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Estratto dell'articolo dedicato al film "L'importanza di
chiamarsi Ernesto"
Pubblicato su Sette il 7/09/2002
[....] All'epoca di "Another Country" Firth era appena uscito dal Drama Centre di Londra.E ammette di essere stato un po' pesante all'epoca."Credo però che si possa dire che Rupert non era propriamente motivato dal punto di vista politico,in quel momento della sua vita",dice Firth."E, fondamentalmente, io ero incredibilmente ottuso.Tra le virtù di Rupert non c'era certo la tolleranza per le persone ottuse e un po' pesanti, per cui non è stato esattamente un idillio lavorare insieme in quell'occasione.Eravamo entrambi insopportabili, ognuno a suo modo."
Si può pensare quindi che quando Parker, che aveva già diretto con grande successo la versione cinematografica di un altro capolavoro di Wilde "Un marito ideale", nel quale Everett aveva il ruolo di Lord Arthur Goring, offrì ai due attori, ormai giunti entrambi all'età di 42 anni, i ruoli principali di Algernon Moncrieff (Everett) e Jack Worthing (Firth) in "L'importanza di chiamarsi Ernesto", almeno uno dei due sia stato tentato di trovare qualche scusa del tipo : una recita tutto esaurito per un tempo pressochè infinito oppure l'attesa di una chiamata da parte di Scorsese, e via discorrendo.E invece no.
"Certamente ho esitato un po' " ammette Everett."In seguito Colin mi ha chiesto quale fosse stata la mia reazione immediata, quando mi era stato detto che la parte di Jack era stata offerta proprio a lui.E, per essere onesto fino in fondo, ho pensato : "Oh Dio, non con lui un'altra volta!".
Nel frattempo,Firth era stato già coinvolto.Dopo tutto,aveva riflettuto, Algy e Jack si scambiano non pochi insulti coloriti nel corso della rappresentazione. E, come Parker continuava a rassicurarli, eventuali attriti sarebbero andati a favore del film.
"Era affascinante, dopo tutti quegli anni,verificare se anche questa volta non fossimo riusciti a sopportarci," dice Firth."Avrebbe potuto essere interessante vedere cosa sarebbe potuto capitare,questa volta...E mi chiedevo se non fossimo invece nati per lavorare in coppia.Non so,ma credo che ci sia qualcosa di tipico in noi,qualcosa che ci porta a ritrovarci insieme.E c'è anche qualcosa di curioso: di solito,con il mio metro e ottantotto, non mi sento certo il più basso della compagnia e non mi capita spesso di dover guardare qualcuno dal basso e sentirmi un piccoletto.Ma giurerei che Rupert è cresciuto ancora in questi diciotto anni".
Una volta prima di iniziare le riprese Parker aveva invitato i due a cena, sapeva che la tensione tra loro non sarebbe sfociata in una guerra aperta sul set nella contea del Buckinghamshire. "Per la verità, adesso sono come fratelli", dice il regista."Sono fantastici quando si prendono in giro e bisticciano,sono davvero divertenti.
Rupert è un fine provocatore e Colin non si arrende e lo affronta. E sono stati così per tutta la durata delle riprese.Credo che, in realtà, si apprezzino e anche molto".
Per Parker trovare i personaggi giusti per una commedia d'epoca,scritta all'apice del successo da uno del calibro di Wilde,nel 1895, era fondamentale per il successo di un film specialmente negli Stati Uniti. Firth ed Everett sono piuttosto famosi in America, ma anche la scelta delle protagoniste femminili era di cruciale importanza per sfondare al botteghino,oltre che per rendere giustizia a ciò che Wilde stesso definiva una "delicata bolla di sapone, parto della fantasia".
Parker ha scelto Reese Witherspoon (La rivincita delle bionde),americana, per la parte di Cecily e Frances O'Connor (Mansfield Park, AI), australiana, per il ruolo di Gwendolen Fairfax, oltre al premio Oscar Judi Dench- la scommessa vincente del film- per la formidabile e crudele Lady Bracknell. [...]
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