Firthissimo - Articoli "La ragazza con l'orecchino di perla"

by Anto




  N.B. Si parla della fine del romanzo

Magia e Rivelazione

"La ragazza con l'orecchino di perla", un romanzo affascinante.



Ho un istintivo sospetto verso i best-seller planetari. Uno scrittore che si conquista l'attenzione generale improvvisamente, con la forza di un solo libro, senza essere cresciuto nel tempo insieme al suo pubblico, spesso non è uno scrittore interessante ed il segreto del suo successo sta nella mancanza di complessità, nell'avere semplicemente cavalcato, per caso o per calcolo, l'onda del momento. Ma non sempre è così. Ci sono libri che hanno una magia segreta capace di coinvolgere un pubblico esigente insieme ad un pubblico popolare. Sono libri costruiti intorno ad un'idea molto semplice, ma che all'interno aprono tante altre prospettive, una dentro l'altra come scatole cinesi, e a livelli diversi di profondità. Ogni lettore arriva dove può, e tutti restano soddisfatti.

Credo che "La ragazza con l'orecchino di perla" di Tracy Chevalier sia uno di questi. L'idea semplice è quella dell'amore di una ragazza modesta per un uomo al di sopra delle sue possibilità, quindi inarrivabile, quindi fatale. A complicare le cose, e quindi la trama, c'è però il fatto che lui non è un uomo qualsiasi, ma uno dei più grandi pittori di tutti i tempi, Johannes Vermeer. Lei, Griet, appena sedicenne, prende servizio presso di lui che ha una moglie possessiva e figlie viziate. A questo punto la storia si irradia a raggiera con Griet al centro di dinamiche che non controlla, ma che hanno pesanti conseguenze sulla sua vita presente e futura. La struttura a raggiera del racconto è ulteriormente complicata da un'altra struttura, che ha suggestive ripercussioni sulla vicenda: quella dei diversi piani di casa Vermeer. Ai piani bassi si svolge la dura vita dei servi, ai piani medi quella della famiglia, in alto è collocato lo studio del pittore.

Quando alla ragazza, per volere del padrone, viene affidata la cura dell'atelier, la storia diventa sottilmente intrigante, dolcemente perversa, percorsa da un eros imploso fortissimo. I sentimenti di Griet sono infatti ricambiati, ma sottoposti ad un doppio interdetto sociale e morale. Persino psicologico, che è ciò che rende il romanzo più inquieto. Nessuno dei due protagonisti, Griet e Johannes, per motivi diversi (l'ignoranza di lei, la superbia di lui) è consapevole in modo dichiarato dei sentimenti che sono in gioco. Se ne lasciano attraversare, come da brividi improvvisamente rivelatori, se ne lasciano anche turbare, ma in un costante, difeso non detto. Ed è proprio questo non detto che rende magico il libro, che pure dice tanto su altri piani: la perfetta ricostruzione d'ambiente, la notevole competenza sulle tecniche pittoriche di Vermeer, la gelosia della moglie (lei sì animalescamente consapevole), il rapporto di copertura fra Griet ed il suo carnale fidanzato, la relazione conflittuale fra Griet ed un'altra competitiva serva di casa, la problematica della povertà che costringe la ragazza a separarsi dalla famiglia..

L'amore dunque non sarà vissuto, e perciò non sarà consumato. Diventerà arte. Arte sublime proprio in quanto eros sublimato. Griet non è altri che "la ragazza con l'orecchino di perla", protagonista immortale di uno splendido quadro di Vermeer.

Credo proprio che la forza di questo eros soffocato sostenga il ritmo tranquillo della narrazione producendo un effetto altalenante di lentezza ed accelerazione e premendo sulla scrittura per rivelarsi qui e là nella consistenza di una stoffa, nella lucentezza di un colore, nell'intreccio dei riflessi e nello sfondo perennemente nero della casa o delle brume nordiche. I pochi incontri fra Griet e Johannes sono sempre castamente tempestosi e mediati da oggetti che stabiliscono fra loro il contatto vietato. Ad ogni incontro corrisponde una scena forse fin troppo "pittoricamente" perfetta (e proprio in questa totale mancanza di sbavature sta la debolezza del romanzo).

Prendiamo il loro primo incontro. Vermeer è andato con la moglie a conoscere la futura servetta in casa sua. La trovano che trita le verdure per la minestra. Il pittore resta colpito dal modo in cui Griet sistema le verdure tritate "in cerchio, ciascuna in uno spicchio come una fetta di torta". Per una naturale disposizione verso l'accostamento delle tinte, Griet separa l'arancio dal violetto e mette la cipolla ed il cavolo bianchi a separare gli accordi sbagliati. Vermeer sa immediatamente che quella ragazza gli piace, sente in lei un'anima sorella, così come Griet sa senza saperlo che è lui l'uomo della vita, non il fidanzatino macellaio che finirà con lo sposare.

Non se lo diranno mai, lei e l'artista, ma saranno da quel momento toccati dall'amore impronunciabile come da una rivelazione divina. E il suggello sarà, con una bella invenzione romanzesca, proprio quella coppia di orecchini di perle di cui un esemplare illumina, nel celebre quadro "La ragazza con l'orecchino di perla", l'orecchio in ombra della ragazza. Oltre la morte, naturalmente, e nell'eternità dell'arte.



Sandra Petrignani

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