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Legato a Darcy
Per l'attore Colin Firth, il vantaggio e l'insidia di aver avuto un ruolo memorabile.
Washington Post, U.S.A.
19/05/2002
Nel corso dei suoi quasi 20 anni di carriera, l'attore inglese Colin Firth ha recitato in 40 film e sceneggiati televisivi tra cui i campioni di incassi "Il Paziente Inglese","Shakespeare in Love" e "Il diario di Bridget Jones".Ora è nei cinema americani ed inglesi con un nuovo film tratto dalla commedia di Oscar Wilde "L'Importanza di chiamarsi Ernesto".
Ma alla fine il ruolo per il quale probabilmente sarà più ricordato è quello dell'ombroso Mr Darcy nello sceneggiato BBC "Orgoglio e Pregiudizio" tratto dall'omonimo romanzo di Jane Austen. Questa sontuosa miniserie del 1995 che è stata vista in tutto il mondo da più di 100 milioni di telespettatori, ha trasformato Firth in un improbabile rubacuori internazionale creando così un ampio stuolo di fans appassionate. Ad essere sinceri Firth non è poi tutta questa gran bellezza- la sua faccia un po' anonima da attore può cambiare notevolmente grazie all'espressività ed al trucco- ma ora come ora avere una cotta per Colin è diventato una sorta di luogo comune della cultura popolare.
La Darcymania è stata un'arma a doppio taglio per Firth le cui aspirazioni da attore non si limitavano solo a passare ore ed ore rimuginando tra sè e portando un enorme paio di basettoni. La maggiore celebrità gli ha regalato dei ruoli migliori, ma l'affascinante magnetismo di Darcy - che una volta Firth ha definito "un mio doppio molto particolare da me stesso creato" - sembra in un certo qual modo aver oscurato le altre sue doti.
Qui all' Essex House Hotel di New York, Firth ha appena finito di partecipare ad una serie di conferenze stampa per presentare e promuovere "L'Importanza di chiamarsi Ernesto". In questo film ha il ruolo di Jack Worthing, un gentiluomo che cerca di evadere dalla noia della vita in campagna grazie all'aiuto di un fratello da lui stesso inventato, Ernesto appunto. Durante tutte le interviste però, le domande più frequenti non riguardavano Wilde nè i personaggi di Jack o Ernest Worthing. Non si riferivano neanche all'altro protagonista del film Rupert Everett che ha il ruolo dell'irresistibile Algernon Moncrieff nè agli altri interpreti Reese Witherspoon, Tom Wilkinson o Judi Dench.
No, i giornalisti non facevano altro che fare domande su Mr Darcy. "Alcuni lo fanno con ironia e senso dell'umorismo, altri con serietà, altri ancora si vergognano terribilmente di dovermi porre domande del genere" dice Firth " E ogni tanto esce fuori un giornalista che viene dallo Swaziland che non sa neanche di che cosa si stia parlando....fantastico!".
Se superi le apparenze...
Firth non è un patito delle interviste e mentre parla, le sue braccia raramente rimangono ferme. Di volta in volta prima le mette conserte, poi sembra scegliere una posizione un po' più rilassata ed infine le lascia volutamente libere forse per il timore di sembrare poco amichevole.
"Non mi sento molto a mio agio quando mi si spinge a parlare di me stesso" dice." Non credo ci sia nulla di strano in questo.Ci sono alcuni argomenti che non mi piace affrontare. La mia vita privata è affar mio e neanche questo ritengo che debba sembrare strano. Le mie opinioni sulla politica mondiale e su tutto il resto non credo possano interessare particolarmente qualcuno; non sono poi così significative. E parlare del mio lavoro è complesso perchè è proprio quel tipo di professione di cui non è semplice discutere. E' difficile analizzarlo e poi dire qualcosa di intelligente...E così mi trovo in una posizione in cui devo cercare più di nascondere che di rivelare".
Tutti i registi che hanno lavorato con Firth decantano la sua profondità e sensibilità. Oliver Parker, sceneggiatore e regista di "L'Importanza di chiamarsi Ernesto", afferma che il ruolo di Jack - forse il personaggio meno brillante della commedia- spesso si riduce solo a far risaltare l'arguzia degli altri attori." Io invece ho voluto che in questo adattamento la figura di Jack fosse fondamentale per lo sviluppo narrativo ed emozionale del film" dice Parker. "Stavo quindi cercando un attore che avesse un modo di porsi piacevole e che potesse mostrarsi vulnerabile e complesso allo stesso tempo. Penso che Colin sia davvero bravo a lasciar trasparire l'intensa vita interiore del personaggio pur continuando a rispettare i tempi e le esigenze comiche della pièce".
Firth preferisce interpretare personaggi che siano molto più complessi e sfaccettati di quanto appaiano agli occhi altrui. "Per ovvie ragioni, tendo a fare film sugli Inglesi e una delle caratteristiche tipiche del mio popolo - almeno secondo gli stereotipi più diffusi - è quella di essere emotivamente repressi" dice. " Sono convinto che spesso quello che non si svela sia molto più interessante di quello che si esprime in maniera esplicita".
"Una delle cose che mi piace di più dello scrivere è che riesce ad esprimere la difficoltà di comunicare" spiega Firth. "Quando più desideri aprire il tuo cuore e sfogarti è proprio allora che ti vengono a mancare le parole. E sono questi momenti e questi limiti che io trovo estremamente interessanti.
Firth ha studiato recitazione al prestigioso Drama Centre di Londra dove ha anche interpretato Amleto e Re Lear (questa sua ultima performance è stata da lui stesso definita "terribilmente imbarazzante"). Lì ha compreso i pericoli dell'esprimere in modo troppo evidente un'emozione ed i vantaggi del rendere un personaggio credibile. " Se si osserva Rupert Everett ne "L'Importanza di chiamarsi Ernesto", si ha quasi la sensazione che cerchi di tenere a bada il suo spirito pungente" dice Firth." Si sforza di non essere malizioso ed è per questo che è così credibile - lo spettatore si fa quindi l'idea che se Algernon fosse davvero libero di esprimersi, sarebbe ancora più sarcastico".
Firth ha avuto il suo debutto cinematografico nel 1984, recitando proprio con Everett nell'adattamento del testo teatrale di Julian Mitchell "Another Country". Il personaggio di Firth era quello di un giovane arrabbiato, un comunista convinto intrappolato in un collegio inglese di lusso. Da quel momento in poi, l'attore ha dato vita a molti personaggi diversi, alternando ruoli da protagonista in piccoli film interessanti a parti secondarie in grandi produzioni.
Se si volesse trovare un punto in comune tra i personaggi da lui interpretati, questo consisterebbe nel fatto che sono tutti dei disadattati in un modo o nell'altro.Il suo balbuziente Tom Birkin di "A Month in the Country" (n.d.t. "Un mese in campagna"), traumatizzato dalla carneficina nelle trincee della Prima Guerra Mondiale, riesce ad instaurare un vero rapporto solo con la moglie del vicario locale. Nel thriller politico "Apartment Zero", Firth delinea la figura di un patito di cinema che scivola lentamente nella pazzia. L'attore interpretò anche il ruolo del protagonista nel "Valmont" di Milos Forman del 1989, film che fu quasi del tutto ignorato in favore de "Le Relazioni Pericolose" dell'anno precedente; il suo Valmont diabolicamente affascinante agiva appena al di fuori della società francese. Firth suppone di essere attirato dai ruoli di outsider a causa del modo un po' insolito in cui ha passato la sua infanzia. Sia i nonni materni che quelli paterni erano missionari in India, dove entrambi i suoi genitori crebbero. Quest'ultimi sono stati assistenti universitari e la famiglia ha vissuto quattro anni in Nigeria. Trasferitisi in Inghilterra per alcuni anni, hanno poi passato un anno a St. Louis negli Stati Uniti e sono infine ritornati in patria.
"Anch'io sono un outsider, lo sono sempre stato e non me ne lamento.Questa condizione può turbare ed essere un po' dolorosa, ma penso anche che mi sia stata molto utile" dice. "Arrivavo sempre da un posto che non era quello dove ero nato, per cui sono sempre stato identificato con l'ultimo luogo da cui provenivo. Quando frequentavo la scuola in America, per tutti ero "l'Inglese" e quando sono ritornato in Inghilterra, gli altri ragazzi mi chiamavano lo "Yankee".
A scuola ero l'unico i cui genitori avevano questo tipo di formazione multiculturale. Fino ad un certo punto questa situazione mi faceva persino piacere...credo perchè mi permetteva di sentirmi un po' diverso dagli altri...mi apriva nuove prospettive. Tutto questo mi deve aver influenzato nella scelta dei ruoli. Noi attori non abbiamo molto controllo su quello che dobbiamo interpretare. Non scriviamo la sceneggiatura e non possiamo sempre scegliere le parti che più ci piacciono. Io invece ho cercato di farlo orientandomi verso alcuni ruoli specifici.
Nel 1997, Firth interpretò il ruolo del protagonista un po' fissato nel film "Fever Pitch" (n.d.t. "Febbre a 90°"), versione cinematografica del libro di Nick Hornby in cui lo scrittore inglese confessava la sua ossessione per la squadra di calcio dell' Arsenal. Firth dice che, sebbene non sia mai stato un tifoso sfegatato, si è identificato moltissimo nel romanzo di Hornby. "Sentivo che Nick stava descrivendo anche me. Lui cercava di risolvere i suoi problemi con il calcio e mi domando se io non abbia fatto la stessa cosa volendo diventare un attore e scegliendo ruoli da outsider".
L'amicizia tra Hornby e Firth è continuata anche dopo "Febbre a 90°" e due anni fa lo scrittore, che ha un figlio affetto da autismo, ha curato la pubblicazione di "Speaking With The Angel" (n.d.t. "Le parole per dirlo"), una raccolta di racconti brevi i cui proventi sono andati a beneficio dei programmi educativi per i bambini autistici. A questo progetto hanno partecipato vari scrittori tra cui Roddy Doyle, Irvine Welsh, Dave Eggers e Helen Fielding. Hornby ha chiesto anche a Firth di contribuire scrivendo una storia.
"Colin mi aveva parlato spesso della sua passione per la scrittura" ricorda Hornby. "Era pronto, ma aveva bisogno solo di una piccola spinta per avere il coraggio di fare questo passo. Ritengo che sia un buon scrittore - è brillante - e questo è stato un vantaggio per la raccolta. Eppoi ho pensato che il suo nome avrebbe fatto vendere qualche copia in più...insomma ci siamo fatti un favore l'un l'altro".
Il racconto di Firth "Il Ministero del Nulla" è scritto meglio di quanto ci si potrebbe aspettare da una star del cinema con aspirazioni letterarie. E' la storia di un ragazzino solitario di 11 anni che trova conforto nelle storie fantastiche raccontategli dalla sua amatissima nonna ormai in fin di vita.
" Speravo che il mio racconto non diventasse la chiave del successo del libro" dice Firth, ma in questo momento non sembra affatto che stia dicendo la verità. Ora non tiene più le braccia conserte. "Se proprio devo essere sincero, mi auguravo che la mia storia fosse ritenuta brillante ed eccezionale e che potesse reggere benissimo il confronto con le altre o persino essere considerata la migliore dell'intera raccolta. Insomma speravo che il mio talento potesse essere scoperto e che quindi nascesse una nuova stella nel firmamento letterario".
Hornby stima che "Le parole per dirlo" abbia fruttato circa mezzo milione di dollari da devolvere in beneficenza ed ha aggiunto che probabilmente 450.000 di essi provengono dai fans di Firth.
L'irresistibile Mr Darcy
Il Fitzwilliam Darcy di Jane Austen è probabilmente il più affascinante scapolo di tutta la letteratura inglese e dunque Firth doveva aspettarsi di conquistare alcune ammiratrici recitando in "Orgoglio e Pregiudizio".
Ma era impreparato alle orde di fans innamorate. Il giornale "The Guardian" lo ha acclamato come "il nostro tesoro nazionale". I tabloids inglesi hanno esaminato minuziosamente ogni aspetto della sua breve relazione con la coprotagonista di "Orgoglio e Pregiudizio" Jennifer Ehle (che aveva il ruolo di Elizabeth Bennet naturalmente) e hanno continuato senza tregua a dare la caccia a Firth anche dopo che tra loro è finita.( Il "Sunday Mirror" ha pubblicato una volta una foto in cui si vedeva l'attore tornare a casa con un aspirapolvere nuovo; la didascalia diceva: "Mr Darcy si dedica alle faccende domestiche".) C'è stata poi una proliferazione di siti web a lui dedicati - Firthfrenzy, Afirthionado - e dei fanclubs come per esempio Friends of Firth e The Darcy Lunatics.
Per noi l'aspetto più piacevole e divertente della Darcymania si trova nei libri di Helen Fielding su Bridget Jones. Nel primo, vediamo che la nostra sfortunata single ha una vera e propria fissazione per Darcy ed Elizabeth e si innamora di una versione moderna dell'eroe di Jane Austen, un avvocato specializzato in diritti umani di nome Mark Darcy. Nel secondo romanzo "The Edge of Reason" (n.d.t. "Che pasticcio Bridget Jones!"), Bridget ,aspirante giornalista, intervista Colin Firth per "The Independent", ma si mostra totalmente incapace di tenere a freno la sua passione per l'attore e l'incontro finisce male perchè la nostra eroina non può fare a meno di buttarglisi addosso.
"Mi ha fatto piacere diventare un punto di riferimento della cultura popolare. E' una cosa che mi fa piacere ancora adesso, ma continuo a trovarlo strano e curioso. Visto che questi libri sono stati dei veri e propri bestsellers, sono forse riusciti ad imprimere il mio nome nella memoria delle persone molto più di tutto quello che io abbia mai fatto".
Ecco come la cultura popolare si nutre di se stessa : quando è stata girata la versione cinematografica de "Il Diario di Bridget Jones", Firth ha avuto il ruolo di Mark Darcy. Anche qualora questo film non avesse messo insieme le figure di Colin Firth, Mr Darcy e Mark Darcy, molte persone avrebbero avuto comunque un po' di difficoltà a distinguere i tre. Carrie Gardiner, maestra in una scuola elementare di Rhode Island, felicemente nonna e webmaster del sito Firthfrenzy.com, dice di sentire un legame speciale con Firth e con entrambi i Darcy.
"Io parteggio per Colin" spiega. "Voglio che Mark Darcy conquisti Bridget. Provo pena per Mr Darcy quando Elizabeth rifiuta la sua proposta di matrimonio. Questo Darcy in passato così orgoglioso ora si sente a disagio, imbarazzato, vulnerabile ed il mio cuore allora non può far altro che schierarsi dalla sua parte."
Il regista Oliver Parker paragona Colin Firth alle grandi star della Hollywood dei tempi d'oro, ad attori come Henry Fonda e James Stewart. "Colin trasmette l'impressione di un quieto riserbo unito ad una grande forza di carattere. Dietro al personaggio che appare sullo schermo c'è un attore che coniuga intelligenza e spirito ad una naturale modestia" dice Parker. " Più tempo passi con lui sul set e più hai voglia di conoscerlo meglio come uomo".
Pur essendo una persona che suscita così tanti apprezzamenti positivi, Firth riesce ad essere perfettamente credibile anche nel rappresentare personaggi spiacevoli. Ne "Il Paziente Inglese", aveva il ruolo del marito paffuto e noioso di Kristin Scott Thomas : come rimproverarla di averlo tradito con il bell'esploratore Ralph Fiennes? Due anni dopo, nel 1998, nel film "Shakespeare in Love", lo spregevole aristocratico interpretato da Firth, Lord Wessex - da lui stesso definito come "l'esatto opposto di tutto quello che il film esalta" - veniva sconfitto in amore da un altro Fiennes, Joseph, che aveva il ruolo dell'innamorato Will Shakespeare.
"Penso che Colin ami davvero recitare" dice Hornby. "So che può sembrare una cosa un po' ovvia e banale da dire, ma io conosco un mucchio di attori che sono invece molto più interessati a diventare delle star cinematografiche. Parecchi di loro non avrebbero mai accettato quella parte ne "Il Paziente Inglese".
Al contrario di Firth che è felicemente sposato con una produttrice cinematografica italiana, Fitzwilliam Darcy è invece un ottimo partito. Dopo "Orgoglio e Pregiudizio", l'attore ha ricevuto molte lettere che hanno indicato come il fascino di Darcy sia andato oltre la semplice attrattiva romantica e sessuale. "Alcune lettere sono state scritte da signore di una certa età che mi confessano che gli ho intensamente ricordato i loro padri ormai defunti", dice Firth. L'attore ha cominciato a chiedersi se Darcy non sia stato una sorta di presenza rassicurante per tutte quelle donne che sentono vivamente la mancanza di qualcuno.
Ma forse questo personaggio stimola anche un altro tipo di coinvolgimento. Firth ha ricevuto una volta una lettera da parte di una psicologa svizzera che affermava che Darcy poteva ricordare in un certo senso il Dio dell'Antico Testamento." Secondo lei Darcy è quasi un archetipo religioso: prima si mostra implacabile e severo, pronto a respingere ed a punire, ma poi sa diventare benevolo, amorevole e generoso".
"In qualsiasi modo tu la veda, la trama del romanzo rende la figura di Darcy irresistibile" dice Firth. "Ho letto il libro ed anch'io non ho potuto non innamorarmi di questo personaggio".
Alona Wartofsky
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