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La libertà artistica di Mr. Darcy
Dopo "Orgoglio e Pregiudizio", è diventato un sex symbol per le donne che pensano, ma Colin Firth dice di vedersi solo come un "attore a cottimo".
The Globe and Mail, Canada
11/09/2003
Per prepararsi ad affrontare il suo ruolo ne "La Ragazza con l’orecchino di perla" di Peter Webber, Colin Firth si è trasformato in uno studioso di Vermeer e si è davvero appassionato a questo pittore olandese, che morì a 43 anni, in totale bancarotta e lasciandosi dietro una moglie, 11 figli e 35 dipinti. Firth ha studiato i suoi lavori all’ Aia e al Rijksmuseum di Amsterdam. Ha letto tutte le pubblicazioni che è riuscito a trovare su quest'artista. Ha imparato persino a tenere correttamente un pennello in mano e a macinarsi da solo i colori.
Firth, che di solito non è così ossessivamente perfezionista, ammette che la ricerca si è rivelata estenuante ma essenziale per interpretare un personaggio che è stato da un lato, un uomo estremamente enigmatico ed elusivo e dall’altro, una persona intensamente eloquente ed espressiva – questo almeno è ciò che suggerisce la straordinaria luminosità delle sue opere.
“Sì, sono stato letteralmente "consumato" da Vermeer” dice il quarantaduenne attore inglese, meglio conosciuto come Mr Darcy prima nello sceneggiato televisivo "Orgoglio e Pregiudizio" ed in seguito nella versione cinematografica de "Il diario di Bridget Jones". “E’ stato quasi come inseguire un fantasma. Sentivo di dover imparare a conoscerlo, lasciando però intatta la sua aura di mistero. Mi è stato di grande aiuto per esempio conoscere la sua storia. Non so invece quanto sia stato salutare osservare i suoi dipinti: possono farti impazzire di frustrazione perché non riesci a trovare una chiave per comprenderli appieno. Sembrano infatti conservare una specie di segreto che non intendono rivelare.”
“Francamente non so se tutte queste ricerche siano davvero utili alla recitazione ” afferma l'attore. “Ma per me è stato affascinante. Il fatto che io abbia potuto dedicarmici così a fondo si è dimostrato un diversivo, una fonte di interesse e un grande beneficio per il mio lavoro. Dopo un po' ho capito che era inutile speculare troppo su che tipo di persona fosse, perché non lo sapremo mai. Magari era uno che non la smetteva mai di parlare. Noi però non lo abbiamo visto così. Alla fine ho dovuto solo unire tutti i pezzi a mia disposizione e pormi al centro di questo puzzle".
Firth è seduto ad un tavolo nel cortile esterno dell'Intercontinental Hotel di Toronto e non somiglia affatto al personaggio tormentato e con i capelli lunghi che interpreta nel film di Webber (che arriverà sugli schermi americani e canadesi all'inizio di dicembre). Prima di tutto, i suoi capelli sono corti. Nel film, invece, sfoggia una parrucca lunga fino alle spalle che necessita costantemente di una buona spazzolata. Eppoi è amichevole, cordiale e simpatico. Firth è un attore serio, che ama però cimentarsi in ruoli diversi, dalla commedia spumeggiante alla tragedia.
Variare genere, spiega, gli evita di cadere nella routine. Prima di arrivare in Lussemburgo per girare "La ragazza con l'orecchino di perla", ha fatto una serie di commedie romantiche leggere ("Una ragazza e il suo sogno", "Love Actually" e "Hope Springs"). Questo progetto lo riporta indietro nel tempo, facendogli indossare gli abiti di 3 secoli fa. Firth pensa che sia un bene per un attore fare di tanto in tanto qualcosa di diverso. "Ti dà una nuova prospettiva" dice sorridendo. "Uno spazio mentale differente".
Ne "La ragazza con l’orecchino di perla", recita anche Scarlett Johansson nella parte di Griet, una domestica di casa Vermeer che diventa la musa del pittore e il soggetto di uno dei suoi dipinti più belli. Nel best-seller di Tracy Chevalier a cui il film è ispirato, il dialogo è ridotto al minimo ed il film di Webber rimane fedele a questo silenzio; ciò significa che Firth e la Johansson hanno dovuto affrontare l’ulteriore sfida di far trasparire il loro crescente affetto solo attraverso le azioni e un gran numero di sguardi penetranti.
“In questo caso, la maggior parte del dialogo è interiore” dice Firth. "Questo ti mette quasi nella stessa posizione di chi ha scritto il dialogo, ti dà la possibilità di creare, di improvvisare. E rende quello che viene detto terribilmente importante. Anche le sfumature diventano essenziali".
Pur vestito con maglione, jeans sbiaditi e stivali, Firth è il ritratto del garbo e della gentilezza. E’ serio, ma non formale, è alto e snello. Non c’è artificio o egocentrismo in quest’uomo. E’ perfettamente conscio del fatto che, otto anni fa, la scena di Mr Darcy che emergeva dal lago con la camicia bagnata, l’abbia aiutato a diventare un sex symbol per una moltitudine di donne. Quell’immagine, però, lo fa solo ridere. “E’ semplicemente qualcosa a cui non penso mai” dice l’attore, sposato con la produttrice di documentari italiana Livia Giuggioli, che ha incontrato in Colombia nel 1995 durante le riprese di "Nostromo". La Giuggioli ha dato alla luce il mese scorso il secondo figlio della coppia. Da una lunga relazione con Meg Tilly invece è nato Will, che ora ha 12 anni e che Firth va spesso a trovare a Los Angeles. “Hey, ho una vita meravigliosa. Ho una bella casa, figli stupendi e una moglie che amo. Mi sento davvero fortunato. Mi considero però un "attore a cottimo". Devo pagare le bollette e così
scelgo i ruoli che mi interessano e che mi permettono di tirare avanti.”
Dopo "La ragazza con l'orecchino di perla", Firth ha scelto un altro ruolo impegnativo e drammatico - questa volta in un film chiamato "Trauma" del regista Mark Evans (tra i suoi lavori precedenti c'è anche "My Little Eye"). E' la storia di "un tipo che già dall'inizio è in pessimo stato e dopo non fa che peggiorare" dice Firth ironicamente. Ha deciso però di accettare la parte perchè significava esplorare uno spazio psicologico che non aveva mai esplorato in precedenza e perchè gli dava l'opportunità di lavorare con Evans, che lui descrive come "un grande regista misconosciuto, che non ha mai avuto in America il pubblico che si meritava. Lo conosco da molti anni e morivo dalla voglia di lavorare con lui. E lo farò ancora, se potrò".
Il suo prossimo film è di nuovo di tipo brillante. In ottobre Firth raggiungerà Renée Zellweger e riprenderà il ruolo del riservato Mark Darcy in "Bridget Jones: The Edge of Reason". “Mi piace lavorare sulle emozioni e sul come esprimerle” spiega. “E mi piace sperimentare commedie, storie d’amore e thriller. Se la sceneggiatura mi stimola, lo faccio, prendendomi molte pause tra un progetto e l’altro per stare con la mia famiglia. La cosa fondamentale quando si ha dei figli è di stabilire le proprie priorità: oltre a loro, niente conta realmente”.
Gayle MacDonald