Firthissimo - Articoli

by Anto




 


Primo tra i Primi



L'ombroso Mr Darcy ha scambiato la sua camicia bagnata con pannolini, felicità domestica e tante commedie brillanti.
Ma Colin Firth potrà mai dimenticare il suo primo amore: i film drammatici?



The Times, Gran Bretagna
25/08/2002

"Guardi, le donne non mi si sono mai gettate addosso" afferma meditabondo Colin Firth. "Alla fine mi dicono sempre che per la mamma o per la zia sono stato uno splendido Mr Darcy e questo non è che sia molto eccitante. Non sono uno che provoca reazioni incontrollate ed esagerate nel sesso femminile : non che abbia mai avuto grandi problemi nel trovare una ragazza, ma non mi è mai successo di entrare in una stanza e di far girare la testa a qualcuno".

Come ha fatto Firth a conquistare il titolo di sex-symbol visto che non sembra essere un tipo né impetuoso né particolarmente focoso, ma solo un uomo piacente che si limita a sorridere in modo gradevole? La macchina da presa e tutto il mondo che le gira intorno lo hanno in un certo senso trasformato, regalandogli un aspetto più giovane ed un animo d'altri tempi. Lui ha imparato bene a dare l'impressione di un'apparente tranquillità che vada a celare però uno spirito appassionato, con l'espressione grave del volto che lasci intravvedere un oceano di virile sopportazione.

Il regista Oliver Parker ha fatto un uso sapiente degli sguardi penetranti di Firth e della reazione femminile ad essi ne "L'importanza di chiamarsi Ernesto" dove l'attore interpreta il segretamente gaudente Jack Worthing. "Deve essere verosimile che Gwendolen si innamori seriamente di Jack sennò non sarebbe altro che una ragazza civettuola con un modo alquanto strano di concepire l'amore " dice Parker.

Dai tempi di Samantha Fox, nessun altro che indossasse una camicia bagnata è stato tanto sognato e desiderato quanto Firth : tutto questo lo spaventa o lo diverte?L'attore ride :"E' una cosa che fa abbastanza piacere, ma,a dire la verità, non ho mai pensato di essere particolarmente attraente". Ma va là. Barnaby Thompson, il produttore di "Ernesto" e della nuova commedia romantica di Firth "Hope Springs", continua a dire che quando l'anno scorso "People Magazine" lo ha messo nella lista delle "50 persone più belle del mondo", Colin se ne andava in giro tutto compiaciuto ed esultante.Al nostro incontro oggi , Firth si presenta alto e snello in jeans neri e maglione,con l'aspetto affascinante,ora tanto di moda,di uno che sembra dirti "Benvenuto all'anteprima del mio film" e con un sorriso attraente ed accattivante su cui pare che per fortuna nessun dentista di Beverly Hills ci abbia messo mai le mani.

L'idea di sottoporsi ad un qualsiasi intervento di chirurgia plastica sembra "far venire i brividi" a quest'attore che è arrivato serenamente ai 40 anni,interpretando ruoli da protagonista in commedie piacevoli e diventando sempre più ricco.Cominciano anche ad apparire le prime rughe, ma quando mai questo è stato d'intralcio alla carriera di un attore? Uno dei sogni di Firth è di poter recitare nel ruolo di Heathcliff in "Cime Tempestose".

E' davvero raro trovare un attore che rida di cuore alle tue battute e Firth non fa solo questo, è anche gentile ed affabile con la guardarobieria che gli porta il costume di scena esattamente come lo è con i giornalisti. (Non come Kevin Costner -dice uno dei tecnici- che è tutto sorrisi con la stampa e poi si trasforma con la troupe in un rompiscatole, come fa anche Kevin Spacey..) E perchè Firth non dovrebbe essere di buon umore in questo momento particolarmente felice della sua vita? Gira voce che i suoi due nuovi film, entrambi coproduzioni americane, lo lanceranno nell'olimpo delle star di Hollywood; dopo anni di appartamentini e di frigoriferi vuoti, è andato alla fine a vivere in un elegante villetta ad Islington; ed infine, dopo alcune esperienze sentimentali su cui la stampa ci ha ricamato sopra, si è recentemente ed irrevocabilmente dedicato ad una tranquilla vita matrimoniale.

Sua moglie, l'italiana Livia Giuggioli, una produttrice di documentari più giovane di lui di circa dieci anni, ma "molto più sicura e solida di me", ha dato alla luce un bambino, Luca, nel marzo del 2001. Firth ha avuto un altro figlio,William, dall'attrice Meg Tilly.
"Non ho bisogno di un consulente per il mio lavoro",dice sorridendo Firth,ormai tranquillo padre di famiglia," mi basta parlare con mia moglie. Sta andando a lavorare in una casa di produzione cinematografica e la sua capacità di scoprire da quali libri o sceneggiature si possano trarre buoni film sarà d'ora in poi argomento di conversazione tra di noi ". Lei allora è felice in questo momento ? "Sì. L'ho sempre desiderato....a dir la verità, non credevo di poterlo essere così tanto, mi bastava arrivare ad un discreto livello di soddisfazione nella mia vita. Avere Luca invece è stato splendido, in assoluto la cosa più bella e più importante che potesse capitarmi. La mia vita ruota intorno ai miei due figli. Tutto il resto passa in second'ordine".

Ci incontriamo a Battersea Park a Londra sul set della commedia della Warner Brothers "American Girl", remake del film di Vincent Minnelli "The Reluctant Debutante".E' il primo film che Firth gira dopo sette mesi di pausa, mesi fatti di notti insonni e di cambi di pannolini ; eppure, nonostante questo, l'attore sembra molto poco eccitato di far parte di una così grande produzione che ha la sua base operativa a Los Angeles.
"E' un buon film" dice un po' freddamente Firth, "ci sono anche Eileen Atkins e Jonathan Pryce". Ma leggendo tra le righe, pare di capire che lo abbia girato solo per denaro e per restare vicino a casa. In questo periodo, non esce il sabato sera, preferisce farlo il martedì quando non c'è in giro nessuno.Cerca di avere una vita tranquilla e di evitare quindi uscite inutili al di fuori della zona residenziale in cui vive.

"Sto tentando di fare delle scelte che aiutino la mia famiglia e che diano stabilità" dice,conoscendo molto bene i vantaggi di questo tipo di accortezza ed anche il suo prezzo, visto che è tormentato dal fantasma delle sfide recitative che avrebbe dovuto continuare a perseguire.Un tempo temeva che gli agi borghesi potessero indebolire la sua vena creativa,ora invece ha una visione più pragmatica.
"Se devo andare da mio figlio William in California, me lo posso permettere.Non ho delle scadenze o uno programma prestabilito per vederlo: devo crearmi degli spazi solo per lui, scegliere quindi di non lavorare in quel periodo".

Fino a non molto tempo fa, Firth non era considerato adatto ai ruoli brillanti, era troppo tenebroso, troppo imprevedibile, un volto affascinante da fotografare, ma non proprio l'ideale per far divertire.Ora invece lo stanno sommergendo di sceneggiature per commedie e di proposte economicamente vantaggiose e diventa così sempre più difficile ricordarselo nel ruolo del veterano malato della guerra delle Falklands che interpretò così magistralmente nel film drammatico "Tumbledown" del 1989.All'epoca vinse un Bafta per quest'interpretazione e desidera ancora cimentarsi in ruoli così intensi. Ammette di aver invidiato a volte Ralph Fiennes: avrebbe fatto i salti mortali per avere il suo ruolo nel film "The End of the Affair"(n.d.t. credo sia "Fine di una storia" con Julianne Moore). "Per ora quello che sto facendo mi serve a pagare le tasse, mi piacerebbe però tornare ad avere dei ruoli drammatici". Lo farà? "So bene cosa dice la gente: "Perchè si dà alla commedia? Sta facendo delle pessime scelte.Sarò costretto ad andare controcorrente se voglio davvero cambiare direzione. E' come voler far virare di 360 gradi un transatlantico".

Uno dei suoi aneddoti preferiti sul mondo dello spettacolo riguarda il viaggio che George Bernard Shaw fece ad Hollywood negli anni '20 per incontrare il produttore Samuel Goldwyn.Dopo 3 giorni di permanenza nella mecca del cinema, Shaw comunicò al suo ospite che non avrebbero mai potuto lavorare insieme.Quando il magnate gli chiese sorpreso il perchè, lo scrittore rispose: "Perchè tu sei interessato solo all'arte, mentre io solo al denaro". Per Firth, questa inversione di stereotipi la dice lunga sul clima di "distensione"cinematografica in atto tra Inghilterra ed America e l'attore ha già attraversato l'Atlantico, l'oceano che separa i soldi dall'arte.

Firth ha quasi sempre lavorato sin dal momento in cui lasciò il Drama Center, la sua scuola di recitazione, nel 1982 ed andò a recitare nello spettacolo rivelazione dell'anno "Another Country" di Julien Mitchell in cui sostituì Rupert Everett nel ruolo della futura spia Guy Bennett. "E' stata una magia che non si è mai più ripetuta.Tutto il clamore provocato da "Orgoglio e Pregiudizio" non è nulla in confronto. Ero un perfetto sconosciuto e tutti sembravano dubitare delle mie capacità recitative ed all'improvviso mi sono ritrovato con mio padre che faceva foto alla locandina del mio spettacolo a Finsbury Avenue".

Il suo insegnante, il regista teatrale Christopher Fettes, definì il suo pupillo "un giovane Paul Scofield" e lo mise in guardia sul pericolo di diventare solo un idolo per le donne, cosa di cui correva fortemente il rischio."Se solo avessi seguito il suo consiglio..." sembra rimpiangere Firth ormai attore di successo.Il suo Amleto è stato l'unico che il Drama Center abbia mai messo in scena e viene ancora ricordato dal pubblico come "incredibilmente cupo, ma molto affascinante". L'anno scorso purtroppo, il progetto di reinterpretare quel ruolo sotto la regia di Fettes è stato accantonato per far posto alla lavorazione del film "Hope Springs". Le dispiace non avere la possibilità di esprimere a pieno il suo potenziale drammatico?"Mah, vede...probabilmente Christopher aveva ragione".

Una volta entrato a far parte del cast di "Another Country", il giovane attore si ritrovò in una situazione per lui imbarazzante: tutti i suoi ex-compagni della scuola di recitazione erano disoccupati oppure lavoravano in spettacoli meno prestigiosi e si aspettavano che lui sarebbe improvvisamente cambiato nei loro confronti." Ho dovuto offrire da bere a tutti per molto tempo.
Dovevo poi essere esageratamente umile perchè, se avessi per esempio dimenticato di richiamare telefonicamente qualcuno, questa non sarebbe stata considerata una distrazione, ma la prova che "mi stavo montando la testa". In fondo era solo una dannata rappresentazione teatrale!".
Per quanto riguarda la versione cinematografica, i giovani attori ,per lo più provenienti da buone famiglie, più che essere viziati e coccolati amorevolmente dalla produzione, furono invece quasi sottoposti alla rigida disciplina di un campo scuola. Fu così per tutti tranne forse che per il sofisticato e raffinato Rupert Everett che già allora aveva la capacità di saper "trarre il massimo piacere dalle situazioni" e che riuscì ad intimidire ed a ridurre al silenzio il giovane ed entusiasta Firth.Tre anni più tardi l'attore ricevette l'offerta che pensava avrebbe cambiato la sua vita: interpretare il ruolo del protagonista nel "Valmont" di Milos Forman del 1989 sul cui set incontrò e si innamorò di Meg Tilly.

Oscurato dall'altro film tratto dall'opera di Laclos, "Le relazioni pericolose", uscito quasi in contemporanea, ma molto più pubblicizzato,"Valmont" fu un flop e Firth, andato a vivere nelle foreste della Columbia Britannica in Canada, cominciò a domandarsi se avrebbe mai ripreso a recitare.Se a volte sembra che accetti delle parti insignificanti, non lo fa solo per interesse; penso invece che a guidarlo sia anche il ricordo di quegli anni di solitudine reale e metaforica.Arrivò persino a scrivere ai teatri di Vancouver, inviando il suo curriculum ed offrendosi di organizzare dei laboratori teatrali per bambini o qualsiasi altra attività connessa alla recitazione, non gli rispose però mai nessuno.

Ma questo era il passato.Ora invece è ritornato a Vancouver per girare "Hope Springs" con Minnie Driver e Heather Graham, come protagonista di una grande produzione. Il film è basato sul romanzo "New Cardiff" scritto da Charles Webb, autore anche de "Il laureato". E' stato lo scrittore Nick Hornby, grande amico di Firth, a suggerirgli di prendere parte a questo film perchè lo vedeva perfetto nei panni del personaggio principale del libro, Colin. Le è sembrato strano recitare usando il suo vero nome? "Sì, un po', anche se come tutti sanno, in realtà il mio vero nome è Mr Darcy" dice scherzando Firth. Il film è una commedia sentimentale che parla di un pittore inglese che lascia Londra dopo essere stato abbandonato dalla sua fidanzata e si rifugia nel paese di Hope Springs, nel Vermont. "Non mi è mai successo di salire su un aereo e scapparmene via" dice, "ma mi sono spesso allontanato mentalmente da alcune situazioni. Preferisco comunque essere lontano quando escono i nuovi film perchè sono un tipo un po' ansioso".Quando fu trasmesso "Orgoglio e Pregiudizio" per esempio, si trovava in Sud America, ma chiamava casa per sapere se il programma andava bene e se lui stava davvero diventando l'idolo delle casalinghe, domandandosi poi se fosse il caso o meno di rientrare in Inghilterra.

Firth ha recitato per la prima volta con Minnie Driver nel classico russo "Chatsky" messo in scena all'Almeida Theatre nel 1993 ."Rivendico il merito di averla scoperta" sostiene scherzosamente "anche se mi odierebbe sentendomelo dire". La giovane attrice aveva all'epoca 23 anni e Firth convinse il regista Pat O'Connor a farle un provino per il film "Circle of Friends",che fu poi il primo successo cinematografico della Driver. Il loro rapporto giocoso e scherzosamente caustico non è cambiato con il passare degli anni e nella melassa sentimentale di "Hope Springs" fa l'effetto di un piacevole e rinfrescante spruzzo di succo di limone.

Imbattersi di nuovo in Rupert Everett ne "L'importanza di chiamarsi Ernesto" era potenzialmente una faccenda molto più complicata. A parte un rapido incontro sul set di "Shakespeare in love", erano passati 18 anni dal loro debutto cinematografico senza che si vedessero e Firth il neofita era diventato la star più acclamata e famosa tra i due. "Sul set di Another Country ero terribilmente serio e zelante e Rupert mi trovava un tipo noiosamente ottuso. Mi ricordava come "un socialista rivoluzionario che suonava la chitarra in modo spaventoso e che aveva intenzione di dare in beneficenza il primo mezzo milione di sterline guadagnato".Pare che solo il giudizio sulle qualità musicali di Firth sia stato un po' duro.

Conoscendo i rischi delle "polverose" ed antiquate commedie in costume, Firth si è dato da fare per modernizzare e portare una ventata d'aria fresca in "Ernesto", descritto dal suo autore Oscar Wilde "come una delicata e fantasiosa bolla di sapone". Questa versione della commedia è distribuita dalla Ealing Label ed è la prima realizzata dopo 50 anni. Il film di Parker si presenta effettivamente molto bene con Firth che interpreta un Jack adeguatamente misurato e gli intrecci amorosi inseriti all'interno di una magica cornice bucolica che ricorda quella di "Sogno di una notte di mezza estate". E' stato proprio nel bel mezzo della conferenza di presentazione di "Ernesto" alla stampa americana che Firth ha fatto i suoi commenti da prima pagina sull'Inghilterra analfabeta di Tony Blair. L'attore scuote la testa facendo finta di essere disperato: "Temo purtroppo che Mr Darcy non diventerà mai l'ambasciatore culturale di Blair negli Stati Uniti, non le pare?".

Dopo aver sopportato per ore i giornalisti che non facevano altro che ripetere che l'Inghilterra era un paradiso culturale ("Deve essere stato difficile per Reese Witherspoon lavorare con voi" ripetevano "perchè avete tutti frequentato Oggsford...)(n.d.t Oxford??), alla fine Firth è sbottato dicendo che raramente i suoi compatrioti se ne vanno in giro vestiti di tweed declamando versi di Shakespeare e che in realtà la maggior parte di loro neanche li comprendono. "Sono d'accordo con Carol Vorderman - Shakespeare può risultare noioso da morire se non si ha la voglia o la passione di immergersi nella bellezza dei suoi versi e se non si hanno le basi per avvicinarsi alla sua opera nella maniera migliore possibile". Ma l'errore dei giornalisti era comprensibile. Firth, proprio come Sir Laurence Olivier, è sempre stato considerato molto più snob di quanto in realtà sia."Another Country" gli ha cucito addosso questo ruolo e la pronuncia curata che ha sostituito il suo accento West Country ha confermato quest'impressione. Ma non è così.

Firth è il primogenito di due assistenti universitari di discipline umanistiche (suo padre era lettore in storia e sua madre in religioni comparate) che hanno trasmesso ai loro tre figli l'amore per la lettura e per la conversazione, evitando che perdessero troppo tempo davanti alla Tv. Anche suo fratello minore Jonathan e sua sorella Kate si sono dedicati alla recitazione: il primo lavora spesso e bene anche se non ha mai raggiunto il grande successo, la seconda, prima di dedicarsi ad altro, ha anche recitato nell' "Hedda Gabler" allestito dallo Stabile di Sheringham. I Firth sembrano essere un clan indipendente ed i rapporti tra i loro componenti sono chiari e privi di falsi formalismi. A dire la verità, Colin non ricorda neanche in che scuola stia insegnando ora suo padre, ma sembra molto orgoglioso del fatto che le sue esperienze cinematografiche abbiano spinto il genitore a tenere un ciclo di conferenze sul tema "La Virilità nei Film Americani" nell'ambito del suo programma di scienze sociali.

Da bambino, Firth visse un anno in Nigeria perchè i suoi genitori, entrambi provenienti da famiglie di missionari metodisti, erano andati lì ad insegnare ; un altro anno lo passò a St. Louis negli Stati Uniti dove venne mal visto ed emarginato a scuola dai compagni. Nessuna di queste due esperienze aiutò Firth ad ambientarsi meglio nell'odiata scuola media di Winchester (UK). "Non avevo nessuna voglia di crescere e di indossare una divisa.Volevo essere un rockettaro".
A dieci anni fu colpito da Marc Bolan che cantava "Hot Love" nel programma Top of the Pops. "Ripensandoci, mi rendo conto che mi sentivo davvero attratto fisicamente da lui. Mi piaceva il suo look androgino, i suoi vestiti pieni di lustrini ed i suoi boccoli". Si comprò una chitarra, ma dalle lezioni di musica che gli fecero prendere i suoi genitori, imparò solo a suonare cose del tipo "Lord of the Dance" e "Kumbaya" per cui ben presto le interruppe.
"Se qualcuno mi avesse detto a sedici anni che sarei stato in seguito considerato una persona chic, gli avrei risposto che era proprio impossibile". La sua salvezza furono le lezioni di recitazione del sabato e poi un posto al Drame Centre di Londra dove il giovane attore apprese il metodo Stanislavsky. All'epoca, Firth si vedeva adatto a recitare in piccoli film coraggiosi ed a basso budget ; quando uscì "Scum", per esempio (ndt. E' un film inglese del 1979 ambientato in un riformatorio giovanile), pensò che era proprio il tipo di film a cui avrebbe voluto prendere parte. Era un osso duro allora... "No, ero troppo gracile e debole per essere un duro, ma c'erano molti ruoli da ragazzetti punk della classe media che avrei potuto perfettamente interpretare".

Alla fine è diventato famoso grazie ai drammi in costume e non rappresentando la realtà odierna dei bassi fondi. All'inizio aveva timore di interpretare "Orgoglio e Pregiudizio" : la televisione lo avrebbe fatto entrare nelle case di mezza Inghilterra, con il rischio di farlo diventare famoso e di essere criticato. "Mi piace ricevere complimenti, ma non ho mai aspirato a diventare troppo famoso perchè si corre il rischio di essere riconosciuti anche dalle persone che non ti sopportano".
Si mise a leggere "Alta fedeltà" di Nick Hornby più o meno nel periodo in cui veniva trasmesso "Orgoglio e Pregiudizio", proprio quando stavano per cominciare le riprese di "Febbre a 90°", un film tratto da un altro romanzo di Hornby. "Fino a quel momento, avevo sempre disprezzato tutto ciò che ritenevo convenzionale.
C'è un personaggio di "Alta fedeltà" che suona in un gruppo d'avanguardia; trema all'idea di essere stato ingaggiato per esibirsi in una banale festa, ma quando un suo amico della band, sempre terribilmente pretenzioso, attacca a suonare la popolare "Twist and Shout" dei Beatles, il ragazzo si sente sollevato. Io ho provato la stessa cosa. Ho smesso di darmi delle arie e mi ha fatto davvero piacere potermi dedicare al semplice intrattenimento e sentirmi dire dalle persone per strada che apprezzavano quello che facevo. Mi piace Mr Darcy, davvero! Ora riesco finalmente ad apprezzare anche quello che è canonico e tradizionale!".

Ora che le offerte cinematografiche fioccano, si allontana sempre di più la prospettiva, un tempo molto probabile, di una carriera scandita da interpretazioni di buon livello e rigorose, ma destinate a passare inosservate; Firth potrà invece ritornare sul palcoscenico come una grande star con tutta la pubblicità che questo comporta, ma il teatro non sarà più il suo mondo. Ma per lui questo è un problema? In realtà, sebbene si mostri rilassato e di buon umore, non credo sia così sicuro di sapere cosa voglia veramente oltre all'essere stimato ed ammirato per il suo lavoro ed al prendersi cura della sua famiglia. Ma forse, a livello latente, l'avvertimento del suo insegnante contro i pericoli di un successo effimero ha messo radici. Ci sono momenti, soprattutto quando parla di un suo ritorno a ruoli più drammatici, in cui appare un po' frustrato, persino malinconico.

Se si discute di politica con lui per 5 minuti, se ne capisce subito il perchè. Firth è un liberale vecchio stampo che organizza campagne a favore dei rifugiati politici e dei diritti delle minoranze. In questo periodo per esempio, "sta battendo" tutta la zona dove abita, Islington, alla ricerca di una scuola pubblica dove poter mandare suo figlio Luca quando sarà più grande. Per Firth, fargli frequentare una scuola privata vorrebbe dire andare contro i propri principi e così, vista sotto questa luce, la ricerca di una scuola media per un bambino di 14 mesi sembra essere perfettamente ragionevole.Ma se tutti i suoi sforzi fallissero? "Luca potrebbe andare a scuola a Roma e noi ci trasferiremmo là con lui". L'attore continua tenacemente ad utilizzare il servizio sanitario pubblico, sebbene suo figlio sia nato in Italia. " In occasione del parto, mia moglie ha preferito soffrire e lamentarsi in italiano" dice ridendo e poi mi chiede di non trascrivere questa frase, ma mi spiace Colin, è troppo carina per non riportarla.

Firth dice di non avere altra ambizione se non quella di essere amato ed apprezzato dal pubblico per la sua bravura e le sue capacità interpretative. Quasi quasi vorrebbe davvero sparire dalla circolazione per 10 anni e ritornare poi alla ribalta, grasso e vecchio, interpretando ruoli da caratterista.
"Voglio fare tesoro di tutto quello che i capita ; le parti sono molto più interessanti per un attore di mezza età. Già quando avevo 23 anni, mi sentivo frustrato nell' interpretare ragazzetti un po' stupidi; se invidio l'aspetto fisico di qualche attore, è quello di Spencer Tracy o di Gene Hackman, uomini non più giovani, con le rughe, ma con facce che ti comunicano qualcosa di profondo".

Il suo prossimo progetto tuttavia è "di pura routine", anche se bisogna ammettere che il debutto da regista di Richard Curtis, "Love Actually", sia una commedia deliziosamente leggera e molto divertente: il vero amore di Bridget Jones non potrebbe essere più contento visto che torna a recitare a Londra con gli attori inglesi più prestigiosi ed alla moda. Nel film ci sono battute formidabili, un lieto fine, eppoi Emma Thompson, Hugh Grant e un Liam Neeson - dice Firth- "davvero irresistibile". Colin fa la parte di un uomo che, tornando da un viaggio, viene a sapere che la sua ragazza va a letto con il vicino di casa. "Sbrigati" dice lei al suo amante, "quel testa di ***** sta per tornare". Firth sorride pensando a questa nuova sfida recitativa, ma probabilmente in quel frangente gli sarà impossibile assumere la solita aria assorta e magneticamente distante che conosciamo così bene.

Lesley White

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