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by Vava




 


I principi di Firth




The Australian
20-07-2002



Cappelli a cilindro e abiti dell'800? Colin Firth, improbabile sex symbol, non ha alcun problema ad indossarli.
Galeotta fu la scena che catturò i cuori di innumerevoli ed ignare telespettatrici e che nel volgere di una sera lanciò l'attore come riluttante divo sexy della TV. Sono passati 7 anni, ma quel tuffo nel laghetto, strategicamente piazzato nello sceneggiato "Pride and Prejudice" (tratto dal romanzo di Jane Austen "Orgoglio e Pregiudizio") e la sua successiva emersione in camicia bagnata e pantaloni aderenti, così maschio nella parte del passionale, ma controllato Mr Darcy, hanno ancora un incredibile impatto.

Uno dei motivi consiste nel fatto che questa sontuosa serie TV della BBC, vista da più di 100 milioni di spettatori in tutto il mondo, è al momento trasmessa in replica sugli schermi inglesi.

Firth si è casualmente rivisto mentre interpretava quella memorabile scena e, stupefatto, ha emesso il seguente ultimo verdetto: "La camicia bagnata non mi sembra niente di speciale. E poi non era neanche tanto bagnata o aderente. Devo confessare che è la scena che capisco di meno. Nel libro non esiste e per un certo verso è stata il risultato casuale di un insieme di circostanze. Per motivi legati alla politica della BBC, non mi fu permesso di recitarla nudo così qualcuno propose che io indossassi dei mutandoni , ma a me sembrava ridicolo. Feci allora notare che, se volevo sembrare impulsivo ed impetuoso, la cosa più naturale da fare, a parte spogliarmi del tutto, era quella di tuffarmi completamente vestito".

La Darcymania che ne derivò e che è ormai parte del mito popolare, portò a far osannare Firth come "uno dei tesori nazionali dell'Inghilterra"; la sua vita privata venne scandagliata in modo così minuzioso che una foto che lo ritraeva mentre portava a casa un nuovo aspirapolvere, fu pubblicata con il titolo di "Mr Darcy si dedica ai lavori domestici". Nel frattempo le sue fan sfogavano la loro passione per l'attore creando siti internet come Firthfrenzy.com e Afithionado.com

"Isterismo collettivo? No, non riesco proprio a spiegarmelo", ammette Firth, ormai rassegnato e felicemente sposato da 5 anni con l'italiana Livia, madre di Luca il loro bambino di 15 mesi (Colin ha anche un altro figlio di 12 anni, William, che vive a Los Angeles con la madre, l'attrice americana Meg Tilly con la quale Firth ebbe una relazione tempo fa). "Credo però di aver capito perché Darcy risulti così affascinante. C'è qualcosa di irresistibile in un uomo che crediamo non ci piaccia, che giudichiamo anzi essere orribile perché così lo vediamo attraverso gli occhi di Elizabeth, l'eroina, della quale invece ci innamoriamo subito. Quando lei comincia a capire che il carattere di quest'uomo è stato completamente travisato, anche noi avvertiamo una sorta di sentimento romantico nei suoi confronti".

Firth sembra più che desideroso di analizzare la figura del meditabondo, accigliato, malgiudicato e magnetico Fitzwilliam Darcy, anzi è lui stesso a sollevare l'argomento, soprattutto perché questo ruolo sembra aver segnato la maggior parte dei lavori che ha affrontato in seguito.
Nel suo ultimo film, "L'importanza di chiamarsi Ernest", adattamento cinematografico del regista Oliver Parker dell'omonima commedia di Oscar Wilde, Firth interpreta il serio ed affidabile Jack Worthing la cui tortuosa proposta di matrimonio alla sofisticata Gwendolen (interpretata da Frances O'Connor) ricorda da vicino la sofferta dichiarazione d'amore di Darcy alla scettica Elizabeth Bennet di Jennifer Ehle.

Ultimamente però sembra non avere più grande importanza se Firth reciti in costume o meno. Nel film "What a Girl Wants" che sta girando in questi giorni a Londra, l'attore interpreta il ruolo di un rigido ed ingessato uomo politico inglese la cui vita ordinata viene sconvolta dall'arrivo della figlia sedicenne, avuta da una vecchia fiamma (Kelly Preston), giunta appositamente dagli Stati Uniti per conoscerlo. In un altro film d'imminente uscita, la commedia dolce-amara "Hope Springs", Firth è Colin Ware, un timido artista inglese diviso tra due donne: la sua ex-fidanzata, interpretata da Minnie Driver, ed un nuovo amore, Heather Graham.
"Questi ultimi due ruoli, anche se rappresentano uomini contemporanei, potrebbero benissimo non essere tali, un po' come nel caso di Mark Darcy che è sì il personaggio di un film moderno, ma sembra quasi un uomo del 18° secolo", dice Firth, alludendo al secondo Mr Darcy, quello del film "Il diario di Bridget Jones", tratto dal bestseller della scrittrice Helen Fielding, che ha creato il personaggio di Mark proprio ispirandosi a Colin. In "The Edge of Reason" (ndt "Che pasticcio Bridget Jones!"), il seguito del libro, l'intreccio viene ulteriormente sottolineato quando Bridget vola in Italia per intervistare proprio Colin - episodio basato su un reale incontro avvenuto a Roma tra l'attore e la Fielding.
Firth non ha trovato in qualche modo surreale interpretare diverse versioni di se stesso, tra cui il doppione di Mr Darcy, nel film in cui hanno lavorato anche Renée Zellweger e Hugh Grant ? "Tutto quello che dovevo fare era ricordarmi di chi stavano parlando quando mi dicevano di essere uguale a Mr Darcy, perché io tendevo a dimenticarmene" racconta con aria un po' afflitta. "Non sapevo cosa si aspettassero esattamente. Pensavo mi avrebbero detto "Non somiglia affatto a Darcy". Da quando mi sono sembrati soddisfatti, non l'ho più trovato così difficile".

Il suo ritratto ironico di Mark Darcy, avvocato difensore dei diritti umani e uomo apparentemente borioso e permaloso, un po' ridicolo nel suo maglione di lana con la renna, ma in fondo tenero e affettuoso, ha rafforzato la sua reputazione di improbabile rubacuori. Le fan saranno entusiaste di sapere che riprenderà questo ruolo nel seguito del film la cui lavorazione è prevista per l'anno prossimo.

Secondo Donald Haber, direttore esecutivo della sede della British Academy of Film and Televison Arts a Los Angeles "Tutti i grandi attori hanno dei fans che seguono le loro carriere ed apprezzano le loro interpretazioni, ma Colin riesce in un certo senso a toccare delle corde più profonde. Il suo è un fan club emozionale".

Stranamente, nonostante il suo grande seguito, Firth non ha ancora avuto un ruolo da vero protagonista in una grossa produzione, cosa che lui stesso ammette.
"Alcuni giorni fa, ho letto non so dove che prima di interpretare Mr Darcy avevo avuto solo piccole parti da caratterista e che dopo invece la mia carriera era decollata ed avevo ottenuto ruoli più importanti. In realtà è successo esattamente il contrario. Ho avuto l'occasione di recitare delle bellissime parti da non protagonista come quella del marito tradito di Kristin Scott-Thomas ne "Il paziente inglese" o dell'odioso Lord Wessex in "Shakespeare in love". Secondo me si può lavorare molto meglio sui ruoli da caratterista che su quelli da protagonista romantico".
Firth, nato nella contea dell'Hampshire in Inghilterra e figlio di due insegnanti, ha studiato al London Drama Center prima di essere scelto per la parte del traditore Guy Bennet, protagonista del dramma "Another Country" di Julian Mitchell messo in scena su un palcoscenico del West End. Il suo debutto cinematografico risale al 1984 in un adattamento proprio di "Another Country" e successivamente Colin conquistò il ruolo di protagonista nel dramma in costume "Valmont" che venne però messo in ombra da "Le relazioni pericolose", la più nota versione hollywoodiana del romanzo di De Laclos.

Più recentemente, ha interpretato il ruolo di un insegnante inglese ossessionato dal calcio, che cerca di destreggiarsi tra il suo amore per questo sport e la sua nuova ragazza, nel piccolo film indipendente "Febbre a 90°", basato sul romanzo del suo amico Nick Hornby. Firth confessa che sarebbe stato felicissimo di poter interpretare il ruolo del single problematico che è invece andato a Hugh Grant nel film "About a boy", adattamento di un altro libro di Nick Hornby tra poco sugli schermi cinematografici.
Ma nonostante una delusione "di breve durata", egli stesso ammette: "Non rientravo nella loro fascia di prezzo, non ero abbastanza costoso. Non ho lo stesso potere che ha Hugh di pilotare incassi astronomici ai botteghini".

Firth è più che felice di mostrare il suo talento in opere corali come "L'importanza di chiamarsi Ernest" di cui è protagonista a fianco di Frances O'Connor, Rupert Everett, Reese Witherspoon, Judi Dench e Tom Wilkinson. Anche il cast di "What a Girl Wants" è ugualmente ricco e variegato e vede le americane Kelly Preston e un'esordiente Amanda Bynes lavorare a fianco delle inglesi Anna Chancellor, Eileen Atkins e Sylvia Sims.
L'attore non teme che lo spirito di Wilde possa non piacere ad un pubblico moderno: "Penso che il regista di questo film sia stato molto coraggioso nel lasciare che gli attori giocassero un po' con il testo e si prendessero alcune libertà. Per un interprete può essere "fatale" recitare "L'importanza di chiamarsi Ernest", lasciandosi intimorire dalla sua fama e rimanendo troppo ingessato".

Anche in questo film, Firth interpreta il ruolo del tipico uomo inglese represso ma, come nel caso di Darcy, si ha a che fare con il tema della duplicità del carattere in quest'opera che è un classico della commedia degli equivoci. Infatti Jack Worthing, lo scapolo riservato, si trasforma nel fratello Ernest, scapestrato e menefreghista. "Non è più così difficile per me, ora so cosa fare" dice impassibile l'attore, parlando del suo "monopolio" dei ruoli in costume.
"La cosa divertente è che non mi identifico affatto in quei personaggi. Quando avevo 15 anni volevo diventare una pop-star, era quello il mio sogno. Non pensavo assolutamente: "Da grande voglio mettermi un vestito gessato, irrigidirmi come un palo e assumere un'espressione sofferta".

Per Firth, i personaggi emotivamente combattuti come Jack Worthing e Darcy sono i più interessanti. "La troppa loquacità talvolta può rivelarsi un'arma a doppio taglio pericolosa e fuorviante perché porta a far girare intorno a quello che si vorrebbe veramente dire" suggerisce Firth. "Alcune volte invece essere poco loquace è molto più eloquente ed ha più impatto perché in questo modo si va a stuzzicare l'immaginazione delle persone che ascoltano".
Il prossimo progetto di Firth è "Love actually" del regista Richard Curtis: si tratta di una serie di storie fra loro collegate che prendono in esame quell'emozione sfuggente chiamata amore. Il film prevede un cast di stelle del calibro di Hugh Grant, Emma Thompson e Liam Neeson. Il ruolo di Firth è quello di un uomo che, scoprendo di essere stato tradito dalla propria fidanzata, parte per la Francia e lì inizia una relazione con una donna che non parla inglese. "E' la storia di due persone che s'innamorano, pur non parlando la stessa lingua" spiega. Stando alla particolare filosofia dell'attore, non c'è dubbio che questo li aiuterà a comunicare meglio.

Juliet Herd

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