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by Anto, Val e Vava




 


Estratto dell'articolo 'L'importanza di essere...inglesi'


Arrogante, ribelle e provocatorio l'uno. perbene, serio e politicamente corretto l'altro. insieme, sullo schermo, per Oscar Wilde. due "facce" del fascino british.


Pubblicato su "Bella" il 18/02/03.


[..si omette la parte riguardante RE]

Colin Firth



           COSA FA: In L'importanza di chiamarsi Ernest è Jack Worthing, un gentiluomo che, per combattere la noia, si è inventato un fratello scapestrato, Ernest, che gli permette di fare una seconda vita godereccia. Il suo castello di bugie, come quello dell'amico Algy, crolla quando i due s'innamorano di due belle fanciulle...
CARTA D'IDENTITA': E' nato il 10 settembre 1960 a Grayshott, nell'Hampshire. Occhi e capelli castani, è alto m 1,88, fisico atletico. Dice di sé: "Ho un fisico 'neutro', una faccia che può trasformarsi in 'molto meglio' o 'molto peggio', secondo i casi". Nel 2001 è stato inserito da People tra i 50 più belli del mondo.
FAMIGLIA: Figlio di docenti universitari, nipote di missionari metodisti in India, ha trascorso parte dell'infanzia in Nigeria, poi ha frequentato le scuole a St. Louis, negli Usa (dove era chiamato 'l'inglese') e in Inghilterra (dove era chiamato 'l'americano').
CARRIERA: Scopre la passione per il teatro con una recita natalizia, alle elementari. Allievo modello della scuola teatrale di Chalk Farm, Londra, nel ruolo di Amleto viene notato dal regista di Another Country, che gli offre la parte del protagonista. Lavorerà anche nel film, cedendola però a Rupert Everett. Appare poi in sceneggiati tv. Nel 1989 è il protagonista di Valmont. Seguiranno Il paziente inglese, Febbre a 90° (uno dei suoi preferiti, tratto dal libro del suo amico Nick Hornby), Shakespeare in love. Negli anni Novanta diventa un sex-symbol per le donne inglesi grazie allo sceneggiato Orgoglio e pregiudizio, nel ruolo di Mr Darcy. Tra le fan c'è la scrittrice Helen Fielding, che si ispira a lui per il personaggio di Mark Darcy del libro Il diario di Bridget Jones. E nessuno potrebbe essere più adatto di lui per interpretarlo anche sullo schermo.
IDOLI: Spencer Tracy e Gene Hackman: "Invidio il loro aspetto fisico".
AMORI: E' stato fidanzato con Jennifer Ehle, sua partner in Orgoglio e pregiudizio. Per 5 anni ha vissuto in Canada con Meg Tilly, collega in Valmont: dalla relazione è nato William (12 anni). Dal '97 è sposato con la produttrice Livia Giuggioli (31 anni), conosciuta sul set del serial Nostromo (con Claudio Amendola). Nel 2001 hanno avuto un bambino, Luca. "Anni fa consideravo la paternità una resa su tutta la linea, una morte da troppo comfort. Invece è l'esperienza che ha portato il più profondo cambiamento nella mia vita".
CARATTERE: Modesto e alla mano, curioso, prende molto sul serio il suo lavoro. Fino a perdere un'occasione per non subire un provino come un debuttante, per il film sulla poetessa Sylvia Plath, con Gwyneth Paltrow. Ma dice: "Non serbo rancore. Forse è segno di spaventosa superficialità". Adora i ruoli da perdente: sullo schermo, due partner gli hanno preferito un Fiennes (Ralph, in Il paziente inglese, e Joseph, in Shakespeare in love).
IMPEGNO: Ha scritto un racconto per un libro a favore dei bambini autistici. Con altre star (tra cui Everett), ha lottato contro il licenziamento di Mario Fortunato, direttore dell'Istituto Italiano di Cultura a Londra, "troppo di sinistra". Appoggia la Oxfam nella campagna per i coltivatori del Terzo Mondo. Si cura col servizio sanitario statale e iscriverà il figlio in una scuola pubblica.
FORTUNE ITALIANE: In Inghilterra non può uscire senza essere assalito da fan e paparazzi. Da noi non è ancora così popolare, ma le sue azioni sono salite col Diario di Bridget Jones. Ha sposato la moglie italiana in una chiesa di Città della Pieve e il loro bebè è nato a Roma: "Durante il parto Livia ha preferito lamentarsi in italiano". Vorrebbe lavorare con Tornatore o Muccino, anche se il suo italiano è stentato: "I condizionali mi danno filo da torcere. Ma mi salvo con qualche parola in romanesco".
HOBBY: Non è molto sportivo. "La scazzottata con Hugh Grant in Bridget Jones è stata assai divertente: eravamo due pugili patetici che tentavano di darsele sul serio". Tifa per la Roma e per l'Arsenal, ama visitare musei e leggere, in particolare Sciascia, Bufalino e Tomasi di Lampedusa: "Il Gattopardo mi ha dato i brividi". Strimpella la chitarra.
IL SUO NEMICO: Hugh Grant: "In Bridget Jones mi ha rubato le battute migliori. Ammiro il suo talento e invidio il suo taglio di capelli. Inoltre non vedo l'ora di guadagnare quanto lui".
LUI E LA FAMA: "Non voglio essere troppo famoso: rischi di essere riconosciuto anche da chi non ti sopporta. Però essere ammirato mi fa molto piacere. C'è un aforisma che mi rappresenta: 'Non sono mai fuori moda, perché non sono mai stato alla moda'. Mi sono ritrovato al centro dell'attenzione in alcuni periodi, ma non sono mai stato una grande star. Però non ho mai smesso di lavorare".
STILE: Veste casual, T-shirt e jeans. Ma sta benissimo con lo smoking. L'aria aristocratica e altera, lo sguardo malinconico lo rendono ideale per personaggi antipatici, sprezzanti e snob. E così credibile da risultare tremendamente sexy.
DOVE VIVE: A Londra, in una villetta di Islington. Spesso è a Roma, dai suoceri, e in Umbria. "Lo so, è un cliché, ma l'Italia è bellissima, il clima stupendo, le donne magnifiche e il cibo meraviglioso. Mi trovo benissimo".

           IPSE DIXIT: "Molte donne somigliano a Bridget Jones. Tutte quelle che ho incontrato pensavano di essere grasse e non lo erano: puoi stare con la donna più magra del mondo e si guarda il sedere preoccupata".
COSA DICE SU RUPERT EVERETT: "All'epoca di Another Country ero zelante e noioso. Tra le virtù di Rupert non c'era certo la tolleranza. Eravamo entrambi insopportabili, ognuno a suo modo. Invece, sul set di Ernesto ci siamo divertiti da matti: ci siamo azzuffati tutto il tempo come due ragazzini".
COSA DICE (RUPERT EVERETT) SU COLIN FIRTH: Hanno esordito insieme in Another Country nel 1984. Poi si sono incrociati in Shakespeare in love, nel 1998. "Ci siamo conosciuti alla fine degli anni '70, quando lui era un fricchettone di sinistra e io già orientato nella direzione opposta. Colin mi piace perché ama lamentarsi in continuazione. Come me".

Mariateresa Truncellito

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