Firthissimo - Articoli |
by Anto |
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Giovedì 6 febbraio è stato il giorno della presentazione ufficiale italiana del film L'importanza di chiamarsi Ernest e per l'occasione ci si aspettava che alla conferenza stampa partecipassero come minimo il regista Oliver Parker ed uno dei due protagonisti principali, possibilmente Rupert Everett. Si è invece presentato solo Colin Firth che ha però intrattenuto come un vero divo, mantenendo sempre il suo elegante e garbato stile inglese, il folto gruppetto di giornalisti affamati di gossip. Abbiamo potuto così appurare che nel '97 ha sposato in Umbria l'italiana Livia Giuggioli (produttrice incontrata sul set di Nostromo), che gli ha dato il suo secondo figlio (il primo lo aveva avuto dall'attrice Meg Tilly), e che è quindi questa la spiegazione del suo ottimo italiano che ha quasi reso superflua la presenza dell'interprete. Ci ha inoltre deliziati anche con succose anticipazioni sui suoi prossimi film e con alcuni divertenti aneddoti su alcuni dei suoi più illustri colleghi. La sua figura è apparsa molto diversa da quella di fascinoso e scostante antipatico che interpreta sul set; non è eccessivamente alto (N.d.C.???? Sì, è vero, in fondo è solo 1.86 cm…), né bellissimo a dire il vero, ma è sicuramente brillante e gradevole. |
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Cosa ha fatto Parker per rendere lei e Rupert Everett una coppia così ben assortita stile “commedia inglese anni '40”? E come mai la vostra accoppiata è stata così affiatata sul set? Non è la prima volta che recita con Everett, vero? Oliver Parker ha rischiato, ecco cos'ha fatto di speciale. E' molto difficile spiegare quale sia l'alchimia che si crea tra due attori che hanno ruoli così legati tra loro. 25 anni fa feci il mio primo film, Another Country, guarda caso proprio con Rupert, film nel quale interpretavamo due ottimi amici; non ci sarebbe nulla di interessante in questo se non il fatto che in realtà, fuori dal set, ci odiavamo letteralmente. Ero curioso anch'io quando mi è stata proposta questa parte ne L'importanza di chiamarsi Ernest in coppia con Rupert, |
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In questi 25 anni di carriera lei è diventato un po' più sofisticato, mentre Everett è sicuramente diventato più serio. Condivide questo giudizio? Il bello è che io "non sono diventato" più sofisticato, ho solo "imparato a fingere di esserlo". Rupert invece è diventato solo più tollerante. La commedia è il suo genere ideale oppure lei in realtà aveva in mente tutt'altro tipo di film, quando ha iniziato la sua carriera di attore? Non scelgo mai cosa fare, negli ultimi tempi mi hanno proposto di recitare per lo più in ruoli comici che mi intrigavano e quindi ho |
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Questo film è girato in senso cronologico o no? No, il film non è girato in senso cronologico, nessuno dei film che ho interpretato finora lo è mai stato. MAGARI!! (N.d.R. ha esclamato con le vocali un po' distorte dal suo accento inglese) Aveva già avuto occasione di interpretare qualcosa di Oscar Wilde a teatro? No. Penso di essere l'unico inglese a non averlo mai fatto. C'è da dire però che non è stato un problema perché il tutto è molto diverso paragonato al set cinematografico: la preparazione è un'altra, il modo di recitare ed il rapporto col pubblico sono differenti. Rupert invece aveva già recitato Wilde a teatro, anche in francese, mentre |
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Lei ha lavorato con molte bravissime attrici del momento, come la Zellweger, fresca di Golden Globe, Gwyneth Paltrow, Kristin Scott-Thomas, la Witherspoon e la O'Connor. Se dovesse scommettere su una di loro su quale punterebbe per il futuro? Beh, è difficile scegliere e soprattutto è molto pericoloso fare previsioni di questo genere. E' passato molto tempo da quando ho lavorato con attrici non americane, a dire il vero. Se dovessi proprio indicarne una credo che sceglierei l'ultima mia partner e cioè Scarlett Johansson. E' molto brava e soprattutto promette bene per il futuro. Per quel che riguarda Renée, devo dire che non mi era mai capitato di recitare con un'attrice così: è sempre dolce e gentile con tutti, non si arrabbia mai e non si lamenta. Pensate che ai tempi di Bridget Jones |
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Trova che ci siano sostanziali differenze tra il cinema ed il teatro? Lei quale ambiente preferisce? E' molto più facile lavorare in teatro, lì c'è un rapporto diretto con il pubblico, le prove durano 4 settimane e poi si va in scena. Non si scombina la vita di un attore: se piove, ad esempio, non si devono ritardare le riprese o girare un'altra scena piuttosto che quella all'aperto. Si mangia quando le persone normali mangiano, si dorme quando anche gli altri dormono e così via. Il teatro è anche più emozionante a dire il vero, senza nulla togliere alla fama ed alla notorietà che ti consente di avere il grande schermo. Secondo lei questa classificazione, peraltro abbastanza veritiera, che ha fatto degli attori americani ed inglesi cambierà dopo la guerra in Iraq? Penso che molte cose cambieranno dopo la guerra; forse anche questa, sì. Secondo lei anche Blair andrà a fare il cattivo in America come gli attori inglesi? L'ha già fatto, no? Mi sembra che sia uno di quelli che appoggiano Bush quindi ha già fatto il suo come cattivo. Come molti altri comunque. |
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