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Firth and Foremost
(N.d.t. Titolo intraducibile in italiano che gioca sull'assonanza tra l'aggettivo "First", primo, ed il cognome "Firth". In inglese l'espressione "First and foremost" vuol dire "anzitutto").
L'affascinante attore inglese Colin Firth dice la sua su Bridget Jones, Tony Blair, Mick Jagger ed altro ancora.
Gotham Magazine, U.S.A.
Aprile 2003
Considerando i suoi quasi vent'anni di carriera, la partecipazione a due film vincitori di innumerevoli premi Oscar ("Shakespeare in Love" e "Il paziente inglese") ed a un grande successo commerciale come "Il diario di Bridget Jones", verrebbe da pensare che Colin Firth sia un nome conosciutissimo negli Stati Uniti. Ed invece no. Viene infatti ricordato soprattutto come colui che ha preso a cazzotti il bel faccino di Hugh Grant per cercare di conquistare il cuore dell'amabile Miss Jones. Questa settimana il suo ultimo film "What a Girl Wants" (n.d.t. "Una ragazza ed il suo sogno") uscirà nelle sale di tutta la nazione. "E' una delle persone più simpatiche e piacevoli con cui abbia mai lavorato" dice Amanda Bynes, la sua giovane partner in questo film. " Ha saputo dare davvero tanto al suo personaggio ed al film stesso". Ci siamo seduti accanto a questo gentleman dello schermo e lui ci ha detto sinceramente il suo punto di vista sul recitare lo stereotipo dell'uomo inglese, sul dissimulare il proprio nervosismo e sul parlare di pace in questo momento.
Come si sente ad essere classificato come il solito inglese di successo, ma perennemente represso ed introverso?
Ormai sta diventando un vero e proprio paradosso. Mi rendo conto che possa apparire così dall'esterno, ma io non mi rispecchio affatto in questa descrizione. Questa storia va avanti da quando ho interpretato Mr Darcy (n.d.r. la sua apprezzata ed intensa interpretazione nell' "Orgoglio e Pregiudizio" della BBC tratto dal romanzo di Jane Austen). In realtà però non mi dà particolarmente fastidio rappresentare agli occhi degli altri lo stereotipo dell'inglese, visto che sono inglese...
Cambiando genere, che tipo di ruoli le piacerebbe interpretare?
Sto per iniziare a girare un film incentrato su un uomo che soffre di un forte esaurimento nervoso. Sono contento di fare qualcosa di nuovo e di diverso. "What a Girl Wants" invece credo si possa ricollegare ai miei ultimi lavori, ed è una specie di fiaba. Mi piace pensare che il cinema sia ancora un luogo dove sognare, dove evadere dalla realtà...Ma non mi sentirei a mio agio nell'interpretare sempre questo genere di ruoli anche perchè talvolta nel film c'è qualche sentimentalismo di troppo per i miei gusti. In fondo però ne sono soddisfatto. Il desiderio di apparire verosimile e quello di mostrarmi molto austero e riservato gareggiavano l'un con l'altro. Ma questo dopo tutto è un film per teenagers.
Cosa succede quando lei inizia un film e durante la lavorazione si rende conto che è una scempiaggine?
Ormai mi sono abituato a prendere delle belle cantonate.Temo proprio che il mio istinto in questo campo non sia dei migliori. Ma penso anche che nessuno abbia un fiuto infallibile perchè sennò tutti farebbero dei capolavori. Dal materiale girato possono uscirne anche
otto film diversi e spesso il proprio modo di vedere un progetto non è in sintonia con quello del regista. Credo però che sia vero anche il contrario: io stesso ho visto venir fuori qualcosa di bello da quella che ritenevo solo spazzatura.
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Si dice in giro che lei abbia dato una mano a convincere Renée Zellweger a riprendere il ruolo della protagonista nel seguito de "Il diario di Bridget Jones".
Non so proprio chi abbia messo in giro questa voce. Non è assolutamente così anche perchè penso che Renée sia capace di prendere decisioni del genere da sola.
Accade spesso che i sequel siano solo delle pallide imitazioni dei film originali. Qual'è stata la sua reazione quando si è cominciato a parlare di un Bridget Jones 2?
In linea teorica, non ero molto d'accordo. A mio avviso la parola "sequel" evoca pensieri spaventosi. Ti fa domandare: "Voglio davvero girare il seguito di qualcosa che ho già fatto?". Ma poi leggi la storia e se la sceneggiatura riesce a superare il tuo scetticismo, allora si crea una nuova affinità con il progetto. Da un certo punto di vista, mi fa piacere
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ritrovare un personaggio che mi è familiare. La mia attrazione per un ruolo non si basa su quanto mi debba trasformare per interpretarlo. Può sembrare strano detto da un attore, ma quello che principalmente mi interessa è raccontare una storia in maniera verosimile, senza dover parlare con un accento buffo o cambiare il mio modo di camminare. Sviscerare l'animo dei personaggi può essere estremamente interessante.
Nei suoi personaggi c'è sempre qualcosa di indefinibile, di profondo che va oltre la pura e semplice repressione.
Io ricerco la complessità, l'alterazione. Non si tratta solo di repressione. Ci deve essere qualcosa che freme, un disagio. Lo devi trovare nel personaggio. Trovo estremamente interessante analizzare ciò che blocca le persone, i loro limiti.
Una qualità che accomuna tutte le sue interpretazioni è che sono riuscite a toccare le corde più sensibili dell'animo femminile. Cos'è che le donne trovano così attraente in lei?
Non ne ho la benchè più pallida idea. Perderei la testa se mi ci mettessi a riflettere su. Immagino che abbia a che fare con le qualità che possiedono i miei personaggi. E' affascinante vedere una cosa, ma sospettare che ci sia molto di più che si agita in profondità; ciò che è nascosto diventa per questo motivo più attraente, più erotico. Molti dei personaggi che ho interpretato avevano questo tipo di dualità. Direi che tale qualità rientri prettamente nel modello ideale di uomo inglese. Qualche tempo fa ho avuto ospiti degli amici italiani che sono rimasti interdetti: se venivo considerato sexy io, chi altro allora poteva essere ritenuto tale? John Major?
Continuerà ad esistere la figura del gentiluomo inglese oppure non è che un sentimentalismo destinato a scomparire?
Gli Inglesi sono persone estremamente gentili, ma il loro riserbo, la loro discrezione - virtù proprie del gentleman - sono un ideale abbastanza recente, risalente al massimo ad un centinaio d'anni fa. Noi abbiamo un lunga tradizione di guerre, un elevato tasso di violenza domestica, amiamo bere molto, ci piace il sesso: tutto questo deriva dal fatto che intimamente siamo molto più passionali di quanto sembri. Lo stereotipo dell'inglese calmo e riservato sta crollando grazie a quello che hanno fatto le ultime generazioni ed in particolar modo grazie a personaggi come Mick Jagger e John Lennon. Ecco sono loro i tipi a cui voglio assomigliare. La cultura del rock-and-roll ha ancora un grosso impatto sui giovani e sui meno giovani.
Cosa differenzia gli Inglesi dagli Americani?
Mah, in fondo penso che siano quasi simili. Quando trovo qualcosa che li differenzi, mi sembra sempre che sia un'eccezione. Ci sono atleti vigorosi, poeti sensibili, neo fascisti e difensori dei diritti dell'uomo in entrambi i paesi. Ma è soprattutto nei film che gli stereotipi tendono a prendere il sopravvento. Uno dei più radicati è che ogni ragazzo che abbia frequentato una scuola privata inglese sia gay.
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La maggior parte degli attori americani non ha espresso pubblicamente alcun tipo di dissenso nei riguardi di un'eventuale guerra contro l'Iraq, anche perchè molti temevano che schierarsi politicamente avrebbe potuto danneggiare le loro carriere. Per un attore noto come lei il clima in Inghilterra è più disteso? Ha qualche esitazione nell'esprimere apertamente la sua opinione quando si parla di politica?
Sì, in Inghilterra si può esprimere più facilmente il proprio punto di vista, anche se ho notato che negli Stati Uniti la situazione è migliorata, è più facile parlare ora che 18 mesi fa. Penso comunque che la discussione qui da noi sia molto più articolata ed ampia; i problemi vengono esaminati più a fondo. La comunità degli attori sembra tranquilla, ma in realtà non sta zitta. E' comunque abbastanza impegnativo dire la tua su certi argomenti quando sei una celebrità. Ti devi scontrare con le persone che pensano " Cosa dà alla sua opinione più peso della mia?" oppure "Cosa rende il suo punto di vista più qualificato?".
Ma sono arrivato alla conclusione che anch'io ho opinioni come ogni altro cittadino ed ho il diritto e la necessità di esprimerle e di condividerle con gli altri. Alla fine non è che serva a
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molto essere un attore famoso se si ha l'intenzione di cambiare il mondo; sarebbe probabilmente molto più utile essere un uomo d'affari.
Rimanendo in tema, da quando l'Inghilterra è diventata il maggiordomo di chiunque sieda nella Stanza Ovale? (n.d.t. Si riferisce alla Casa Bianca e quindi al Presidente degli Stati Uniti)
Questo è il punto di vista predominante qui da noi, la satira politica non fa che ripeterlo, ed anche personaggi come Nelson Mandela si sono trovati d'accordo. Sì, è molto preoccupante che Tony Blair abbia conformato così tanto la sua politica a quella degli Stati Uniti, ma al tempo stesso bisogna ammettere che è sgradevole anche prendere posizione contro l'America come hanno fatto la Francia e Chirac.
Com'è quando recita? E' nervoso?
Sì, recitare fa paura, può davvero spaventare. Richiede in realtà una buona dose di aggressività. E' una cosa naturalissima per un bambino, ma non lo è per un adulto. Ci sono un mucchio di motivazioni che ti possono portare al punto di saper fingere davanti agli altri. Recitare è qualcosa in cui la vanità aiuta moltissimo. Ho sentito dire che per combattere la sua paura del palcoscenico Laurence Olivier avesse l'abitudine di insultare sottovoce il pubblico prima di entrare in scena. Posso capire questa sorta di impulso: era una tecnica, una cosa puramente meccanica.
Riesce ad immaginare come sarebbe ora la sua vita se non avesse fatto l'attore?
Potrei vivere in un buco, vendendo hamburgers. Oppure potrei essere finito in prigione...francamente non credo che sarei riuscito a realizzarmi in qualcosa di convenzionale. Non ero una cima a scuola. Sono stato davvero fortunato.
Clay Weiner
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