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by Basty




 


Colin Firth maestro di cinema ma anche di vita





Taormina Film Festival - Press
18/06/2010



          
Si apre con un tributo alla Sicilia l’incontro con l’attore Colin Firth, ospite in questi giorni del Taormina Film Fest. “Mia moglie aveva girato un film in questa fantastica isola – ha spiegato Firth – e io mi sono subito innamorato di questa terra. C’è un brano, nel Gattopardo, che è straordinario. La lettura del Gattopardo mi ha incoraggiato a leggere altri autori siciliani come Tomasi di Lampedusa e Sciascia. Mi ero ripromesso tante volte di venire giù da voi qui in Sicilia, ma non c’era mai stata l’occasione giusta. Adesso, grazie anche alla direttrice artistica del Festival del cinema di Taormina, Deborah Young, eccomi in mezzo a voi”. Subito dopo una breve introduzione, l’ attore, super fotografato dalle numerose giovani fans nella Sala A del Palazzo dei Congressi, si è soffermato sul mondo cinematografico. “Una delle capacità essenziali di un regista è la comunicazione. Poi è necessario poter contare su un grande staff. Le parole di un regista sono importanti, per alcuni le parole sono addirittura magistrali, ma ci sono anche quelli che parlano poco”. A Colin viene poi chiesto cosa ne pensa dei registi alla prima esperienza. “Se si escludono i registi al primo film, non esisterebbero i tanti famosi registi che tutti apprezziamo”. L’attore continua: “Io ho trascorso buona parte della mia carriera con dei registi molto pignoli. Mi dicevano di muovere il mento, mi chiedevano di spostarmi due centimetri più in là. E’ più bello, invece, quando ti mettono la cinepresa davanti e ti fanno lavorare in tranquillità, senza particolari pressioni. Se il regista è eccessivamente pesante, non va bene. E’ meglio lasciare respirare gli attori. I film contemporanei? Ormai vengono trattati argomenti in cui si identifica la classe operaia. Al giorno d’oggi si girano molte pellicole che hanno uno sfondo sociale”. Colin parla dei suoi inizi: “Quando ero giovanissimo non venivo cercato così tanto come avviene adesso. Quando frequentavo la scuola d’arte drammatica, tra l’altro, pensavo che avrei potuto fare il punk o addirittura il killer. Per me, comunque, è più facile fare teatro anziché cinema. Fare cinema è difficile, anche perché la telecamera riesce a leggere anche un’ombra di dubbio negli occhi degli attori. Non bisogna mai avere una recitazione minimalista, ma è necessario recitare in maniera realistica”. In conclusione, Colin parla di calcio e degli attuali Mondiali in corso di svolgimento in Sudafrica. “Il calcio mi interessa solo a livello nazionale. Ovviamente tifo per l’Inghilterra, ma come club tengo tantissimo all’Arsenal. Se perdiamo sono depresso per circa 3 minuti. Poi dimentico tutto”.


Taormina Film Festival 2010

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