Firthissimo - Articoli

by Anto




 


Meraviglia Vermeer, ritratto da Oscar



La Nazione, Italia
28/11/2003



           La trasposizione cinematografica di "La ragazza con l'orecchino di perla" (dal romanzo di Tracy Chevalier), realizzata dall'inglese Peter Webber, sarà nelle sale a marzo (distribuita da Mikado). Ma c'è già qualcosa nell'aria che fa pensare al successo di questo film, anche solo per la bellezza della fotografia che, al Film Festival di San Sebastian, ha fatto guadagnare alla pellicola un premio per la migliore fotografia. Ieri sera allo spazio Armani Arte di via Manzoni, è stato proiettato un trailer del film, in omaggio alla Chevalier che sta facendo tappa a Milano per il suo nuovo libro. La scrittrice si è dichiarata molto soddisfatta del risultato ottenuto, "perchè si è mantenuto intatto lo spirito del mio romanzo". Webber (trentanovenne) viene dalla tv inglese dove ha lavorato per una quindicina d'anni. Questo è il suo primo lungometraggio destinato al grande schermo. Il regista, che ama il nostro Moretti, rimane
"abbastanza" fedele alla storia narrata dalla Chevalier ambientata nell'Olanda del '600, a Delft, cittadina natale di Johannes Vermeer. E' una magnetica Scarlett Johansson ad indossare i panni della giovane Griet, la fantesca a servizio di un Vermeer interpretato da Colin Firth. La giovane, che ha il compito di pulire l'atelier del maestro ed occuparsi della famiglia numerosa del pittore, inspiegabilmente si trasforma nell'assistente di Vermeer. Tra i due si sviluppa un'intesa fatta di sguardi. Lei prende a macinare i colori per lui, e per lui, soprattutto, si mette a posare. Divenendo la sua modella preferita, "La fanciulla col turbante", nome di un delicatissimo ritratto-capolavoro di Vermeer.

Webber, ci racconti il suo innamoramento per questa storia.

Ero andato a trovare un amico negli studi dell'Archer Street Production di Londra, quando rimasi folgorato dalla bellezza di un'immagine, raffigurata da un poster alla parete. Era il capolavoro di Vermeer. Lo avevano appeso perchè stavano lavorando al romanzo della Chevalier. Olivia Hetreed ne stava curando la sceneggiatura che mi proposero. La lessi e ne rimasi entusiasta. Era il mio film. Sono sempre stato appassionato di arte. Mi sono laureato all'università di York in storia dell'Arte con una tesi su Gianbattista Tiepolo.

E' stato difficile rendere sulla schermo la profonda e permanente tensione erotica incarnata dai gesti e dagli sguardi dei due protagonisti?

Ci ho lavorato molto. Ma ora credo di aver raggiunto l'obiettivo. Lo devo ai costumisti, ai set designer, che hanno fatto la loro parte, ma soprattutto lo devo alla bravura della Johansson, per me l'incarnazione di Griet, e di Firth. La loro è stata una vera intesa "chimica". Hanno prodotto una sorta di alchimia.

Anche il film, come il libro, è senza scene di sesso, ma nel contempo, e forse proprio per questo, molto erotico?

E' questo l'aspetto più affascinante. Ho intrecciato la bellezza ispirata dall'ossessione per la carne con la creatività dell'arte e la sessualità che viene continuamente solo richiamata alla mente...Starete a vedere.

Perchè ha scelto Firth per il suo Vermeer?


           Ho impiegato molto tempo per capire come avessi voluto il mio Vermeer. Ho osservato molti dipinti del periodo per capire come fossero gli uomini del suo tempo perchè sappiamo pochissimo dell'aspetto fisico del maestro. Ho letto tutti i saggi che sono usciti su di lui. Alla fine mi sono deciso per Firth: il suo corpo mi sembrava perfetto.

Dove ha girato il film?

A Los Angeles, New York e Parigi.

Il film è stato premiato a San Sebastian e al Dinard Film Festival. Anche a Toronto è andato molto bene. Spera in una nomination agli Oscar hollywoodiani?

Stando alla stampa americana, abbiamo buone possibilità.


Mariella Radaelli


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