Firthissimo - Articoli |
by Anto, Laura e Vava |
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Colin Firth è una stella a modo suo. Non appare eccessivamente in pubblico, non cerca l'attenzione a tutti i costi, ma dopo la sua interpretazione del personaggio di Mark Darcy in Il diario di Bridget Jones è uno degli attori più richiesti del cinema inglese. Quest'anno vedremo una serie di film con Firth protagonista: da Hope Spring di Mark Herman, regista di Buon compleanno signora Thatcher a La ragazza dall'orecchino di perla tratto dal best seller di Tracy Chevalier, nel quale interpreta la parte del pittore fiammingo Johannes Vermeer. Nel frattempo Firth è stato a Roma a presentare L'importanza di chiamarsi Ernest , film che il regista Oliver Parker ha tratto da Oscar Wilde, che lo vede protagonista al fianco di Rupert Everett. Camicia nera, sorridente e gentile, ci spiega l'attualità di Wilde. Nonostante le convenzioni sociali siano mutate, Wilde mantiene ancora oggi una freschezza inalterata per la ricchezza del suo linguaggio: "La cosa più difficile per un attore che affronta Wilde resta sempre la lingua, ricca e raffinata senza essere mai priva di significato. Nella versione italiana il doppiatore ha senz'altro compiuto un lavoro più difficile del mio. Il grande sforzo nell'interpretazione di questo film infatti è stato più sulla dizione che sul linguaggio corporeo". Firth parla anche della sacralità che in Inghilterra circonda tutt'ora i testi di Wilde: "Ancora oggi, ogni volta che un suo testo viene proposto a teatro, la gente fa la coda per vederlo.Per me è stata un'affascinante |
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In seguito Firth tornò ai piccoli film ed alla televisione, dove ottenne numerosi riconoscimenti per la versione di Orgoglio e Pregiudizio di Jane Austen. Dopo numerosi film di successo, da Il Paziente Inglese di Anthony Minghella a Febbre a 90° di David Evans,tratto da Nick Hornby, al pluripremiato Shakespeare in Love , è arrivato il trionfo di Il diario di Bridget Jones che però non sembra avergli montato la testa. Ad una domanda su un eventuale richiestissimo sequel risponde candidamente: "Dipende dalla sceneggiatura, come nel caso del primo episodio, come per ogni film che ho fatto. Se una sceneggiatura mi piace, non mi importa che sia un film da grande budget, che sia un film in costume o chissà che. Se la storia mi convince io faccio il film, in caso contrario non se ne parla neanche!" |
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