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by Anto




 


"Sexy io? Solo per quella pazza di Bridget Jones"


L'uomo della settimana: Colin Firth Tra l'attore inglese e la protagonista del "Diario" c'è un legame complicatissimo da spiegare. Per capirci qualcosa di più, lo abbiamo incontrato in Italia. Dove lui ha trovato moglie e rifugio dalle fan inglesi. Ossessionate da una camicia bagnata...


Vanity Fair, Italia
16/10/2003



           "Posso saltarti addosso?".
Difficile non iniziare così l'intervista quando Colin Firth, jeans e maglietta, si avvicina e mi saluta. Perchè davanti a lui mi sento un po' Bridget Jones. E Bridget, al posto mio, gli salterebbe addosso.

Flashback agli anni Novanta. Colin Firth fa battere i cuori di tutte le inglesi vestendo i panni del timido e passionale signor Darcy nell'adattamento tv del romanzo di Jane Austen "Orgoglio e pregiudizio". Tra le sue fan, la scrittrice Helen Fielding, che sul quotidiano "The Independent" scrive una rubrica comica con lo pseudonimo di Bridget Jones.Tale è la cotta per Darcy che, quando Helen dà alle stampe il celebre Diario, il fidanzato buono di Bridget lo battezza Mark Darcy. E tale è la cotta per Firth che, nel secondo volume della saga "Che pasticcio Bridget Jones!", manda la sua eroina ad
intervistare Colin in Italia, proprio come me, e la disastrosa giornalista, in brodo di giuggiole, fa una gaffe dietro l'altra. Nel 2001 il "Diario di Bridget Jones" diventa film ed indovinate chi vuole Helen nei panni di Mark Darcy? Lui, Colin Firth. Che, quando lo incontro, è in partenza per girare il sequel, sempre accanto a Renèe Zellweger (Bridget) ed a Hugh Grant (la canaglia Daniel Cleaver).

La prima cosa che faccio, appena arrivata al luogo del nostro appuntamento, un albergo nel verde dell'umbria, è controllare di non essermi portata il walkman invece del registratore, come sarebbe capitato a Bridget. Mi aspetto un lord in tenuta da campagna e invece lo vedo spuntare dal viale di cipressi alla guida di un'utilitaria su cui ha compiuto il breve tragitto dalla casa dei suoceri italiani, che abitano qui vicino; posteggia, mi viene incontro. Quando sorride, il viso da accigliato diventa vibrante (n.d.c. ???...Com'è un viso vibrante???). Decido di verificare se è vero quello che ho letto: che l'intervista con Bridget è realmente accaduta.

Qual'è il tuo colore preferito?
Mi guarda tra lo stupefatto ed il deluso. Poi si ricompone, ma è chiaro cosa pensa: che dopo la giornalista inglese più imbranata gli è capitata la giornalista italiana più stupida.
"Che razza di domanda è questa? Non lo so. Azzurro, forse...
Risposta esatta. Dovrei passare alla seconda domanda (Qual'è il tuo dolce preferito?), ma ho paura che si irriti sul serio e quindi gli rivelo il mio giochetto.
"Sì, l'intervista c'è stata davvero. A Roma, in piazza Navona. Il mio amico, lo scrittore Nick Hornby, ha fatto da tramite tra me ed Helen Fielding che a quel tempo teneva la rubrica "Il diario di Bridget Jones" sull'Independent. Lei mi ha chiesto se poteva intervistarmi facendo finta di essere Bridget ed io ho accettato. E' stato piuttosto divertente.

Hai riflettuto molto prima di accettare la parte di Mark Darcy?
"Abbastanza. In quel periodo ero stufo del Darcy di "Orgoglio e pregiudizio", il pubblico mi identificava solo con quel personaggio ed io non avevo più alcun tipo di privacy. Interpretando il Mark di Bridget Jones, personaggio ispirato all'altro Darcy, speravo di ridicolizzarlo e liberarmene una volta per tutte".

Invece ti sei ritrovato per la seconda volta schiavo dello stesso cognome...
"Proprio così. Non avrei mai pensato che il film avrebbe avuto tanto successo".

E ora state girando il secondo.
"All'inizio non ero pazzo di gioia. Hugh Grant dice che interpretare lo stesso personaggio più di una volta è come indossare un costume da bagno già bagnato".

Il sequel è fedele alla trama del libro?
"Non troppo. La storia inizia quando finisce la favola tra Bridget e Mark Darcy, che al termine del primo film si erano fidanzati. Lei si sente di nuovo insicura, crede che lui la tradisca con la segretaria (n.d.c. E Rebecca???) fino a quando si separano. Bridget va a fare un viaggio in Thailandia, finisce in un brutto pasticcio di droga, deve difendersi da quello sciacallo di Daniel. Ma poi arrivo io ad assicurare il lieto fine".

Interpretando di nuovo Mark, non potrai essere te stesso nella scena dell'intervista. Chi vestirà i panni di Colin Firth?
"Nessuno. La scena è stata tagliata".


           Gelosissimo della sua vita privata, non gli piace affatto parlare della moglie: Livia Giuggioli, 33 anni, romana, conosciuta sul set di "Nostromo", dove lei lavorava come assistente di produzione. Nè ama le domande sui tre figli: Will, 12 anni, avuto dall'attrice canadese Meg Tilly, Luca, 2 anni e Matteo, due mesi avuti invece da Livia. Vivono a Londra, ma sono spesso in Italia dai suoceri che hanno una casa nella campagna umbra. La sua casa italiana dei sogni invece l'ha vista quest'estate, vicino a Grosseto, ma deve ancora comprarla.

"Degli italiani mi colpisce l'attaccamento alla famiglia. Quella di Livia è molto bella ed unita. Dalla famiglia traete un senso di sicurezza interiore e stabilità che gli altri popoli non hanno. Noi inglesi, al contrario, siamo sempre allo sbando".
Lo dici perchè vieni da una famiglia senza radici? I tuoi nonni erano missionari in India ed i tuoi genitori professori universitari che ti hanno fatto girare il mondo.
"Vero. Per questo non sento di appartenere a nessun luogo. Mi manca una vera identità culturale".

Che cosa ti ha colpito dell'Italia?
"Questo senso delle tradizioni. Quando ho conosciuto mia moglie ho dovuto corteggiarla, presentarmi a suo padre. Prima non avevo mai incontrato una donna che a 26 anni vivesse ancora con i genitori".

Hai mai pensato di lavorare con registi italiani?
"Sì. Mi piacerebbe un giorno lavorare con Giuseppe Piccioni".(n.d.c. E' il regista di "Fuori dal mondo")

Che cosa non ti piace del nostro paese?
"Che al volante ignorate regole fondamentali, ma siete perfezionisti a tavola. Mio suocero inorridisce e mi sgrida se mi vede mettere pasta e carne nello stesso piatto".

Perchè è finita con Meg Tilly?
"Abbiamo vissuto per quattro anni in una casa di legno nelle foreste del Canada, dove lei era cresciuta. Ma mi mancava Londra. Per due anni non ho recitato, facevo solo piccoli lavori di falegnameria e quell'essere tagliato fuori dal mondo ha cominciato a pesarmi. Allora sono tornato in Inghilterra.

Ti senti padre?
"Un tempo pensavo che non avrei avuto figli. Temevo di perdere la libertà. Ho avuto Will quando ero troppo giovane, ma separarmi da lui è stato il più grande dolore delle mia vita, anche se lo vedo il più spesso possibile. Credo che i figli aiutino ad essere meno egoisti: ti obbligano a voler bene a qualcun altro al di fuori di te stesso".


           E' il momento della camicia bagnata. Menziona "Orgoglio e pregiudizio" ad una donna inglese e subito ti ricorderà quella camicia. Anche Bridget, nell'intervista, ne parla in modo ossessivo. Nello sceneggiato l'austero Darcy non si spoglia mai. Ma c'è una scena in cui si tuffa in un lago e riemerge con camicia e pantaloni appiccicati al corpo. E' bastata quell'immagine a fare di Colin un sex symbol. Definizione che lui odia. Lo so e lo stuzzico.

Dovresti essere contento che io non l'abbia vista, la camicia. O rischierei di saltarti davvero addosso, come Bridget al termine dell'intervista.
Ride, ma con sforzo. "Guarda, vorrei che tu la vedessi, quella scena. Non è niente di particolare. Mi sono chiesto mille volte perchè abbia prodotto questa reazione, ne ho concluso che è per via del contesto: tutte le donne inglesi sono innamorate di Darcy, un uomo passionale, ma represso. Vederlo coi vestiti bagnati significa osservarlo nella sua vulnerabilità".
Troppo cerebrale. Forse la spiegazione è più semplice. Sei un bel ragazzo, dal fisico invidiabile.
Si rassegna. "Non faccio molto sport. Non mi trovo bello, ma ordinario, l'ideale per un attore perchè posso trasformarmi in quello che voglio".

Sexy...
"Neppure. So di avere qualcosa che attira le donne. Ma non è qualcosa che io riesca a vedere allo specchio.

Nella vita sei un passionale represso come entrambi i Darcy?
"Sento di assomigliare loro abbastanza".

Come la conquisti una donna?
"Dipende dalla situazione. E' raro però che ci finisca subito a letto, di solito diventiamo prima amici perchè ho bisogno di instaurare un rapporto".

Ora posso saltarti addosso?
"Saresti la prima italiana; ops, la seconda".

Sara Faillaci


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