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by Anto




 


Ma la prima è stata Diana


La Principessa aveva un uomo noioso e problemi con il cibo: vi ricorda qualcuno?Il paragone lo fa Colin Firth. Che per Bridget ha preso a pugni Hugh Grant.


Vanity Fair, Italia
Febbraio 2005


«La prima Bridget Jones è stata la principessa Diana: anche lei era una trentenne sola e senza autostima; anche lei aveva al fianco un uomo freddo e noioso che non la capiva; anche nella sua vita si sono succeduti playboy senza scrupoli; anche la sua infelicità era somatizzata in un rapporto malato con il cibo».
Colin Firth è l'attore inglese che nel film Il diario di Bridget Jones — e ora nel suo seguito, Che pasticcio, Bridget Jones!, nelle sale italiane dal 7 gennaio — interpreta Mark Darcy. Il personaggio non deve piacergli poi tanto, se fa il paragone con Lady Diana. Perché è Darcy «l'uomo freddo e noioso», quello che alla fine del primo film si fidanzava con Bridget (Renée Zellweger), dopo aver battuto il rivale playboy Daniel Cleaver (Hugh Grant).


           Darcy come Carlo d'Inghilterra?
COLIN FIRTH: «Non esattamente: tra le due storie c'è una differenza fondamentale. Mentre tutta la vita di Diana è stata un dramma e si è conclusa ancor più tragicamente, quella di Bridget lo è solo in superficie: lei ha due uomini niente male che lottano per conquistarla e le sue peripezie sono a lieto fine. Il pubblico si identifica con lei, come succedeva con Diana, però lo fa con il sorriso sulle labbra».

Ma esistono, nella realtà, donne come Bridget?
COLIN FIRTH: «Difficile. Bridget nasce dall'analisi della società di oggi, ma la sua è una storia mescolata alla fiaba. Sarà anche una pasticciona, però è un'eroina quasi perfetta: onesta, coraggiosa, e anche quando sbaglia sa sempre rimediare. Piace tanto perché fa sognare le donne».

Nei libri di Helen Fielding, però, era acidina. Perché la versione cinematografica l'ha resa tanto zuccherosa?
COLIN FIRTH: «E stata Renée a darle più dolcezza».

Prima ancora di pubblicare i libri, Helen Fielding aveva inventato il personaggio di Bridget per una rubrica su The Independent. All'epoca lei era popolarissimo perché interpretava Mr. Darcy nella versione televisiva di Orgoglio e pregiudizio. Helen aveva una cotta per lei, tanto che battezzò Darcy il boyfriend di Bridget. E, per la rubrica, le fece un'intervista memorabile. Vi siete visti altre volte?
COLIN FIRTH: Altre quattro. Helen mi fa ridere: riesce a chiamarmi solo Mr. Darcy».

La fa ridere, però lei non era entusiasta di girare anche il film tratto dal secondo libro. Giusto?
COLIN FIRTH: «Tutti, all'inizio, eravamo dubbiosi. Non è facile fare il seguito di una pellicola che ha avuto molto successo: il pubblico rivuole il primo film, ma non lo stesso film. Quando ho parlato con Renée, però, mi ha contagiato il suo entusiasmo».

Che cosa c'è di nuovo in Che pasticcio Bridget Jones?
COLIN FIRTH: «La storia riprende da dove si era interrotta, ma i personaggi maschili sono ancora più caricati: il mio Mark è più snob e il Daniel di Hugh Grant più viscido. Questo perché sono macchiette. Tutta la vicenda è vista con occhi femminili».

Lei indossa sempre quell'orrendo maglione con la renna del primo Bridget Jones?
COLIN FIRTH: «No, c'è una novità».

Cioè?
COLIN FIRTH: «C'è un altro maglione, ma questa volta con un pupazzo di neve. Che sembra solo un dettaglio ridicolo, però dice molto sulla persona di Mark. Lui si mette quegli obbrobri solo per far piacere a sua madre, che gliene fa uno a mano ogni Natale».


           C'era affiatamento fra voi tre sul set?
COLIN FIRTH: «Sì, anche se con Hugh ho girato solo una scena. Notevole, però».

Quale?
COLIN FIRTH: «Quella della lotta, dentro una fontana del parco. L'abbiamo fatta a novembre. Immersi nell'acqua gelida per 7 ore...».

Raffreddori?
COLIN FIRTH: «No. Per fortuna avevano montato sul set una grande vasca di acqua calda. Lì dentro io e Hugh ci sedevamo a bere tè bollente, vestiti di tutto punto, scarpe comprese, nelle pause tra un ciak e l'altro».

Gira voce che tra lei e Grant non corra buon sangue. Però avete lavorato insieme in tre film di seguito: i due Bridget Jones e Love Actually. Avete imparato ad apprezzarvi?
COLIN FIRTH: «Ci conosciamo meglio; durante il tour promozionale del film abbiamo passato molte ore insieme sull'aereo privato».

E allora?
COLIN FIRTH: «Penso che Hugh sia un wit, ma non traduca questa parola in italiano, perché non c'è un vocabolo nella vostra lingua che abbia lo stesso significato».

Forse non lo conosce bene, l'italiano.
COLIN FIRTH: «So che non c'è perché ne ho già parlato con mia moglie Livia, che è di Roma. L’espressione che gli si avvicina di più è "persona arguta" (lo dice in italiano, ndr). Non credo che voi italiani possiate davvero apprezzare Oscar Wilde o Jane Austen senza una parola come wit».

Ci descriva Hugh senza usare il termine wit.
COLIN FIRTH: «Intelligente, con la battuta sempre molto veloce e tagliente, ma di uno humour un po' leggero».

E la Zellweger?
COLIN FIRTH: «Per il lavoro farebbe qualsiasi cosa, anche mettere a rischio la salute».

Si riferisce al fatto che è di nuovo ingrassata dieci chili per la parte?
COLIN FIRTH: «Anche, ma non solo: se deve girare non dorme, prende 40 aerei in un giorno. Certo non avrei mai immaginato che il suo peso fosse una notizia tanto appassionante per i media. Quando è un uomo a ingrassare per esigenze di copione nessuno si sconvolge, ma se è una bella attrice...».

Ha davvero annunciato che non farà mai un terzo Bridget Jones?
COLIN FIRTH: «Siccome la Fielding sta già scrivendo il libro numero tre, ho voluto mettere le mani avanti. Scherzi a parte, lo farei solo se fosse ambientato cinquant'anni dopo e i personaggi fossero vecchi e decrepiti».

Novità più vicine?
COLIN FIRTH: «Ho girato due film: Nanny McPhee, una favola per bambini con Emma Thompson, e Where the Truth Lies, un film di Atom Egoyan dove io e Kevin Bacon interpretiamo una coppia di comici. Ma ora voglio prendermi una pausa».

Per stare con la famiglia?
COLIN FIRTH: «Sì, ma anche per stare con me stesso».

Può permetterselo: il secondo Bridget sta andando piuttosto bene.
COLIN FIRTH: «E vero. Sa che cosa mi ha sorpreso di più? In sala, qui in Inghilterra, si sente ridere. Gli inglesi non fanno mai rumore al cinema».


Sara Faillaci

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