Firthissimo - Articoli

by Anto e Laura




 


Intervista a Colin Firth




(Tratto dalla rivista 35mm. Risale a marzo 2001)



           Succede spesso che un attore venga ricordato per un ruolo in particolare,ma quello che è successo a te va anche oltre.
E' vero, ma devo dire che dopo 6 anni il mio rapporto con il Darcy di "Orgoglio e Pregiudizio" viene fuori solo quando parlo con la stampa. Oltretutto ho rivisto la miniserie per la prima volta poche settimane fa e continuo a chiedermi perchè la gente sia tanto ossessionata dalla mia interpretazione. Darcy nelle pagine di Jane Austen è un vero e proprio enigma,bisognava quindi portarlo sullo schermo per come ognuno avrebbe voluto che fosse la sua versione di Darcy,ma io non riesco a fare queste cose,non posso interpretare i sogni altrui, per cui l'ho fatto come io pensavo dovesse essere.

Eppure sei diventato il sogno di Helen Fielding
Infatti un bel giorno ho aperto il giornale ed ho trovato il mio nome sulle colonne del diario di Bridget Jones,quando ancora usciva come rubrica su di un quotidiano inglese,
perchè ero l'attore preferito di Helen Fielding, l'inventrice di Bridget. La cosa è diventata ancora più buffa quando Helen mi è venuta ad intervistare a Roma,storia che viene raccontata nel secondo libro di Bridget.


           E ora ti ritrovi a fare Mark Darcy nel film. E' stato complicato capire chi dovevi interpretare, se Colin Firth o Darcy o qualcun'altro?
No, è stato molto facile per me,c'era un'atmosfera molto rilassata e non sentivo alcuna pressione dovuta all'incredibile successo del libro.E' una cosa che può capitare quando ci si confronta con libri di culto.Ma sentivo che il film sarebbe stato comunque diverso proprio per le difficoltà di riprodurre quel linguaggio letterario sullo schermo e perchè la sceneggiatura di Helen era ottima.

Sul set doveva esserci un grande affiatamento a giudicare dal risultato.
Sì, è vero.Prima di tutto siamo stati molto fortunati nell'avere Renée,un attrice eccezionale e
davvero perfetta nel creare il personaggio di Bridget sullo schermo.Con Hugh ci conosciamo da molti anni e tanto per cambiare mi ha rubato le battute migliori.Sono stato felice di avergli dato una lezione.E'stata una delle cose più divertenti del film,vederci sul set che cercavamo di picchiarci,eravamo dei boxeurs patetici. Sarebbe stato interessante fare la scena in stile "La tigre ed il dragone",avrebbe fatto un bell'effetto.


           Dopo tanto parlare di Darcy, forse è arrivato il momento di fare una domanda a Paul Ashworth...
"Febbre a 90°" è stata una delle cose che mi è piaciuto fare di più nella mia carriera.Il libro è eccezionale,Nick Hornby è un genio ed io non ho dovuto recitare. Paul Ashworth è il personaggio che più si avvicina a me: stessa età,stessi studi, io vivo più o meno dove vive lui. E' stata un'esperienza magnifica.

Quasi tutti i film che hai girato sono tratti da opere letterarie...
E' vero,ma trovo paradossalmente più difficoltà nell'interpretare un personaggio contemporaneo.Quando giri un film in costume,parte del tuo lavoro inizia quando ti
metti addosso gli abiti di scena.In quel momento sai che sei nel passato e che devi essere un altro. Mi riesce sempre difficile invece mettermi dei jeans o una giacca di pelle che non siano miei e pensare che devo essere un'altra persona.


           Torniamo a Bridget Jones: cosa pensi di lei?
E' in gamba,è forte, ha un grande senso dell'ironia e sa combattere per prendersi ciò che vuole.E' tutt'altro che una perdente,come può sembrare a prima vista. Per certi versi la Principessa Diana era una sorta di tragica versione di Bridget. Ad ogni modo, quello delle trentenni sole,sentimentalmente infelici,con problemi di alimentazione, bevitrici e fumatrici accanite è un fenomeno molto serio e non solo in Inghilterra.Tante donne si riconosceranno in questo film.
La tua carriera è quasi esclusivamente inglese,ma "Il diario di Bridget Jones" ha avuto un incredibile successo anche negli USA. Non potrebbe essere arrivato il momento di fare il grande passo?
Se mi vogliono per un bel film e mi pagano bene,allora sì. Non voglio sembrare presuntuoso,ma questo è il mio lavoro e non voglio accettare cose che non mi piacciono o di cui non sono convinto, ne' tantomeno voglio sentirmi sottopagato per quello che faccio.


           Al contrario hai un ottimo rapporto con l'Italia, dato che tua moglie è romana e proprio nella capitale passi molto tempo nell'arco dell'anno.
Allora,lo so che è un cliché,che tutti gli attori,quando gli chiedono dell'Italia, dicono che è bellissima,che il clima è stupendo.che le donne sono magnifiche e che il cibo è meraviglioso.Il fatto è che è tutto vero,quindi sono costretto a dirtelo anch'io.Io vivo a Londra,ma sto anche molto spesso a Roma e mi piace viaggiare per l'Italia.E' un paese in cui mi trovo benissimo.

E fare del cinema in Italia?
Magari,solo che non mi offrono niente. Intanto mi godo la cucina.


Alessandro De Simone

Torna agli Articoli

Pagina Iniziale