Firthissimo - Articoli

by Anto




 


Intervista a Colin Firth




Cinefile, Italia
Febbraio 2003




           Giovedì 6 febbraio è stato il giorno della presentazione ufficiale italiana del film L'importanza di chiamarsi Ernest e per l'occasione ci si aspettava che alla conferenza stampa partecipassero come minimo il regista Oliver Parker ed uno dei due protagonisti principali, possibilmente Rupert Everett. Si è invece presentato solo Colin Firth che ha però intrattenuto come un vero divo, mantenendo sempre il suo elegante e garbato stile inglese, il folto gruppetto di giornalisti affamati di gossip. Abbiamo potuto così appurare che nel '97 ha sposato in Umbria l'italiana Livia Giuggioli (produttrice incontrata sul set di Nostromo), che gli ha dato il suo secondo figlio (il primo lo aveva avuto dall'attrice Meg Tilly), e che è quindi questa la spiegazione del suo ottimo italiano che ha quasi reso superflua la presenza dell'interprete. Ci ha inoltre deliziati anche con succose anticipazioni sui suoi prossimi film e con alcuni divertenti aneddoti su alcuni dei suoi più illustri colleghi.

La sua figura è apparsa molto diversa da quella di fascinoso e scostante antipatico che interpreta sul set; non è eccessivamente alto (N.d.C.???? Sì, è vero, in fondo è solo 1.86 cm…), né bellissimo a dire il vero, ma è sicuramente brillante e gradevole.
I capelli un po' arruffati e l'abbigliamento molto casual ci hanno mostrato un Colin Firth in una veste sicuramente differente da quella che ci si aspettava; quello che però ha sorpreso più di tutto è stato il suo spiccato senso dell'umorismo e la sua propensione alla battuta tagliente. Il tutto in barba a quelli che si aspettavano una conferenza stampa noiosa e sonnolente per la mancata presenza del regista, che ha sì ridotto l'importanza dell'avvenimento, ma che in realtà ci ha permesso di conoscere un po' più da vicino questo attore che finora era rimasto sempre un po' all'ombra di altri colleghi famosi.


           Cosa ha fatto Parker per rendere lei e Rupert Everett una coppia così ben assortita stile “commedia inglese anni '40”? E come mai la vostra accoppiata è stata così affiatata sul set? Non è la prima volta che recita con Everett, vero?
Oliver Parker ha rischiato, ecco cos'ha fatto di speciale. E' molto difficile spiegare quale sia l'alchimia che si crea tra due attori che hanno ruoli così legati tra loro. 25 anni fa feci il mio primo film, Another Country, guarda caso proprio con Rupert, film nel quale interpretavamo due ottimi amici; non ci sarebbe nulla di interessante in questo se non il fatto che in realtà, fuori dal set, ci odiavamo letteralmente. Ero curioso anch'io quando mi è stata proposta questa parte ne L'importanza di chiamarsi Ernest in coppia con Rupert,
perché volevo soprattutto vedere come il nostro rapporto fosse cambiato a distanza di tanto tempo, e ne sono rimasto soddisfatto. La nostra interpretazione in questo film è dipesa molto dalla spontaneità e dalla sintonia, quindi non avremmo mai potuto recitare come abbiamo fatto se ci fossero stati ancora degli attriti tra di noi.

Perché vi odiavate?
Forse perché anche allora Rupert mi trovò troppo... come dire... "earnest"! (N.d.C. leggasi “sincero”, "onesto")

Tra la sarcastica risata generale nessuno ha osato chiedere spiegazioni più dettagliate; si è preferito non indagare su questo punto un po' privato visto che neanche Firth sembrava molto propenso a rivelazioni in merito.


           In questi 25 anni di carriera lei è diventato un po' più sofisticato, mentre Everett è sicuramente diventato più serio. Condivide questo giudizio?
Il bello è che io "non sono diventato" più sofisticato, ho solo "imparato a fingere di esserlo". Rupert invece è diventato solo più tollerante.

La commedia è il suo genere ideale oppure lei in realtà aveva in mente tutt'altro tipo di film, quando ha iniziato la sua carriera di attore?
Non scelgo mai cosa fare, negli ultimi tempi mi hanno proposto di recitare per lo più in ruoli comici che mi intrigavano e quindi ho
accettato di buon grado. Devo dire che ora sono maggiormente interessato a ruoli drammatici perché vorrei cimentarmi in qualcosa di diverso. A tal proposito ho appena finito di girare un film dal titolo La ragazza con l’orecchino di perla diretto da Peter Webber, con Tom Wilkinson e Scarlett Johansson, un'attrice molto giovane e molto brava (N.d.R. l'abbiamo vista recentemente in Ghost World). Sto inoltre per iniziare le riprese di un altro film drammatico-psicologico diretto da Marc Evans (N.d.R. regista di My Little Eye, film horror sulla falsa riga de "Il Grande Fratello").


           Questo film è girato in senso cronologico o no?
No, il film non è girato in senso cronologico, nessuno dei film che ho interpretato finora lo è mai stato. MAGARI!! (N.d.R. ha esclamato con le vocali un po' distorte dal suo accento inglese)

Aveva già avuto occasione di interpretare qualcosa di Oscar Wilde a teatro?
No. Penso di essere l'unico inglese a non averlo mai fatto. C'è da dire però che non è stato un problema perché il tutto è molto diverso paragonato al set cinematografico: la preparazione è un'altra, il modo di recitare ed il rapporto col pubblico sono differenti. Rupert invece aveva già recitato Wilde a teatro, anche in francese, mentre
Judi Dench sono circa 15 anni che fa il personaggio di Lady Bracknell. Ed infatti è perfetta.

Com'è stato lavorare con un mostro sacro di bravura come Judi Dench?
Splendido. Avevo già lavorato con lei in Shakespeare in Love dove, come in Ernesto e ne Il Diario di Bridget Jones, faccio il ruolo dell'odioso un po' "sfigato".

Anche qui la risata generale è stata piuttosto fragorosa con un'espressione rassegnata di Firth che faceva trasparire un po' di ironico rammarico.

Tenendo presente il personaggio di Ernest/Jack in questo film e quello di Mark Darcy ne Il diario di Bridget Jones, potremmo paragonare la sua carriera un po' a quella di Humphrey Bogart, che nei film interpretava ruoli di secondo piano ma che col passare dei minuti acquistavano sempre maggiore importanza fino a divenire protagonisti principali (come per esempio in Sabrina con Audrey Hepburn e William Holden).
Si! Comunque, se la vogliamo dire tutta, secondo me è proprio per colpa di Darcy se mi hanno cercato per questo ruolo in Ernesto!


           Lei ha lavorato con molte bravissime attrici del momento, come la Zellweger, fresca di Golden Globe, Gwyneth Paltrow, Kristin Scott-Thomas, la Witherspoon e la O'Connor. Se dovesse scommettere su una di loro su quale punterebbe per il futuro?
Beh, è difficile scegliere e soprattutto è molto pericoloso fare previsioni di questo genere. E' passato molto tempo da quando ho lavorato con attrici non americane, a dire il vero. Se dovessi proprio indicarne una credo che sceglierei l'ultima mia partner e cioè Scarlett Johansson. E' molto brava e soprattutto promette bene per il futuro. Per quel che riguarda Renée, devo dire che non mi era mai capitato di recitare con un'attrice così: è sempre dolce e gentile con tutti, non si arrabbia mai e non si lamenta. Pensate che ai tempi di Bridget Jones
c'erano moltissime riprese notturne, e quindi capitava che si girasse tutta la notte; lei anche alla fine delle riprese, alle 5 di mattina, era di buon umore e sorridente, al contrario di altri che non sto qui a nominare perché la lista sarebbe troppo lunga. La maggior parte degli attori si lamenta in continuazione sul set, soprattutto gli uomini, che secondo me sono molto peggio delle donne sotto questo punto di vista.

Come vede la differenza tra gli attori di Hollywood e quelli con esperienze teatrali alle spalle, tra i quali ci sono i nomi più noti della scena inglese?
Ce n’è soprattutto una fondamentale: gli attori hollywoodiani tipo Tom Cruise sono più versatili, più eclettici, diversissimi da noi. Io non mi ci vedo proprio ad interpretare ruoli simili. Noi attori di teatro inglesi siamo considerati una casta a parte perché in America ci vedono, e non so il perché, maggiormente adatti ad interpretare personaggi drammatici o cattivi.


           Trova che ci siano sostanziali differenze tra il cinema ed il teatro? Lei quale ambiente preferisce?
E' molto più facile lavorare in teatro, lì c'è un rapporto diretto con il pubblico, le prove durano 4 settimane e poi si va in scena. Non si scombina la vita di un attore: se piove, ad esempio, non si devono ritardare le riprese o girare un'altra scena piuttosto che quella all'aperto. Si mangia quando le persone normali mangiano, si dorme quando anche gli altri dormono e così via. Il teatro è anche più emozionante a dire il vero, senza nulla togliere alla fama ed alla notorietà che ti consente di avere il grande schermo.

Secondo lei questa classificazione, peraltro abbastanza veritiera, che ha fatto degli attori americani ed inglesi cambierà dopo la guerra in Iraq?
Penso che molte cose cambieranno dopo la guerra; forse anche questa, sì.

Secondo lei anche Blair andrà a fare il cattivo in America come gli attori inglesi?
L'ha già fatto, no? Mi sembra che sia uno di quelli che appoggiano Bush quindi ha già fatto il suo come cattivo. Come molti altri comunque.

La conferenza stampa si è conclusa con i ringraziamenti di rito e con l'abituale coda per autografi, che Colin Firth ha ovviamente concesso senza lesinare sorrisi e strette di mano.

Luciana Morelli

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