Firthissimo - Articoli |
by Basty |
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Quando ho intervistato Colin Firth all’inizio di quest’anno alla conferenza stampa di Easy Virtue a New York, lui ed io abbiamo fatto battute sullo “spandex” che ha dovuto indossare in Mamma Mia! il musical che è diventato un successo planetario. ("Ho ancora un’irritazione da spandex", ha scherzato.) Ma una cosa interessante è accaduta dalla realizzazione di Mamma Mia! nel 2008: Firth ha ricevuto alcune delle migliori recensioni della sua carriera. E il plauso è stato ben meritato, dal momento che ha infilato una serie di scelte cinematografiche che hanno dimostrato il suo versatile talento, includendo il ruolo di un padre cinico in Easy Virtue, di un corruttore e manipolatore in Dorian Gray ed un professore gay in lutto per la morte del suo amante in A Single Man . Dunque se Firth ha dovuto andare in giro in spandex e cantare le canzoni degli ABBA in Mamma Mia! per arrivare a questo punto, ben venga. Direi che lo spandex non è stato soltanto messo da parte, ma è stato proprio lanciato via, pestato a sangue e seppellito dalle performance eccezionali di Firth nei suoi film più recenti. (Anche se non si può mai dire che lo spandex sia scomparso definitivamente, perché ci sono chiacchiere persistenti di un Mamma Mia! n° 2.) |
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Congratulazioni per il premio come migliore attore al Festival del cinema di Venezia di quest’anno. La gente è rimasta impressionata dal discorso di ringraziamento in italiano. Il tuo accento era quasi impeccabile. Hai preso spunti da tua moglie su come si parla l’italiano? No, lei non mi ha insegnato un cavolo! [ride.] Lo avevo saputo [di aver vinto il premio] qualche ora prima. La notizia era un po’ trapelata. Non dovrei dirlo. La telecamera non era puntata su di me quando lo hanno annunciato, così non ho dovuto fare uno di quei [fa un’espressione di sorpresa simulata]. Non sapevo niente del film che aveva vinto il Leone d’Oro o degli altri premi. |
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Trovi differenze fra il recitare nell’industria cinematografica ora, rispetto a quando hai cominciato? Probabile. Un pochino. Sto cercando di ricordare… Avevo un po’ gli occhi sgranati ed ero sopraffatto da tutto quanto. Non sapevo come funzionava, come i film venivano sviluppati, comprati, venduti, come le persone facessero previsioni sulle prospettive commerciali… Non ero molto pratico rispetto a queste cose, e ho riposto la mia fiducia nelle persone il cui lavoro era quello di vendere e comprare film. Non ho più quella fiducia cieca. Sono troppo vecchio. Sono più critico. Non sono più intimidito e non lo sono più da anni. |
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Ed ora va dicendo nelle interviste che il vero cattivo di Dorian Gray è Dorian Gray, e non Henry Wotton. [Fa un sospiro esagerato, sorridendo.] Non posso proprio dire che ci sia gara in proposito. Non si discute. Uno dei due è l’esecutore, l’altro è l’istigatore. E sta a voi decidere chi è il peggiore dei due. Se avete un presidente che dichiara guerra ed un vicepresidente che la mette in atto — cosa che può accadere, è risaputo — chi ritenete responsabile? La cosa che credo sia probabilmente la più malvagia di Henry è che… prenda un ragazzo che è innocente e senza colpe e lo corrompa. È la cosa più ingegnosamente diabolica da fare. Oscar Wilde qui gioca sul fattore della vanità. |
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Cosa pensi dei parallelismi tra Michael Jackson e la storia di Dorian Gray? Oliver Parker, il nostro regista, ha parlato di Michael Jackson di recente. E non mi era venuto in mente finché Michael Jackson non è morto. Ma sì, Michael Jackson è un esempio di ricerca della vanità dilagante e automutilante. E non potrebbe esserci esempio più calzante di quanto sia futile e di quanto poco funzioni. Non sembrava un ragazzino. Non sembrava Peter Pan. E non sembrava bello. Ed è come Dorian perché Michael Jackson era estremamente bello [prima di tutte quelle operazioni di plastica]. Questo è ciò che è straziante, se vedi una sua fotografia prima che si facesse qualsiasi cosa. Anche prima che si facesse la prima di qualunque cosa si sia fatto, sembrava ancora bellissimo. Ed ha come mummificato se stesso prima della sua morte. C’è qualche fatidico paragone fra questo ed il ritratto di Dorian Gray nell’attico. |
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In Dorian Gray il tuo personaggio deve invecchiare di circa 25 anni. Cosa ti è passato per la mente quando ti sei visto come un vecchio? L’effetto è stato piuttosto buono. Non ci sono state protesi… Hanno fatto ciò che hanno potuto per simulare la perdita dei capelli… Tutte le rughe erano fittizie. Mentre mi levavo il trucco da vecchio, il che era molto gradevole alla fine della giornata, era come se [le rughe] scomparissero. Oh, aspetta, quella ruga non è andata da nessuna parte! |
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Tranne che per Meryl Streep. Sì, ci sono alcune eccezioni alla regola, ma se chiedi a Meryl, ha passato un periodo di incertezza. E, naturalmente, hai lavorato con lei in Mamma Mia! Non avrebbe potuto essere più fantastica. La gente continua a chiedere un seguito di quel film. |
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Parlando di sequel, Ben Barnes mi ha detto questo di te: "Quell’uomo farà qualsiasi seguito!" [Con aria faceta] E certo, lui sta facendo un seguito proprio adesso! ["Le Cronache di Narnia: Il Viaggio del veliero"] Visto? La tua guida sta avendo effetto su di lui! [Risata] Beh, io non ho fatto un seguito prima della quarantina. Lui sta cominciando giovane. Hai proprio una pessima influenza. [Ride.] Non è proprio nella posizione di parlare dei miei sequel. [Parlando seriamente] Farei un altro Mamma Mia! solo per stare ancora con le stesse persone, perché è proprio quello che proviamo al riguardo. Voglio bene a Meryl Streep. Se faremo il sequel, non sarà con le canzoni degli ABBA per quanto ne so. Ci piacerebbe scegliere un’altra band. |
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Quanto fare Mamma Mia! ha influenzato la tua carriera, dal momento che attualmente è il più grande successo di tutti i tempi al botteghino nel Regno Unito? Credi che ti stia facendo ottenere ruoli migliori o ti abbia dato più influenza nell’industria? È difficile conoscerne la misura, ma non credo che abbia nuociuto. Qual’è stata la tua reazione istintiva nel leggere il copione di Dorian Gray e nel vedere che Henry Wotton aveva una figlia, Emily (interpretata da Rebecca Hall), dal momento che il personaggio di Emily è stato creato specificamente per questo film? Cosa ne pensi di una tale deviazione dal soggetto originale? |
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Credo che uno dei problemi con il romanzo sia di adattarlo. Non è Dorian; non lo vedi dai suoi occhi. Vedi gli occhi del mondo puntati su Dorian, sull’idea della bellezza. Non lo puoi vedere dal suo punto di vista. È dal punto di vista di Henry … Il romanzo di Oscar Wilde è breve. Il film del 1945 "Il ritratto di Dorian Gray" non ha operato alcun genere di cambiamento. Non lo sto dicendo come una critica; è proprio così. Facendo in quel modo non c’è un vero atto finale. Termina semplicemente con un gesto plateale magnifico, melodrammatico. |
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Oliver Parker ha detto che non era del tutto convinto che Ben Barnes potesse recitare nel ruolo di Dorian Gray fino a quando Ben non lo ha colpito durante l’audizione. Cosa hai pensato quando Ben ha avuto la parte? Non ero preoccupato a riguardo. Sono preoccupato per Ben perché c’è quasi qualcosa di “Dorianesco” ad essere belli come lo è lui. In realtà potrebbe essere stato scelto perché è bello, ma deve dare grande prova di sé stesso, perché il mondo è scettico proprio per questo motivo. |
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Hai mai avuto il problema di essere considerato fatuo a causa del tuo aspetto? Non ho avuto quel problema, ma quando è esploso il fenomeno Darcy a metà degli anni ‘90, mi sono improvvisamente ritrovato ad essere trattato con condiscendenza dai giornalisti. Non avevo mai scelto ruoli in base all’aspetto fisico del personaggio. E nell’attimo in cui si è verificato il fenomeno Pride and Prejudice la gente ha cercato subito di etichettarmi come rubacuori. |
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