Assunto dalla Ulivo &C., ora ci lavora per conto di quella grossa azienda che è l'Italia berlusconizzata, è in scadenza di contratto, ma secondo il giornale inglese "sta per essere licenziato a metà del suo incarico perché è troppo apertamente gay e troppo di sinistra per Berlusconi". Ecco, tutto il contrario del teorema Pignon. A sentire l’aria che tira non pare proprio che Fortunato possa correre rischi, a suo sostegno s'è mosso metà pantheon (la metà frivola) della cultura inglese, e va bene; in Italia sarebbero tanti disponibili a un girotondo a suo favore, e va benissimo; ma siccome non sta né in cielo né in terra che Berlusconi possa licenziare qualcuno in quanto omosessuale o, peggio, di sinistra (anche perché non saprebbe proprio, povero il nostro Cav., dove andare a parare altrimenti) viene da pensare ad un'estrema furbata autopromozionale, un mettere le mani avanti "nel caso in cui". Ma non ne è proprio il caso perché se Pignon dovette fingere per architettare un ricatto ai danni del padrone, Fortunato può ben concedersi orgogliosamente al suo privato (sono fatti suoi) e svelarsi pronto "a rappresentare il governo", come ha detto al Giornale ieri, purché si ricordi di lasciare Enzo Siciliano ai suoi girotondi. Così, tanto per farci ridere ancora.
http://www.ilsegnalibro.com/stampa/2002_02_24_archivio.html
Il caso Fortunato (ma non troppo)
L'Unità, Italia
27/02/02
Quello di Mario Fortunato, direttore dell'Istituto Italiano di Cultura a Londra, sta diventando un caso internazionale. La bomba l'ha lanciata l'Espresso del 21 febbraio con un articolo in cui si parlava della presunta intenzione di Silvio Berlusconi, nella duplice veste di Presidente del Consiglio e di Ministro degli Esteri, di sbarazzarsi di alcuni direttori scomodi perché troppo di «sinistra», tra quelli nominati per chiara fama dal precedente governo.Come? Semplice: non rinnovando per un ulteriore biennio - come previsto per prassi - i contratti biennali in scadenza. Nella fattispecie la vicenda di Fortunato ha un che di paradossale. E’ stato proprio Berlusconi ad indicare quali funzioni dovranno assolvere in futuro i circa cento Istituti Italiani di Cultura sparsi nel mondo: loro compito dovrà essere quello di diffondere non solo la cultura « alta» del nostro Paese, ma anche lo stile italiano nel suo complesso, dal cinema alla cucina, dalla moda al design. Evidentemente, in tal modo, la cultura potrebbe fare da traino a un più proficuo incremento di scambi commerciali.
Il paradosso è proprio questo: Mario Fortunato, da quando è a Londra, cioè da due anni a questa parte, si è mosso esattamente in tale direzione, facendo funzionare l'Istituto come mai era successo in passato. Ha cercato di svecchiare gli eventi e di conseguenza il pubblico dell'Istituto: ha aperto al suo interno una cafèteria, ha lanciato tutta una serie di appuntamenti di grande richiamo. Non era mai capitato di vedere le sale del centro di Belgrave Square stipate di giovani come lo scorso anno, in occasione degli incontri tra scrittori e artisti italiani e inglesi a confronto. Una caleidoscopica girandola di appuntamenti ha fatto dell'Istituto uno degli spazi culturali più vitali del momento nella capitale britannica.
Dove la querelle su Fortunato non poteva passare inosservata. Domenica un articolo su The Observer e lunedì un altro su The Guardian hanno dato conto dei dettagli della vicenda. L'attore Colin Firth si è fatto promotore di una petizione presso il governo italiano affinché Fortunato rimanga a Londra. Vi hanno aderito, tra gli altri, gli scrittori Salman Rushidie, Doris Lessing, Ian McEwan, Harold Pinter, Nick Hornby e Tom Stoppard, i registi Ken Loach e John Madden, il compositore Michael Nyman. E anche l'Università inglese non è insensibile al problema: Laura Lepschy, già direttore del Dipartimento di Italianistica di University College London, ha steso una lettera di appoggio a Fortunato che farà circolare nei prossimi giorni presso i colleghi di tutto il Regno Unito.
Per parte sua Fortunato dichiara di non voler polemizzare con nessuno, ma di desiderare di essere giudicato sulla qualità del suo lavoro e sui risultati raggiunti. Se ciò avvenisse - aggiungiamo noi - l'imprenditore Silvio Berlusconi, anche solo in una logica puramente aziendale, non potrebbe fare altro che confermare nel suo incarico quello che appare l'uomo giusto al posto giusto. A meno di voler sacrificare il funzionamento delle nostre istituzioni all'estero per fini di bassa politica.
Roberto Carnero
http://www.ilsegnalibro.com/stampa/2002_02_24_archivio.html
Italiani d'Inghilterra in difesa di Fortunato
News Italia Press, Italia
1/03/02
In ideale gemellaggio con la sottoscrizione di firme degli intellettuali inglesi per chiedere al governo italiano di non destituire dal suo incarico l’attuale Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Londra, Mario Fortunato, sul quale pende la minaccia del mancato rinnovo del contratto, anche gli italiani di Londra hanno inviato una lettera al Ministro degli Affari Esteri ad interim Silvio Berlusconi. "Gentile Ministro" esordisce la lettera "abbiamo letto con interesse ed una punta di preoccupazione sia l'appello che gli intellettuali inglesi Le hanno rivolto sia i numerosi articoli che la stampa britannica sta dedicando alla vicenda che coinvolge il direttore dell’Istituto Italiano di Cultura a Londra, Mario Fortunato, il cui mandato dovrebbe essere confermato a giorni. Non sappiamo se risponde a verità quanto scrivono i giornali britannici sul rischio che il mandato del Dr. Fortunato non sarà rinnovato per motivi non legati al suo operato. Quello che sappiamo, e che ci sentiamo di affermare con forza, è che in questi due anni l’Istituto di Cultura è finalmente diventato quello che avrebbe sempre dovuto essere: un luogo di incontro fra il mondo culturale italiano e quello britannico e un moderno strumento di promozione non solo della cultura italiana, ma anche dell’immagine del nostro Paese.
Noi giudichiamo Mario Fortunato dal lavoro che ha fatto in questi due anni. E, come italiani residenti in Gran Bretagna, non possiamo non sottolineare la competenza e la perspicacia intellettuale che ha dimostrato nello svolgimento del suo lavoro".
"Sarebbe quindi" prosegue la lettera "profondamente ingiusto e lesivo dell’immagine del nostro Paese se a Mario Fortunato non fosse consentito di proseguire nel suo lavoro, così come del resto prevede la legge 22 dicembre 1990, n. 401 che contempla incarichi biennali rinnovabili. Chiediamo dunque che Mario Fortunato sia riconfermato, anche per sgombrare il campo dall’imbarazzante sospetto adombrato negli articoli della stampa britannica che nell’Italia del governo Berlusconi sia più importante essere schierati dalla "parte giusta" che avere meriti professionali".
http://www.independent.co.uk/story.jsp?story=250100
Figure eminenti dell'arte italiana si schierano dalla parte del direttore di un Istituto Culturale il cui posto di lavoro è "messo in pericolo" da Berlusconi
Estratti dall'articolo uscito su The Independent, Gran Bretagna
1/03/02
Italiani illustri come lo scrittore Umberto Eco e i registi Bernardo Bertolucci e Michelangelo Antonioni hanno dato il loro appoggio alla campagna che si batte per far rimanere Mario Fortunato direttore dell'Istituto Italiano di Cultura di Londra.
In una lettera oggi pubblicata da "The Independent", gli artisti italiani si sono uniti a molte personalità britanniche come Colin Firth,Harold Pinter e Salman Rushdie nell'elogiare il lavoro svolto da Fortunato.[...]
Tra gli altri firmatari italiani spiccano Alessandro Baricco,autore del best seller "Seta", il poeta Mario Luzi [...], l'attore Paolo Bonacelli e la scrittrice Dacia Maraini.
Louise Jury
http://www.esteri.it/attualita/2002/ita/interventi/i020307a.htm
Il sottosegretario agli Esteri Mario Baccini risponde alle polemiche sorte in Europa sul caso Mario Fortunato
Sito del Ministero degli Esteri
7/03/02
http://www.ilsegnalibro.com/stampa/2002_07_07_archivio.html
E' tempesta negli Istituti Italiani di Cultura all'estero
Il Resto del Carlino, Italia
10/07/02
A Londra il direttore Mario Fortunato non ha visto ancora rinnovato il suo contratto scaduto il 31 maggio mentre a Mosca Mariolina Doria de Zuliani si è dimessa dopo essere rimasta dal 10 maggio senza stipendio e informazioni. Per chiarire queste ed altre situazioni si svolgerà, entro la settimana, un incontro che il Presidente del Consiglio e Ministro degli Esteri ad interim Silvio Berlusconi avrà con il sottosegretario responsabile Mario Baccini.
Baccini "dovrà illustrarmi" ha detto Berlusconi "il quadro delle presenze per quanto riguarda i responsabili della diffusione della cultura italiana all'estero con le sue valutazioni circa l'efficacia delle azioni svolte da questi nostri rappresentanti. Solamente dopo averlo ascoltato potrò dare una risposta alle domande sulle questioni sollevate sul funzionamento degli Istituti Italiani di Cultura all'estero".
Da Mosca Mariolina Doria si è lamentata pubblicamente: "Mi sento nell'avamposto degli uomini perduti: molti vengono in visita a Mosca, fanno promesse e poi chi li vede più? Ho organizzato 50 manifestazioni culturali e dai russi ho avuto un aiuto straordinario. I musei mi hanno detto: "Prendi ciò che vuoi" ; i conservatori: "Fai quello che vuoi". Dell'aiuto italiano nessun cenno.
A Londra Fortunato sottolinea di non ricevere stipendio da un mese e mezzo: "Questa città ha un certo costo e io non sono ricco di famiglia, in più non posso firmare niente: un'istituzione inglese mi ha proposto un programma per il 2003. Ho dovuto rispondere: In linea di massima sì, ma...". Anche se 19 intellettuali inglesi hanno sottoscritto una lettera alla Farnesina di sostegno a Fortunato, il quotidiano The Observer ha scritto che il direttore del Centro italiano di cultura "è troppo apertamente gay e di sinistra per i gusti di Berlusconi".
R.R
http://www.esteri.it/attualita/2002/eventi/conf2002/documenti/agenzie/020726
Baccini: Fortunato resta a capo dell'Istituto Italiano di Cultura a Londra
Il suo mandato era scaduto il 31 maggio
Ap. Biscom
26/07/02
Mario Fortunato resterà direttore dell'Istituto Italiano di Cultura a Londra. Lo ha confermato questa mattina il sottosegretario agli Esteri, Mario Baccini a margine della conferenza degli ambasciatori alla Farnesina. "Da un breve colloquio avuto alla Camera con Berlusconi è scaturito il rinnovo del contratto a Fortunato" scaduto lo scorso 31 maggio.
L'incontro, ha proseguito, è stata un'occasione per illustrare "al premier la riforma degli Istituti di Cultura per adeguare le strutture agli obiettivi del governo". Per Baccini, infatti è giunto il momento di "stringere i tempi". I 93 Istituti di Cultura sono inclusi nel piano di riforma della Farnesina, illustrato dal presidente del Consiglio in apertura della quarta conferenza degli ambasciatori.
Il caso di Fortunato era finito sui giornali britannici quando un gruppo di artisti e intellettuali - venuti a conoscenza della possibilità che il Ministro degli Esteri ad interim Silvio Berlusconi volesse sostituire Fortunato con una persona vicina allo schieramento di maggioranza - ha chiesto al governo italiano di riconfermarlo. Fortunato si considera di sinistra, ed è apertamente gay.
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