Firthissimo - Articoli

by Cris




 


Colin al Montone Film Festival, ovvero avrei preferito dargli le chiavi di casa mia!




Ok. Niente panico. Ce la posso fare.
Il venerdì pomeriggio, rientrando a casa dall’ufficio, pronta a preparare la valigia che mi accompagnerà in Umbria, ricevo la prima telefonata dalla mia compagna di viaggio, Adri, che, inquieta come non mai, mi comunica che il paese in questione, quello in cui domani vedremo Colin, uno dei borghi più belli d’Italia (e chi se ne importa? Direte voi!) non è vicino Città della Pieve, come le avevo detto (ma io giuro solennemente di non averlo mai fatto!), ma vicino Città di Castello e dunque ad una distanza doppia rispetto a quella che lei si aspettava.

           Ovviamente, dovendo lei guidare, non posso che tentare di calmare l’ira funesta della Adri dicendole che la distanza è assolutamente la metà e che posso mettermi anche io alla guida (chi mi conosce bene sa che odio guidare, quindi vuol dire che a questo Montone FF ci tengo proprio parecchio…). Rabbonita e tranquillizzata sulla distanza, Adri, che, per inciso, non voleva rifiutarsi di andare (ma quando mai?), ma semplicemente proponeva di partire quella sera stessa, mi rivolgo alla valigia. Chissene dei vestiti e di tutto il resto, la prima cosa che vola in valigia è il DVD di P&P, che ho intenzione di far firmare a Mr. Firth, e la seconda è la macchinetta fotografica con la quale spero di scattare qualche bella foto di lui, ma che, soprattutto, spero mi immortali con Colin.

Decido, guardando il DVD, che lui dovrà (non so chi mi dia tanto sicurezza!) firmare sul vestito di Lizzy, l’unico spazio bianco della foto, e spero di avere a portata di mano una penna quando arriverà il sospirato momento.
Già che ci sono, pensando all’ambito autografo, mi rifornisco di penne e pennarelli, tanto per non essere sprovvisti dell’essenziale che distingue una fan in missione speciale da una turista capitata lì per caso, una parte che il buon senso, domani, mi inciterà più di una volta a recitare, anche se con scarsi risultati.

Il mattino dopo, nel giorno fatidico, abbiamo molta strada da fare prima di arrivare a Montone e io e Adri (Anto ci raggiungerà più tardi proprio là) ce la prendiamo con molta calma, arriviamo al paese (che scopriamo gradevolmente fresco) e, in albergo, entrambe estraiamo dalla valigia le “poche” cose che abbiamo portato: cimeli e foto da far firmare, vestiti, trucchi e quant’altro, perché ci teniamo a fare bella figura! E se non ci fosse stata una certa Mrs. Firth ce l’avremmo anche fatta! :-)
Partiamo poi in avanscoperta, in attesa del resto del gruppo, per vedere i luoghi dove avverrà il mitico incontro tra noi e Colin (o meglio, dove si svolgerà la cerimonia di consegna delle chiavi) e scopriamo con vero e sommo piacere che la piazzetta (Piazza Fortebraccio, per l’esattezza) dove si svolge il Festival è più piccina di quella di Capri e che quindi il nostro sarà veramente a portata di braccia, orecchie e insomma, di tutti e cinque i sensi, sempre ammesso che lassù qualcuno ci ami!

Per il pranzo una piccola pizzeria è il posto migliore per ristorarci e fare domande pratiche: “Ma quante persone intervengono di solito?” “Quali sono i posti migliori” e via dicendo. Sia io che Adri cerchiamo di mantenere un’aria indifferente, ma quando la padrona del locale ci dice che, sicuramente, stasera ci sarà un bel po’ di pubblico perché interverrà un personaggio famoso, entrambe ci sciogliamo come neve al sole ammettendo che siamo venute da Roma proprio per vedere questo attore che lei dichiara beatamente di non conoscere! Oltraggio! :-)
Con molta cortesia la ragazza ci informa anche che ci sarà un rinfresco dopo la consegna delle chiavi e che lei si occuperà di alcuni piatti da servire. E’ per puro spirito altruistico che Adri si offre immediatamente di aiutarla a portare i vassoi, specie nei paraggi dell’ospite d’onore! Mentre mangiamo abbiamo sempre l’occhio rivolto alla strada, nel caso l’attore famoso (o presunto tale, se si vuole dare credito alla giovane pizzaiola) si aggiri già per le piccole vie del paese di cui riceverà le chiavi.
Naturalmente di Colin nemmeno l’ombra e si avvicina intanto l’ora dell’arrivo di Anto, che dobbiamo andare a recuperare nella vicina stazione ferroviaria. Là, una volta giunto il trenino che porta la 3° firthessa del gruppo, ci sediamo a sorseggiare bibite ghiacciate e a chiacchierare del più e del meno ( e chi ci crede? Abbiamo parlato sempre e solo di Colin e di quello che ci aspetta), in attesa che il fotografo apra il negozio e Adri possa comprare le batterie per la sua mitica macchinetta fotografica, che giocherà nel giro di poche ore un ruolo fondamentale.
Dopo aver rifornito la macchinetta delle necessarie pile si va in albergo per far ristorare Anto e iniziare a prepararsi per la serata: truccate e sistemate, siamo quasi pronte per uscire quando squilla il mio telefonino: è la Sere che, con la sua amica Silvia, è già

           in piazza ed è stata letteralmente “spiazzata” (il gioco di parole è d’obbligo) dalla sublime presenza di Livia Firth, che a breve anche il gruppo romano e suo concittadino avrà il piacere di ammirare. Dieci minuti dopo la telefonata di Sere saliamo rapidamente verso la Piazza e, appena arrivate, la presenza della bella Mrs. Firth mi agita anche di più. Non che voglia sostenere il confronto, ovvio, e mi era sempre parso altrettanto ovvio che lei ci sarebbe stata, ma si dà il caso che il magone che mi si è bloccato a metà stomaco non vuole decidersi a lasciarmi e solo dopo due bicchieri di ottimo vino bianco ghiacciato sarò un po’ più padrona della situazione (peccato che due bicchieri di vino dopo Colin è già arrivato e io ho già perso la mia bella occasione per evitare figuracce).
Passiamo circa una mezz’ora nella trepidante attesa che arrivi anche Daman, perché va bene la moglie, va bene il figlio, e magari pure i suoceri (che sono arrivati nel frattempo), ma a noi cosa ci importa di loro se loro non sono accompagnati?:-)
Mentre decidiamo cosa fare e come agire all’arrivo del nostro contattiamo le vicine di tavolo, che ostentano un’aria indifferente, tradendosi però con sorrisi e sguardi nella nostra direzione: capiamo rapidamente che si tratta di firthesse. Alla fine ci presentiamo e si scopre che la capo-squadra è proprio Viviana, che sul Circolo aveva scritto che sarebbe venuta a Montone.
Tra una chiacchiera e l’altra, con l’orecchio rivolto al tavolo di Livia e l’occhio a 360° che ruota per tutta la piazza si fanno le 18.15 o giù di lì ed è a quel punto che si scatena il pandemonio: COLIN STA ARRIVANDO IN PIAZZETTA!!!
Arriva scendendo le scalette del paesino, ma io lo vedo solo quando si avvicina al tavolo della sua famiglia, bello come il sole! Indossa pantaloni beige, camicia nera e scarpe nere (molto belle) è molto più alto di quanto mi aspettassi, un po’ abbronzato, con un bel sorriso stampato in faccia. Dopo aver fatto cenno ai suoi si sposta nella parte bassa della piazza per l’intervista a Raisat.
C’è un breve momento di indecisione della serie: andiamo, non andiamo? Ma in breve tutte le firthesse eccetto me si precipitano più vicino possibile a Daman: Adri, impavida ed intrepida, si piazza a due metri da lui su un muretto (che sembra stare lì appositamente!) a scattare foto e a godere della bellezza del nostro uomo (citazione da WS) e intanto si rivelano nella piazza molte altre firthesse che fino ad allora si erano tenute in incognito, accompagnate da fidanzati imbarazzati, ma armati di macchine fotografiche per immortalare le loro signore con Colin.
Io aspetto fiduciosa di trovare finalmente il coraggio di agire, ma intanto sono rimasta a guardia delle borse delle intrepide firthesse che si sono avvicinate a Colin, mentre la mia è ancorata alla mia spalla e contiene il prezioso DVD di P&P. Ad un certo punto rompo ogni indugio, finisco il mio vino per darmi coraggio e, incurante della timidezza, della figuraccia che sto per fare e anche del fatto che tutta la famiglia di Colin mi osserva, mi lancio anche io nella mischia.
Raggiungo Mr.Firth e colgo l’occasione per avere l’autografo, lo prego di scrivere sul vestito di Lizzy, che è l’unica cosa bianca della copertina e lui sorride per la mia solerzia nel voler indicare una cosa ovvia, ma è meglio precisare, perché non si sa mai quando mi potrebbe ricapitare.
Poi, noto con rammarico, lui sembra voler raggiungere i suoi e, devo dire, ne avrebbe tutto il diritto, ma io vorrei tanto avere una foto con Colin e a quel punto giunge in mio aiuto Anto, che gli chiede gentilmente quello che io non riesco a dire, aggiungendo, a motivo del mio mutismo, la timidezza (chi mi conosce sa bene che non sono per niente timida, ma davanti a Daman gli sconvolgimenti ormonali sono tanti e tali che all’improvviso mi sento davvero timida e soprattutto, imbranata). Lui, molto carinamente, anche se, devo riconoscere ancora, un po’ seccato, mi abbraccia per la foto (giuro che lo ha fatto lui, io mi sono limitata a seguire il suo esempio!) ed è a quel punto che mi sento in dovere di scusarmi per il disturbo. Colin a quel punto mi guarda e fa un sorriso che definire divino è poca cosa, la foto viene scattata e poi se ne va.
Tutte noi torniamo a quel punto al tavolo, e felici e soddisfatte aspettiamo che si svolga tutto il resto (consegna delle chiavi, discorsi di rito, rinfresco, proiezione) osservando il tavolo dell’ospite d’onore.
Prima della sfilata storica che porterà al momento della consegna delle chiavi di Montone a Messer Colin Firth io mi butto su un altro vinello, e al bancone del bar lo consiglio anche a suo suocero, che si è accorto che lo gradisco parecchio (il vino, naturally, ma anche suo genero, anche se questo non glielo dico).
Colin intanto ogni tanto volge gli occhi nella nostra direzione e mi becca più di una volta a guardarlo, sembra perplesso, non direi seccato o arrabbiato, poi capisco che vuole, probabilmente, essere lasciato in pace, perché la pierre del festival ci avvicina e ci dice che le indicazioni date dalla press agent di Colin per l’occasione sono chiare: NIENTE FANCLUB!
Poi la signora gentilmente ci solleva il morale proponendo di dire comunque alla temibile press agent che è presente il fanclub e il team del sito italiano, e di accordarsi con Colin perché prima della proiezione di P&P risponda a qualche domanda del pubblico.
L’idea sembra buona e iniziamo a preparare subito le domande.

La cerimonia è simpatica: Colin viene chiamato a ricevere le chiavi da Braccio Fortebraccio (o chi per lui) ed è a quel punto che si sente riecheggiare la mia voce più o meno per tutta la piazza: LA CAMMINATA!!! Le signore vicine sorridono e ammirano, poi, quando Colin riceve il cappello del solito Braccio io mi giro verso di loro e dico in maniera soddisfatta: “Noi con quel cappello lo abbiamo già visto!”(in “The hour of the pig” NDA). E’ forse la mia faccia da ebete che le trattiene dal ridermi in faccia, comunque non me ne accorgo e mi godo ancora, anche se un po’ da lontano (15 m.?) il resto della cerimonia.
Dopo c’è il rinfresco, con panzanella, crostini e sangria (che va ad aggiungersi ai miei vinelli precedenti!) e siamo tutte in fila a ristorarci dopo tante emozioni.
Cala la sera anche sulla piazzetta e tutto si prepara per la proiezione: le sedie vengono sistemate in modo abbastanza ordinato e noi firthesse ci ritroviamo casualmente (?) proprio in prima fila.


           Nel frattempo, una firthessa arrivata tardi, ma protetta da un angelo custode, riesce ad incontrare Colin qualche minuto in tutta tranquillità. (La ragazza mi ha poi gentilmente raccontato del suo incontro e permesso di inserirlo in questo racconto. GRAZIE COLONNELLO!)
La signorina in questione attende discretamente che Daman si conceda alle bimbe inglesi alla caccia di un suo autografo (gli amici di Colin scherzano con le ragazzine negando la sua popolarità, ma loro, impassibili, rispondono “But he’s famous”!) e si comporta in maniera molto professional, confermando tra le altre cose la buona educazione di noi fans italiane.
Colin firma con la sua solita gentilezza le due foto (una della nostra amica, l’altra di una firthessa del Team del sito) che lei gli porge, scattate con lui in una precedente occasione. Per firmare le foto lei scandisce bene i nomi (il suo, infatti, Colin l’aveva sbagliato, ma lei lo ha ovviamente scusato!) e lui le fa il verso ridendo. Mr. Firth si rivela quindi anche molto spiritoso! E per le fans (e nella fattispecie, per la fan vicino a lui in quel momento) è un vero piacere!
Comunque facendo l’autografo lui riconosce entrambe le firthesse e di fronte alla ragazza del sito si ricorda di Firthissimo (al quale ha fatto la dedica che si vede sulla Home Page); questo offre alla nostra amica l’occasione per spiegargli che noi del sito siamo piuttosto attente alla sua privacy e interessate alla sua carriera, perché in Italia i suoi lavori e le sue interviste sono difficilmente reperibili. Lui sembra anche colpito dal fatto che il sito si occupa della traduzione degli articoli (e qui i miei pensieri vanno a chi se ne occupa, tra mille altri impegni e problemi! Grazie!), insomma la nostra amica-giornalista ci fa fare una bella figura! E visto che è così carina e professionale al tempo stesso, la buona sorte la premia e, dopo la chiacchierata tranquilla e rilassata, la ragazza si becca due bei bacceti da Colin, niente male e well done.

Poi giunge il momento della proiezione di P&P, ma prima, le domande a Colin. Francamente ricordo poco sia delle domande che delle risposte, visto che armeggiavo con la mia macchina fotografica (che si lamentava di essere stata scarsamente utilizzata). Colin ha parlato sia in italiano che in inglese, alternandosi con la ragazza che faceva da interprete.
La domanda più briosa è quella su Fever Pitch: qualcuno gli domanda se sia divertito di più a girare questo film (in cui l’Arsenal vince la coppa d’Inghilterra, NDA) oppure per la vittoria della squadra di Mr. Ashworth (protagonista del film) nel campionato di quest’anno.
Se conoscesse il mitico Guzzanti Colin avrebbe risposto “La sèconda che hai detto”! Comunque ride e dichiara beatamente esattamente lo stesso concetto, ovviamente con parole diverse.
A parte questo intermezzo divertente Colin ha risposto comunque alle nostre domande in maniera carina, anche se dopo un po’ (le domande sono state circa una decina) ha cominciato a scalpitare guardando spesso nella direzione del suo tavolo.

L’ho capito sabato e lo capisco tutt’ora: è stato molto tempo in quella piazza, assediato più o meno educatamente dalle fans, ha concesso senza riserve il suo tempo a tutte le firthesse e alle ammiratrici che gli si sono avvicinate (anche quando era seduto in tranquillità al tavolo con la famiglia), facendo scattare le foto a Livia, che si è dimostrata in questa una ragazza disponibile e simpatica (oltreché molto elegante e bella).
Mi è piaciuto moltissimo anche il fatto che lei abbia fatto le riprese della consegna delle chiavi, dimostrando interesse e partecipazione per l’evento e non, come spesso fanno le persone celebri, ostentando indifferenza o, peggio ancora, superiorità.
Insomma, lui è un mito, gentile, educato e disponibile, ma anche lei ci fa la sua bella figura! :-)

Poi, quando inizia la proiezione gli occhi delle firthesse in prima fila si volgono spesso al suo tavolo, e fanno anche in tempo a godersi (grazie ad Adri che si dimostra “occhio di lince”!) la bella scena famigliare di Colin-paparino con il braccio dolcemente posato sulla spalla del giovane William: tenero e dolce quanto basta per strapparci il più lungo dei sospiri (della serie: fosse mia quella spalla!).
Ci godiamo P&P su grande schermo e dopo la prima puntata mi giro e mi accorgo che Colin è andato via, defilandosi nella direzione opposta a quella dalla quale è arrivato e senza che noi ce ne accorgessimo.
Anche noi, dopo un po’, torniamo in albergo infreddolite ma beate, camminiamo sulla nuvoletta ammirando le firme che Colin ci ha concesso su libri, DVD e foto. Nel vedere le dediche ad Anto e ad Adri mi rendo conto che non ho chiesto a Colin di dedicare l’autografo a Cristina, ma non importa, mi farò dedicare qualcos’altro la prossima volta…



Cris

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