Firthissimo - Articoli

by Sam




 


Colin si lascia andare



IC Coventry, Gran Bretagna
Luglio 2003


C’è una scena nella commedia per ragazzi "Una ragazza e il suo sogno" che l’attore Colin Firth non dimenticherà facilmente e che di sicuro anche il pubblico troverà piuttosto memorabile.

Colin interpreta il ruolo di Lord Henry Dashwood, un uomo oppresso dalle responsabilità, dalle tradizioni di un'antica famiglia aristocratica e dalle aspettative di una promettente carriera politica. Henry ha dimenticato come ci si diverte, ma l’improvviso arrivo della figlia adolescente che non sapeva di avere butta all'aria tutto il suo mondo. Ricordando i giorni in cui guidava la moto, faceva il musicista girovago ed amava l’emancipata Libby, Henry indossa dei pantaloni di pelle e si esibisce in un assolo di chitarra davanti allo specchio.

Accennate a questa scena e un enorme sorriso apparirà sull’inconfondibile volto dell’attore quarantatreenne.

"Sì, in effetti mi sono domandato se tutto quel dimenarmi in pantaloni di pelle avrebbe distrutto la mia carriera" ride. "Mi chiedono molto raramente di rendermi ridicolo in questo modo, e, ancor più raramente, di farlo di fronte a uno specchio! Ho passato buona parte della mia adolescenza facendo esattamente questo, ecco, io ero proprio così. Questo tipo mi somiglia molto di più di quello in giacca e cravatta che sono solito interpretare. Insomma, è stato un po’ doloroso alla mia età fare tutti quei salti, ma mi sono divertito a lasciarmi andare e lo farei più spesso se ne avessi la possibilità."

Firth è uno dei più famosi attori inglesi. Il suo primo grande successo è arrivato interpretando Mr Darcy nell’applauditissimo adattamento BBC di "Orgoglio e pregiudizio", ruolo che gli ha fatto ottenere una nomination per il BAFTA. Ha recitato anche nella commedia di grande successo "Il diario di Bridget Jones" con Renée Zellweger ed ha partecipato a film come "Il paziente inglese", "Febbre a 90°" e "Amiche". Recentemente ha girato "Hope Springs" con Heather Graham e presto lo vedremo in "Love Actually", una commedia romantica contemporanea scritta da Richard Curtis, autore di "Quattro matrimoni ed un funerale".

Lei è stato molto impegnato... "Una ragazza e il suo sogno", "Love Actually", "Hope Springs". Ci sono altri film di cui ci vuole parlare?

Eh sì, sono davvero tanti! (ride). E’ buffo, a volte dai l'impressione di essere molto occupato, ma in realtà basta girare solo due film l’anno per sembrarlo. In effetti, in base agli standard di recitazione ed alla fortuna che accompagna gran parte degli attori – che è praticamente inesistente– due film all’anno sono molti. Specialmente se i progetti sono di un certo rilievo. Ma secondo i criteri della maggior parte della gente, lavorare due volte all’anno per tre mesi non è molto, e questo è un interessante paradosso. Di solito le persone dicono che sono stato occupato solo se hanno notato i progetti a cui ho lavorato. Anche se la produzione è rimasta esattamente la stessa, il mio sembrare più o meno impegnato dipende solo da quanti miei film hanno fatto flop e da quanti hanno avuto invece un qualche successo. Ogni tanto fai qualcosa che richiama di più l'attenzione su di te e probabilmente "Bridget Jones" è uno di questi casi.

Dennie Gordon, regista di "Una ragazza e il suo sogno", afferma che venne in Inghilterra prima di iniziare a girare il film, appositamente per convincerla ad accettare la parte. E' andata proprio così?

Lei mi disse che questa parte non avrebbe potuto farla nessun altro, cosa che è sicuramente molto piacevole e lusinghiera da sentire, non si può certo ignorarla. Devo ammettere che all'inizio non ero molto interessato al progetto. Voglio dire, non ero prevenuto, ma mi stavo guardando intorno e questo film non mi aveva particolarmente colpito.

Come le è sembrato interpretare Lord Henry Dashwood?

Beh, in fondo è una favola. Sono sempre stato un po' combattuto su quel che riguarda l'uso della fantasia nei film: è giusto evadere totalmente in un mondo da fiaba oppure bisogna mantenere qualche legame con la realtà per rendere il tutto credibile? Personalmente credo che le favole non debbano essere false e quindi mi preoccupo quando diventano troppo sdolcinate. In questo caso ho trovato Henry stranamente credibile e a dispetto delle trappole di questo ruolo e del film, l’ho sentito diverso da alcuni personaggi che ho interpretato in precedenza. Henry non è Mark Darcy. Per me è molto diverso.

Il film è dunque una favola moderna. Immagino che le sia piaciuto il messaggio che lancia : sii te stesso.

Sì, infatti. Il tutto poi è raccontato con un tono da favola, come i vecchi film della Disney alla "Chitty Chitty Bang Bang" o simili. Quello che in effetti mi è piaciuto davvero di questo pellicola, molto più di quanto potessi immaginare, è che confessa apertamente di essere una fiaba. Non si traveste da dramma strappalacrime, ma inizia praticamente con chiaro "C’era Una Volta"... Dà un’immagine molto idealizzata di Londra senza crearsi alcun problema: si esce da un palazzo immenso e ci si ritrova in King’s Road o a Oxford Street, Henry va al lavoro ogni giorno con una Rolls Royce del 1962, malgrado il suo titolo ora non abbia più granchè valore. Tutto questo da noi in Inghilterra fa un'impressione diversa da quella che fa in America dove esiste una visione più favolistica del nostro paese che non si riesce in alcun modo ad incrinare. Se però il film pretendesse sul serio di far credere che questa è l'Inghilterra, allora sarebbe disonesto. In realtà non penso che lo sia perchè non si pone quest'obiettivo.

Amanda Bynes, che interpreta Daphne, la sua figlia americana diciassettenne, è enormemente popolare negli Stati Uniti...

Tutte le ragazzine che hanno meno di 13 anni sanno chi è e lei è una vera star per questa fascia d’età. Io non la conoscevo, ma i miei figli sì. Amanda è molto nota in tutto il mondo ed è anche molto intelligente. Dopo aver girato insieme il film, ho visto la sua trasmissione alla televisione (n.d.t. Amanda Bynes conduce uno spettacolo alla tv americana che si chiama appunto "The Amanda Bynes Show") e l'ho trovata davvero brava. Spero non le dispiaccia, ma a me ricorda molto Tracy Ullman (n.d.t. attrice americana che ha girato anche "Criminali da strapazzo" con Woody Allen e Hugh Grant) perchè riesce ad interpretare diversi personaggi e diverse voci, ha una sorprendente esuberanza e sicurezza e riesce a reggere le fila del suo show. Adesso sta cercando di fare altro, sta crescendo e maturando e penso che progetti come questo l'aiuteranno a farlo. E' probabile che d'ora in poi sarà percepita in modo diverso grazie a questo film.

Ci sarà un Bridget Jones 2?

Beh, guardi, la sua risposta vale quanto la mia. Mi ritrovo sempre a dire la stessa cosa: so che vorrebbero farlo, ma ci sono anche tante variabili da considerare. Ogni tanto tutto si rimette in moto e sembra che sia quasi cosa fatta. Ma bisogna lavorarci su parecchio. Come in molti film per esempio, c'è una lista di attori preferiti...

Suppongo che vogliano di nuovo lei, Renée Zellweger e Hugh Grant , ma che sia un po' difficile avervi tutti allo stesso tempo?

Sì, penso sia stato più facile la prima volta. Infatti, benchè abbiano avuto l'assenso degli attori che erano stati la loro prima scelta– o almeno presumo di essere stato la loro prima scelta (ride) – in caso contrario avrebbero potuto selezionarne altri. Ora che tutto è stato così ben costruito e che la gente si è innamorata della Bridget di Renèe sarebbe davvero molto difficile per i produttori tentare di fare il film senza di lei. E così ci vogliono tutti insieme e proveranno a girare questo sequel; probabilmente le riprese inizieranno a Settembre.

E lei sarebbe felice di farlo se la sceneggiatura fosse buona?

Sì. Ma dicendo questo, in un certo senso mi contraddico. Se mi si chiedesse se preferisco girare il seguito di qualcosa che ho già fatto o dedicarmi ad un progetto completamente differente, credo che sceglierei quest'ultimo (ride). Penso proprio che cercherei di cambiare, di lavorare a qualcosa di nuovo. D’altro canto, non sono però così preoccupato di variare la mia recitazione da realizzare un progetto peggiore soltanto perché è diverso dal solito. Comunque è una cosa istintiva: ci possono essere moltissime ragioni per cui una storia ti cattura.

Lei ha contribuito con un suo racconto ad una raccolta di novelle curata dallo scrittore Nick Hornby.Continua a scrivere?

In un certo senso sì. Lo faccio nel modo in cui l’ho sempre fatto: buttando giù qualcosa e riponendolo poi in un cassetto. E continuerò così fino a quando qualcuno non mi punterà una pistola alla tempia...

Nick Hornby allora le ha puntato una pistola alla tempia?

Sì. E’ stato il primo che... be' a dire la verità, avevo già scritto un paio di articoli per Harpers alcuni anni fa. Qualcuno mi aveva detto: "Questa è la scadenza, non deludermi..." ed io mi ero messo sotto a farli. Avevo dato la mia parola per cui imprecai, mi infuriai, ma alla fine li scrissi. Di solito sono così pigro che mi fa bene avere qualcuno che mi sproni e mi costringa a lavorare sennò non combinerei nulla visto che non riesco ad impormelo da solo. In questo caso, avevo subito buttato giù un racconto, ma non andava affatto bene per cui mi ero molto abbattuto. Poi invece è arrivato "Il Ministero del Nulla" e...boom, era perfetto.

Penso di aver proprio bisogno di qualcuno che venga e mi dica "Dai Colin, datti da fare...", perchè per me è facile guadagnarmi da vivere, ho altri modi per farlo. Non sono costretto a scrivere, posso sempre lasciar perdere e fare soldi girando film.
Mi sono dedicato alla storia per Hornby durante le riprese de "Il diario di Bridget Jones": dovevo finirla ad ogni costo e "Bridget" mi ha lasciato molto tempo libero, non era un ruolo molto difficile da interpretare. (Ridendo) A dire il vero mi è bastato rifarmi ad una mia vecchia interpretazione (n.d.t. si riferisce al suo Mr Darcy di "Orgoglio e pregiudizio") e così per un paio di settimane durante le riprese ho potuto concentrarmi sullo scrivere il racconto.



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