Firthissimo - Articoli

by Anto




 


Non chiamatemi Hugh!



Evening Standard, Gran Bretagna
8/05/2003


Nominate Colin Firth e la maggior parte delle donne presenti arrossirà ed andrà in estasi ripensando alla camicia bagnata di Mr Darcy in "Orgoglio e Pregiudizio". Firth forse però preferirebbe che questo non accadesse, visto che si parla di uno sceneggiato andato in onda ormai 8 anni fa

          
In questo frangente, le stesse signore non potranno far altro che pensare anche a Hugh Grant, dal momento che i due vengono sempre messi a confronto. E Firth vorrebbe che anche questo non accadesse più poiché, come tiene a precisare, sente di non essere solo un campione delle commedie dai grandi incassi, ma anche un attore che può intepretare ruoli più seri e complessi.

E durante la nostra intervista al Dorchester Hotel, mi ricorda che in fondo è esattamente quello che ha fatto da quando lasciò la scuola di recitazione nel 1983 fino al momento in cui ottenne la parte di Mr Darcy 12 anni dopo. E sente che ora è tempo di ritornare a ruoli più incisivi e tormentati.

Non è però sicuramente il caso del suo nuovo film, la commedia romantica "Hope Springs". Occhi verdi, capelli arruffati, Firth interpreta un altro irresistibile rubacuori,
il pittore Colin Ware che viene prima piantato in asso dalla fidanzata Vera (Minnie Driver) eppoi sedotto dall’infermiera Mandy (Heather Graham).

Firth analizza il comportamento bizzarro di Ware, sottolineando la vulnerabilità emotiva del personaggio. "Trovo davvero irresistibile che qualcuno che è moralmente a pezzi, riesca ad essere autoironico ed a mantenere intatto il suo senso del ridicolo" dice l’attore con la sua voce calda ed avvolgente levigata dall'accento dell'Hampshire dove Firth ha trascorso parte della sua infanzia.

Sebbene senta che sia tempo di cambiare e di ritornare a ruoli più impegnativi, Firth non vuole passare per un tipo melenso e noioso."Cerco di essere serio nelle interviste" dice " perché fa parte del mio carattere, ma penso anche che sia molto importante possedere humour e leggerezza".

Ma sa fare molto più di questo. I suoi ruoli drammatici includono un veterano della guerra delle Falklands in "Tumbledown", un pilota ne "Il paziente inglese" ed un gerarca nazista in "Conspiracy". Potremo inoltre vederlo presto interpretare il pittore Johannes Vermeer ne "La ragazza con l’orecchino di perla", opera di prossima uscita tratta dall’omonimo romanzo di Tracy Chevalier e da lui stesso definita "un film che non ti fa certo sbellicare dalle risate".

Il problema è che qui in America Firth è conosciuto soprattutto per commedie leggere alla "Bridget Jones" ed è questo il motivo per cui viene spesso visto come una sorta di clone di Hugh Grant. L’attore insiste nel dire che loro due non sono affatto in competizione. "Non gli posso proprio fare concorrenza nell'ambito delle commedie brillanti. Anche se il ruolo che vi interpreto non ha nulla a che vedere con quelli da lui recitati in passato, vengo sempre paragonato a lui semplicemente perchè questo è "territorio di Hugh".

           "Quando vidi per la prima volta "Quattro matrimoni ed un funerale", ricordo di aver pensato che avrei saputo interpretare bene il ruolo di Hugh, ma ormai lui è stato totalmente identificato in quel tipo di personaggio e non c’è più niente da fare. E’ talmente perfetto nella parte che non teme la concorrenza di nessuno. Mi fa piacere lavorarci insieme. Non penso ci potrà mai essere vera competizione tra noi due".

Ultimamente i due attori hanno lavorato insieme in "Love Actually" la commedia di Richard Curtis che uscirà alla fine dell’anno. "Quando ci siamo incontrati sul set, ci siamo raccontati tutto quello che ci era successo durante l’anno. Io gli ho chiesto del suo ultimo film e lui mi ha risposto "Non è stato accolto molto bene dal pubblico….per te è una buona notizia!". Insomma abbiamo chiacchierato amabilmente, senza alcun tipo di problema.
Di persona Hugh Grant è cordiale e spiritoso proprio come i personaggi che interpreta sullo schermo. Firth però ha qualcosa in più. E’ portavoce dell’organizzazione Oxfam ed è un sostenitore del commercio equo e solidale; dice del suo impegno: "Le persone purtroppo preferiscono ascoltare più le celebrità che i produttori di caffè svantaggiati del Terzo mondo".

L'attore confessa inoltre di far parte del club di "coloro che lavorano solo perchè devono pagare in qualche modo le bollette". Firth ha due figli : Will di 12 anni nato dalla sua relazione con l’attrice Meg Tilly e Luca, due anni, avuto da sua moglie Livia Giuggioli, una produttrice cinematografica (n.d.t. Sic) italiana che ha incontrato sul set dello sceneggiato "Nostromo" nel 1995 e che ha sposato due anni dopo. " I figli riescono a farti rilassare ed a toglierti di dosso lo stress" - dice l’attore – "All’improvviso stando con loro ti rendi conto che il lavoro non è poi così importante."

Per conciliare il lavoro con gli impegni familiari, Firth ammette che "da quando ci sono i bambini, ho dovuto fare i salti mortali. Non sceglierei mai di andare per otto mesi in Honduras a girare un film quando posso farne uno qui a Londra" Ed aggiunge: "Livia ha una pazienza davvero infinita".

Firth ebbe in regalo una copia di "New Cardiff", il romanzo di Charles Webb (già autore de "Il Laureato") da cui è tratto "Hope Springs", dal suo amico Nick Hornby. Dice con entusiasmo: "I dialoghi sono scritti con un tale slancio!" ed aggiunge che quando può, lui stesso prova a buttar giù qualche racconto. Ma non ha ancora intenzione di mollare la sua carriera d’attore.

"Fa sempre bene avere altre frecce al proprio arco e coltivare le proprie passioni. Mi piacerebbe poter dedicare più tempo alla scrittura, ma poi ogni volta salta fuori il lavoro e devo accantonare questo mio progetto. Scrivere è qualcosa che amo fare, ma temo che rimarrà un sogno nel cassetto. E’ una fantasia, non un ambizione".

Le fans dell’attore tireranno un sospiro di sollievo. Per quanto riguarda Colin, potrà anche volersi liberarsi di alcune etichette che gli sono state appiccicate addosso, ma la preoccupazione per la sua immagine pubblica non è che lo faccia restar sveglio di notte. E’ una persona con i piedi per terra e troppo modesta perché questo accada. E poi sa riconoscere quando ha tra le mani qualcosa di buono.

Firth si è così tanto divertito durante la lavorazione di "Hope Springs", che non voleva quasi più andarsene via alla fine delle riprese. "Avevo tanto voluto partecipare a questo film e ne sono rimasto entusiasta. Lasciando il set, ho pensato che se si viene anche pagati per fare tutto questo, allora vuol dire che la vita non è poi così brutta".
Se sei Colin Firth, no, non penso proprio che lo sia.


Geneviève Fox

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