Firthissimo - Articoli

by Val




 


Omaggio a Giuseppe Tomasi di Lampedusa: "Il Gattopardo" all'Italian Institute of Culture, ovvero Basty e Lucy alla riscossa.



Londra
24 aprile 2003


Incontro Lucy a Londra nell'appartamento che condivideremo per questo weekend. Siamo entrambe un po' stanche, avendo passato l'intera giornata in viaggio e successivamente ad occuparci di questioni personali e professionali (bisogna sempre avere una scusa ufficiale per giustificare con gli altri - i non-firthisti - un viaggio inaspettato a Londra, ;-)). Disfare i bagagli è la cosa che ci prende più tempo: rullini, macchine fotografiche, zoom, flash, flash di ricambio, due copie de "Il Gattopardo" (in italiano, ovviamente) da far autografare, trucco, profumi, creme, spazzola, vestiti per l'occasione, penne per gli autografi... insomma, tutte le cose che uno di solito si porta.... non si sa mai ;-)
Una volta pronte, ci incamminiamo allegramente verso la fermata della metropolitana che ci porterà a destinazione! Si, la sede dell'Istituto è in Belgrave Square, "the fashionable side", of course! ;-) Durante il tragitto racconto a Lucy che la gentile signora del PEN Institute che mi ha dato i biglietti (prenotati più di un mese prima dalla lungimirante Lucy) questa mattina mi ha detto che l'evento è stato annunciato sull'Evening Standard, e che di conseguenza sono stati sommersi di telefonate per prenotazioni: siamo un po' preoccupate, questo rischia di mettere il nostro uomo sulla difensiva.... potrebbe non essere charming e rilassato come lo è stato a Roma quando l'ho incontrato a Febbraio :-/
Comunque, arriviamo all'ICI verso le 18.15, e siamo accolte da un gentile signore all'entrata che ci chiede i biglietti: l'evento comincia alle 19, siamo tra le prime ad arrivare, e l'atmosfera è molto rilassata e amichevole. Lucy chiacchiera con i membri dello staff e chiede se si possano fare fotografie durante l'incontro: non devono essere abituati ad avere intorno una star, perché non sanno cosa rispondere! Non ricevendo un netto rifiuto, Lucy decide - e io concordo pienamente con lei - che la risposta deve essere SI'. Ehm..., ho dimenticato di riferire che Lucy non ha con sé una minuscola macchina fotografica tascabile (come la mia, per esempio), ma un mostro un po' intimidatorio, una macchina da paparazzi completamente accessoriata!!! Sfortunatamente, non essendo una vera paparazza, il suo equipaggiamento è un po' antiquato e completamente manuale, ed emette un chiaro CLUNK! ogni volta che scatta una fotografia! Questo significa che dovrà sincronizzare perfettamente gli scatti con gli applausi e con un'illuminazione adeguata ( non è permesso l'uso dei flash ) per non dare fastidio agli oratori ( beh, ad UNO di loro, se non altro!). Mentre Lucy sta chiedendo per le fotografie, mi precipito nella sala conferenze per accaparrarmi i migliori posti liberi. Stranamente, la seconda fila non è prenotata per invitati speciali come la prima e la terza, ed è ancora parzialmente libera; non è stata una vera sorpresa, più tardi, scoprire che i 3 posti non liberi al centro della "fila migliore" erano occupati da altre firthesse, cioè Sue, Helen e Hazel. Dopo una breve consultazione, Lucy ed io decidiamo di prendere posto di fronte alla poltroncina che sarà occupata da Colin..
Tutto questo accade in meno di 5 minuti, io sono ancora intenta ad occupare 3 posti extra per le mie amiche che arriveranno tra poco quando Lucy - appena uscita per chiedere ancora per le fotografie - rientra subito e mi dice con una vocina piccola ed eccitata "LUI è qui!!!". Usciamo immediatamente insieme e.... LUI è veramente LI'! AHHH! Ho giusto il tempo di riprendere fiato prima di metterlo a fuoco...Ok, adesso penso di essere in grado di descriverlo ;-) Stivaletti marrone scuro, pantaloni marroni, ampia camicia blu scuro, fuori dai pantaloni, collo aperto (niente cravatta), la stessa giacca marrone chiaro che indossa nell'intervista via satellite ( "la giacca di Peter Pan", per intenderci N.d.T. ), e che gli sta cooosì bene... e il suo VISO!!! Leggermente abbronzato, un po' nervoso, gli occhi che saettano qua e là ( AHHH! Mi guarda, un po' perplesso. Mi ha riconosciuta? Potrei anche svenire qui, ora! ); capelli non abbastanza lunghi da essere veramente riccioluti, ma sempre dello stile "come-mi-piacerebbe-passarci-le-dita-attraverso": un po' più lunghi sopra, più o meno il taglio che aveva in Secret Laughter Of Women, per intenderci, e anche la camicia sembra molto simile a quella di SLOW.
Sta salutando qualcuno all'entrata, Livia è più vicina a noi: nella foga, le andiamo quasi a sbattere contro! E' veramente molto carina, molto più carina di quanto non venga in fotografia! Il suo corpo sottile, per niente ingrossato dalla gravidanza (la maternità le dona!) accende una lucina nella mente temporaneamente obnubilata di Lucy. Con una prontezza sorprendente [IO lo posso scrivere! Siamo care amiche, e soprattutto sta guardando da sopra la mia spalla e sta ridendo in questo preciso istante! ;-)] si avvicina a Livia informandola "Lei deve essere Livia.... ehm.... la moglie di.... ehm...", indicando la sua pancia. Senza darle nemmeno il tempo di rispondere (ma sorride, è un buon segno!) la informa anche che è colpa MIA se non ha portato le mozzarelle fresche da Roma stasera [Lucy gliene voleva portare un po', ma l'ho convinta che probabilmente Livia non sarebbe stata presente....]. Livia emette una specie di gemito, dimostrando che il regalo le sarebbe piaciuto. Peccato! Poi Colin ce la porta via e spariscono insieme in una sala privata.
Piano piano la sala conferenze si riempie, non c'è un solo posto libero: è piena al 90% di donne di ogni età, tutte cariche di grandi aspettative. Nell'attesa, facciamo una chiacchierata con Sue e le altre; scopriamo anche che un altro Mr. Firth, che si dovrebbe sedere accanto a Livia ( secondo i cartellini di prenotazione sui sedili della prima fila ), sarà presente. Ding dong! Questo Mr. David Firth non sarà mica 'papà'? Quando arriva sottobraccio a Livia, l'età e una specie di 'aria di famiglia' confermano la nostra teoria. Nella sala si avverte un'attesa nervosa: finalmente arriva una tizia e presenta i 3 relatori, mentre questi prendono rapidamente posto.
Dopo che il primo relatore (non ricordo il suo nome: non mi ha colpita particolarmente!) ha fatto un discorso che più o meno è il riassunto dell'introduzione al libro nella mia edizione italiana, finalmente assistiamo a qualcosa di più eccitante! Colin si alza di fronte a noi (e questa già sarebbe di per sé sufficiente a farci tornare a casa felici!! ;-)) lasciando momentaneamente senza fiato l'intero uditorio, prende un bicchiere d'acqua e si avvicina al microfono sul podio, il libro in mano, un dito a mo' di segnalibro. Cattura immediatamente l'attenzione del pubblico lanciando un paio di profonde, panoramiche occhiate ( AHHH! ) prima di cominciare a leggere.
Anche se, com'era prevedibile, legge la traduzione inglese de "Il Gattopardo" - ed uno dei maggiori meriti del romanzo è il particolare e bellissimo uso della lingua italiana - l'interpretazione di Colin ci fa capire che deve aver letto il romanzo anche in lingua originale, perché riesce veramente a penetrare e a comunicare il significato di quello che legge. Beh, per chi conosce il testo, ha letto (penso che sia stata una scelta personale, totalmente approvata da me e Lucy :-) tre momenti del romanzo: : prima la descrizione del giardino di Don Fabrizio all'inizio del libro; poi una parte del lungo discorso di Don Fabrizio sul vero significato della Sicilia e dei siciliani; poi la lunga scena della morte di Don Fabrizio (veramente toccante! Sigh!). Mentre legge usa diversi toni di voce, come in altri audiolibri che ha registrato: come al solito, l'impressione è quella di "papà ti sta leggendo una storia"! La sua voce è come un incantesimo; le sue pause sono significative; quando descrive il giardino, puoi veramente visualizzare quello che sta leggendo! Qualche volta si ferma per bere un sorso d'acqua: questa è un'occasione molto speciale per osservarlo dal vivo mentre beve [AHHH! mi viene in mente Valmont che beve, mmmmmmhhhhhhhh. La stessa sensazione :-)] Ogni volta che si alza, o si siede, Lucy gli scatta una foto.
Poi il terzo relatore (la scrittrice Edna O'Brien) prende la parola: fa un discorso molto sentito su Tomasi di Lampedusa, sul suo brillante lavoro, e alla fine ci comunica che "...è per celebrare il suo capolavoro che siamo qui riuniti stasera!". Una rapida occhiata tra Lucy, la mia amica Christine e me ci dà conferma di come stanno veramente le cose: è un ALTRO capolavoro quello che stiamo celebrando qui!!! ;-)))
Viene offerta al pubblico l'opportunità di fare domande. Lucy non se lo fa dire due volte (ha una rinomata faccia di bronzo!) e chiede la parola: quando le viene dato il microfono, cita alcune frasi dal romanzo (in italiano) che, secondo lei, riassumono in sé tutta la ricchezza della lingua e lo spirito dell'autore. Il relatore principale, il famoso 'Esperto di Tomasi Di Lampedusa' che stranamente non parla una parola d'italiano, le chiede di tradurre, se è possibile. Lucy si chiama fuori: quelle frasi sono troppo complesse per essere tradotte con facilità, ma "qualcuno dovrebbe avere il testo in inglese", risponde. Improvvisamente sentiamo la voce di Colin che dice "Lo sto cercando... mi sono un po' perso!". Ora, signore! Cosa avreste fatto voi a questo punto? Qualcuno doveva pur aiutare il povero ragazzo, no?
Come ho già detto, a volte Lucy sa essere sorprendentemente pronta: in questo delicato frangente scatta fuori dal suo posto e si avvicina a lui, aiutandolo generosamente ed in modo assolutamente disinteressato nella ricerca!

          
Ha lasciato la macchina fotografica sulla sedia, incustodita. Colin le chiede "Vuoi che lo legga?" e Lucy, mentre si allontana cercando di raggiungere il suo posto, con nonchalance dice "oh, sarebbe carino" E lui esegue. Dopo gli applausi, Lucy mi sibila "Avresti almeno potuto fare una fotografia" e io le rispondo trionfante "Ma io l'HO fatta!". L'evento si conclude con un rinfresco al piano di sopra: non c'è bisogno di specificare che a questo punto la macchina fotografica è stata pienamente equipaggiata con zoom e flash!
Andiamo tutti al piano superiore, dove c'è un tavolo apparecchiato con bicchieri di vino: ovviamente sia io che Lucy evitiamo di bere per mantenere connesse le poche cellule cerebrali che ancora funzionano (un compito molto difficile, una volta che ci si trova davanti a 'damanhimself'! ). Una breve descrizione della sala vi aiuterà a godere appieno dell'improvvisa apparizione del capolavoro che tutte siamo venute ad ammirare questa sera. Le scale si aprono su una sala con il pavimento in parquet: sulla destra c'è una seconda sala che si apre su un balcone che affaccia su Belgrave Square; sulla sinistra, dietro al tavolo con i drinks, c'è una grande doppia finestra con alcune porte che si aprono sui lati; vicino alla porta d'entrata c'è una grande libreria in legno con vetrine.
Un gruppetto di persone si trova già nelle sale, ma non c'è traccia del nostro eroe, per il momento. Salirà? Non salirà? Siamo tutte con gli occhi bene aperti! Improvvisamente ecco che Colin sembra materializzarsi dal nulla! Entra dalla porta a lato della doppia finestra, cercando di fare il vago, prende un bicchiere di vino (SIIIII! Sembra che avremo un'altra volta il piacere di osservarlo mentre beve! Mmmmmmmmmhhhh!), e cerca di confondersi nella folla. Invano. Ci guardiamo tutte per vedere chi sarà la prima ad avvicinarlo, come persone ben educate di fronte ad un sontuoso buffet (YUMMY!) in un party dell'alta società. LOL! Qualcuna infine si avvicina (nessuno che conosciamo), ma ormai la processione è inesorabilmente cominciata!. Lucy ed io ci mettiamo immediatamente in fila, e una volta che il nostro uomo è libero, lei gli si avvicina dicendo "Credo che questa sia la fila giusta! Allora, anche se il romanzo non l'ha scritto lei, l'ha letto davvero molto bene, perciò PUO' autografare il mio libro". Colin esegue rispondendo "Magari l'avessi scritto io!. Qual è il suo nome?" [Immagine interna del cervello di Lucy (o di quel che ne rimane): Bang! "Say my name! Say it! Say my name!" ("Dì il mio nome!": citazione da SLOW, N.d.A.)] "Lucy" mormora, cercando di apparire sciolta e nel contempo cercando freneticamente un argomento intelligente per non far cadere la conversazione. "Ha letto il romanzo anche in italiano?" "Ho tentato, ma è troppo difficile da seguire" "Oh, allora dovrebbe leggere Calvino, perché usa un linguaggio più semplice" "L'ho letto! Ho letto 'Il Cavaliere Inesistente'". Questa conversazione si svolge in inglese. A questo punto, il cervello di Lucy si rifiuta di cooperare ulteriormente, perciò si butta sulla frase standard: "Posso avere una foto con lei?", e mi molla la sua mostruosa macchina fotografica. Con espressione orripilata, dopo un veloce tentativo, rispondo "ma io non riesco a scattare una fotografia con questa roba!". "Ok", incalza Lucy, rimasta ben incollata a Colin, "Usa la tua". Mentre mi preparo, lei gli dice "Mmmmhhh, con questa foto renderò invidiose molte persone [lui sta tenendo le sue mani sui fianchi di lei, come fa di solito nelle fotografie con le fans], e farò perfino ingelosire qualcuno.... Sa, ho un marito siciliano". A queste parole lui fa un immediato balzo spostandosi ad almeno un metro di distanza, ansimando "Un marito SICILIANO?! OH!". Lucy si morde la lingua: ha perso un'altra occasione per starsene zitta! ;-). Ad ogni modo, riesce a riguadagnare la posizione e a fare la fotografia. A quel punto colgo l'occasione e me ne faccio scattare una anch'io. Si, lo so, ne ho già una (beh, veramente due!) dalla conferenza stampa di TIOBE dello scorso febbraio, ma sapete, è come una droga, si diventa dipendenti ;-)
Dopo una breve pausa ci avviciniamo di nuovo, questa volta parlando in italiano. Lucy gli dice "Ho sentito che Mr. Firth parla italiano fluentemente!" "Non è vero", Colin risponde con il suo classico sorriso timido - sapete di cosa sto parlando! - testa un po' inclinata da un lato, gli occhi abbassati, le fossette bene in vista, quelle ciglia lunghe... mmmmmmmmmhhhhhh! Lucy insiste "Ho sentito che conosce anche la parola 'sfigato'!!" "Non è vero, non è vero" nega lui, ridacchiando con aria furbetta. In questo momento sembra più disponibile alla conversazione, così Lucy, mostrandogli la macchina fotografica, gli dice, sempre in italiano "Vede? Ho portato questo fantastico attrezzo e la mia amica qui non sa nemmeno come usarlo!!". Io cerco di assumere un'aria innocente (beh, in effetti SONO innocente!!!), non è colpa mia. Sembra un po' sorpreso, e fa per prendere la macchina per osservarla più attentamente: allora io dico "Magari LUI sa come usarla?!?!". Questo dà un improvviso input ai nostri cervelli e, sincronizzate come solo due vecchie amiche possono essere, entrambe gli diciamo all'unisono: "Magari potrebbe scattarci LEI una fotografia?". Adesso è VERAMENTE sorpreso!!! Non ricordiamo con precisione, ma probabilmente la sua mascella è crollata come nei cartoni! LOL! Siamo sicure che mai e poi mai alcuna fan gli abbia chiesto una cosa del genere! Comunque si prepara a scattare, da buon inglese cool. Ci rendiamo conto dell'improvviso silenzio attorno a noi: la folla stupita si apre per fare posto, così che Colin possa scattare la foto. Ehm... ci dispiace ammetterlo, ma Colin come fotografo è una vera scarpa! Dal risultato abbiamo un'ulteriore conferma del fatto che è decisamente più abituato a stare dall'altra parte dell'obiettivo! LOL!
Dopo questo exploit, e un altro paio di foto zoomate da parte dell'inarrestabile Lucy, abbiamo pietà di lui e decidiamo di non importunarlo più (almeno per stasera! ;-). Aspettiamo un po', e poi andiamo a salutare Livia, che è stata molto rilassata, ma allo stesso tempo molto vigile durante tutta la serata, standosene in disparte, ma pronta a salvare Colin nel caso in cui qualche fan avesse esagerato con le attenzioni. È comunque molto tollerante con le fans: sa di avere un marito affascinante e lascia che le fans se lo godano un po', per potersi portare a casa dei bei ricordi. Ce ne andiamo soddisfatte da tutto l'evento e felici che Colin abbia una moglie così carina e gentile. Beh, dopotutto è romana, no? ;-)

Basty e Lucy

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