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by Anto |
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Mister Bravo ragazzo
Bello ed educato, Colin Firth ha una faccia perfetta per le commedie romantiche. Ma anche nella vita, il più temibile rivale di Hugh Grant non (si) tradisce mai. E mentre aspetta che nasca il suo terzo figlio, sullo schermo è un padre campione. Di responsabilità
Sette, Italia
09/08/2003
Al primo appuntamento Colin Firth non si presenta. Qualunque sospetto di maleducazione divistica scompare al secondo tentativo, quando egli si palesa puntuale, gentile, disponibile e con un'ottima scusa: la moglie è agli ultimi giorni di gravidanza. Lo si perdona, insomma, in quanto "incinto": "Non riesco neanche a camminare, ho le gambe gonfie, mi fa male la schiena..." sta al gioco lui.
L'occasione dell'incontro è l'uscita italiana di "Una ragazza e il suo sogno" (nelle sale dal 22 agosto), pellicola a misura di teenager. E coincidenza vuole che anche nel film Firth interpreti il ruolo di un padre, un candidato primo ministro inglese, a cui un giorno piomba in casa una ragazzina americana (Amanda Bynes), figlia di un suo grande amore (Kelly Preston). La madre della ragazza era tornata negli Stati Uniti senza informarlo della gravidanza, Firth è sorpreso ma pronto ad assumersi ogni responsabilità. A ritardare il lieto fine ci sono però un'ambiziosissima fidanzata (interpretata da Anne Chancellor, indimenticabile Facciadiculo in "Quattro matrimoni e un funerale") con perfidissima figlia, entrambe determinate a installarsi a Downing Street senza dover dividere il territorio con un'americana che ignora le buone maniere. Ancora una volta (ricordate il fidanzato ideale Mark Darcy in "Bridget Jones"?) Firth, pronto ad accogliere la figlia (ri)trovata, fa la parte del bravo ragazzo. "Le interviste possono essere davvero buffe" ride lui. "A volte è passato tanto di quel tempo che non sai di cosa si stia parlando. Adesso, per esempio, ho appena finito di girare "Trauma", in cui sono un vero mostro di cattiveria, uno cui nessuno farebbe sposare la figlia, quindi mi suona strano sentirmi dire che faccio sempre parti da ragazzo educato e perbene". Il fatto, spiega, è che era stanco di commedie romantiche, anche se il typecasting, il venire caratterizzati, scelti sempre per interpretare piccole variazioni di uno stesso ruolo, è un rischio che non fa niente per evitare: "Non ho un percorso prefissato per la mia carriera, volevo semplicemente una storia diversa, un po' d'aria fresca".
È già tornato sui suoi passi: in "Love actually", esordio alla regia di Richard Curtis (già sceneggiatore di incassi multimilionari come "Notting Hill" e "Quattro matrimoni e un funerale"), interpreta ancora una volta un inglese molto educato: "Un tizio non di grande successo che si fa fregare la ragazza dal fratello. La ragazza è polacca (n.d.c. Io sapevo che era portoghese...), il lato comico sta nel fatto che i due si parlano senza capire le rispettive lingue". Anche in "Love actually" ci sarà un primo ministro, ma interpretato da Hugh Grant, già suo rivale in "Bridget Jones" e nella corsa al titolo di scapolo più ambito d'Inghilterra. E anche nella vita Firth, ancora una volta, vince in bravaragazzitudine: è sposato con un'italiana, aspettano il loro secondo figlio (il terzo per Firth: la madre del primogenito è l'attrice Meg Tilly) e, diversamente da Grant, Firth non ha l'aria di uno che ti tradisca o che si faccia sorprendere a far sconcezze in una macchina parcheggiata malamente.
Certo, in Italia Grant è già famosissimo, Firth ancora da scoprire - ma in Inghilterra il gap è inesistente: Firth ha raggiunto il massimo della notorietà interpretando Mr. Darcy nell'"Orgoglio e Pregiudizio" della Bbc ("Ha avuto molto successo anche in America, e da allora è stato un sollievo passare del tempo in Italia: qui non era andato in onda, e potevo andarmene in giro indisturbato"). Due i dettagli clamorosi legati a Mr. Darcy. Una è una scena in cui Darcy fa il bagno in un fiume: lo sceneggiatore Andrew Davies ha raccontato che Firth avrebbe dovuto essere nudo, ma si è rifiutato. Lui smentisce: "Non è mai stato in discussione: la Bbc non avrebbe mandato in onda un uomo nudo. lo l'avrei anche fatto, ma certo senza particolare entusiasmo, e comunque accertandomi bene del taglio dell'inquadratura. La verità è che avevano preparato dei mutandoni assolutamente ridicoli, specie considerando che all'epoca non si portava biancheria, e io ho rifiutato di indossarli. Mi sono chiesto: cosa può dare l'idea della spontaneità? Se non un bagno nudo, un bagno vestito". Quel bagno vestito, con la camicia appiccicata al petto e vagamente trasparente, ha fatto colpo nell'immaginario delle spettatrici inglesi, Helen Fielding compresa. E qui nasce il secondo contributo all'universalizzazione della fama di Firth: nel secondo romanzo della serie, Bridget Jones va a Roma a intervistare Colin Firth, ma si emoziona e continua a chiedergli di quella camicia bagnata. "Facemmo davvero l'intervista: prima di diventare un libro, Bridget Jones era la rubrica di un giornale, ed Helen venne a intervistarmi per inserire l'intervista nella rubrica. La facemmo e andò davvero così, ma era una performance: tutti e due stavamo contribuendo alla riuscita di un pezzo comico". Nel film tratto dal secondo libro, Colin Firth non potrà però interpretare se stesso, essendo già il protagonista Mark Darcy; la produzione ha cercato per un po' un divo di gran fama davanti al quale far emozionare Renée Zellweger; ora Firth dice che hanno trovato un'altra soluzione: "Quella scena non ci sarà: l'intervista è stata eliminata dal copione".
Di moglie italiana ed attualmente in Umbria in attesa della nascita dell'erede, Firth abitualmente vive in Inghilterra. Dice che è come avere due patrie, entrambe alternativamente lo rendono orgoglioso e lo fanno vergognare; gli danno "fastidio i pregiudizi su entrambi i Paesi. Anche se i pregiudizi sull'Italia in genere sono favorevoli: bel tempo, buon cibo, belle donne". Dice che non è vero, nonostante quel che si legge, che Londra sia ormai la patria dei gourmet ("I ristoranti famosi sono carissimi, pretenziosi, snob e insopportabili. Sì, puoi riuscire a mangiar bene, ma non nei posti di cui si legge sui giornali") e poi fa un peana sull'olio d'oliva. Se gli si fa notare che questa dell'olio d'oliva sembra essere una fissazione degli inglesi, spiega che è un problema di assuefazione e di scoperta: "Voi l'avete sempre avuto e lo date per scontato: noi siamo cresciuti mangiando cose schifose... insalata con la salsa".
C'è, nel suo dichiarato amore per l'Italia, una punta di superiorità nei confronti degli altri inglesi: lui, fa capire, la ama come un italiano d'adozione; tutt'altra cosa dall'approccio modaiolo degli ultimi anni al Chiantishire, ormai "un luna park per gli intellettuali inglesi, un campo di giochi culturale".
A proposito di pregiudizi: in "Una ragazza e il suo sogno" gli americani sono chiassosi, tatuati, incapaci di sottostare alle forme - in una parola: liberi - mentre gli inglesi sono rigidi, efficacemente sintetizzati in una battuta della nonna: "Manifestiamo affetto solo nei confronti di cani e cavaili". "È l'Inghilterra vista dagli americani" giura Firth. "Quell'Inghilterra lì non esiste, è un universo che non riconosco. Oddio, veramente durante le riprese c'è stato il Giubileo della Regina e qualcosa ho riconosciuto... Forse esiste, quell'Inghilterra, ma non nel mondo che frequento".
Guia Soncini