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Orgoglio e Pregiudizio
Intervista con Colin Firth, interpreta de "Il diario di Bridget Jones".
Dopo la serie televisiva inglese "Orgoglio e Pregiudizio" tratta dal romanzo di Jane Austen, ti sei misurato un'altra volta con lo stesso personaggio, Darcy...
A distanza di cinque anni dalla serie TV, il mio rapporto con il Mr Darcy di "Orgoglio e Pregiudizio" viene fuori solo quando parlo con i giornalisti. Ho rivisto di recente la miniserie e continuo a chiedermi perchè alla gente piaccia tanto la mia interpretazione. Darcy nelle pagine di Jane Austen è misterioso ed enigmatico. Bisognava rendere chiaro l'oscuro. L'ho fatto a modo mio, con la mia sensibilità. Dopo quell'esperienza, che è stata un gran successo soprattutto per me, è accaduto centinaia di volte che la gente mi riconoscesse e mi fermasse per farmi i complimenti. Fare Darcy ne "Il diario di Bridget Jones" è stato uguale e diverso. Mi è soprattutto piaciuto portare in abiti contemporanei una sensibilità che proprio contemporanea non è.
Che ne pensi del libro di Helen Fielding?
In Inghilterra non è stato semplicemente un gran successo o un libro molto apprezzato dalla critica e dal pubblico: è stato un vero e proprio fenomeno di costume. Quante persone ho visto in metropolitana leggere quel libro con voracità! Non c'era vagone dove non ci fosse almeno un "Diario di Bridget Jones". Ma quello che mi ha convinto a riprendere, anche se con le dovute differenze, i panni di Darcy, è stata la sceneggiatura. Anch'io ho letto le avventure di Bridget quando uscivano a puntate sul giornale ed il libro ha secondo me delle qualità radicalmente, esclusivamente letterarie. Qui si doveva trasportarle in linguaggio visivo. Penso che il lavoro sulla sceneggiatura sia stato davvero ottimo.
Jane Austen o Helen Fielding?
Mi piace Jane Austen, ma non ne sono ossessionato. Penso che per poter lavorare bene su un testo sia necessario non considerarlo sacro. E vale la stessa cosa per il libro di Helen Fielding. Come dicevo ho apprezzato il lavoro sulla sceneggiatura ed ho accettato la parte per la stessa ragione.
Trasportare un libro sul grande schermo vuol dire sempre tradirlo. L'interpretazione è personale, sia quando si legge un libro sia quando lo si mette in scena. Devi metterci del tuo e devi uscire dalla fascinazione che il testo provoca in te.
In qualche modo sei diventato il sogno di Helen Fielding....
Infatti! Un bel giorno ho aperto il giornale ed ho trovato il mio nome in una puntata de "Il diario di Bridget Jones". Si diceva che il Darcy del libro somigliava a me. Questo perchè ero l'attore preferito di Helen da "Orgoglio e Pregiudizio" in poi. La cosa è diventata ancora più buffa quando lei è venuta ad intervistarmi a Roma, episodio che ha poi utilizzato nel secondo libro di Bridget. (N.d.r."Che pasticcio Bridget Jones!")
Ed ora il cerchio si chiude: sei Mark Darcy nel film. E' stato complicato capire chi dovevi interpretare, se Colin Firth o Mark Darcy o Mr Darcy?
No, è stato molto facile. C'era un' atmosfera molto rilassata e non ho sentito nessuna forma di pressione.
Com'è andata sul set?
C'è stato grandissimo affiatamento. Prima di tutto siamo stati molto fortunati nel poter lavorare con Renée Zellweger, un'attrice eccezionale. Ha interpretato Bridget in maniera perfetta. Con Hugh Grant ci conosciamo da molti anni e, tanto per cambiare, anche questa volta mi ha rubato le battute migliori!
Nel film è stata aggiunta la scena della scazzottata che mancava nel libro...
Sono stato felice di aver potuto dare una lezione a Hugh! E' stata una delle cose più divertenti del film : eravamo due pugili patetici che tentavano di darsele sul serio. Mi sarebbe piaciuto girare la scena come un combattimento stile "La tigre ed il dragone"!
Giovanni Colucci
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