Firthissimo - Articoli

by Basty




 


Genova per lui


Quattro attori in primo piano: dalle due recenti Coppe Volpi veneziane, Colin Firth (che dal 16 ottobre sarà sui nostri cinema con Genova) e Ksenia Rappoport (ne La doppia ora, dal 9 ottobre), a Eric Bana (nella sale anche con Un amore all’improvviso) e Adam Sandler insieme in Funny People (dal 16 ottobre). Tutti commedianti contraddistinti da una qualità: l’essere antidivi.


Film TV n. 40
11.10.2009



          
Chissà se adesso lo chiameranno “l’italiano”, Colin Firth. Perché da piccolo i genitori giramondo si trasferirono per qualche tempo negli Stati Uniti, a St. Louis, dove i compagni di scuola lo avevano soprannominato "l’inglese", oppure, in senso non gentile, "the limey", che ai più cinefili dovrebbe ricordare il miglior film di Steven Soderbergh. Tornato adolescente in Inghilterra, però, gli amici hanno cominciato a chiamarlo “l’americano”! Comprensibile un minimo di dissociazione, e comunque, per tagliare la testa al toro, l'attore tra Albione e gli States ha scelto... l'Italia. Dove nel 1997 si è sposato con la produttrice Livia Giuggioli e ha avuto due bambini. Colin Firth, l`inglese un po` americano e molto italiano, ha compiuto 49 anni lo scorso 10 settembre e ha avuto il più ambito regalo di compleanno (d)alla Mostra di Venezia: la Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile. Premiato per A Single Man, opera prima (molto lodata) dello stilista Tom Ford, mélo nel quale è un professore devastato dalla morte del compagno, deciso a farla finita pure lui. Dal 16 ottobre, invece, sarà nelle sale con Genova di Michael Winterbottom, altro melodramma su un amore perduto tragicamente. Dopo la morte della moglie, un docente universitario si trasferisce da un`amica nella città della Lantema insieme alle due figlie. Intorno a Via Del Campo, però, l'elaborazione del lutto assumerà contorni misteriosi e fantasmatici.
Per fortuna non solo insegnanti nella sua vita di attore. Come tanti interpreti britannici, anche Colin esordisce con il più classico dei testi del Bardo, Amleto. A teatro lo affronta giovanissimo, anche se ci tiene a ricordare che il primo impegno in assoluto fu in una recita scolastica nel Missouri, nel ruolo magico di Jack Frost, mitica figura dell'immaginario popolare anglosassone. Se dovessimo però fare un sondaggio, specie tra le spettatrici, domandando in quale ruolo Firth si identifichi maggiormente, la risposta sarebbe senza dubbio Mark Darcy. L`avvocato innamorato di Bridget Jones nei due film tratti dal fortunato libro di Helen Fielding, ovvero Il diario di Bridget Jones (2001) e Che pasticcio, Bridget Jones! (2004). Ebbene, quel personaggio ha una storia lunga che la stessa Fielding ha raccontato. Colin Firth, infatti, fu in Gran Bretagna molto popolare ben prima di lavorare in coppia con Renée Zellweger, grazie allo sceneggiato Orgoglio e pregiudizio trasmesso dalla Bbc nel 1995. Del capolavoro di Jane Austen Firth interpretava, guarda caso, Mr. Darcy, e proprio a lui si è ispirata la scrittrice per definire uno dei due storici spasimanti di Bridget. Fu sempre Helen Fielding a sostenere con la produzione del film che solo un attore avrebbe potuto interpretare Mark, e voi avete capito quale; la cosa più curiosa è che Firth non ne voleva sapere! Poi la storia ha fatto il suo corso.
Tra gli altri suoi ruoli di spicco quello di Paul, professore (again…) serio, misurato e progressista che però avvicinandosi la domenica calcistica si trasforma nel prototipo del supporter, con il cuore che batte solo per l'Arsenal. Tutto questo in Febbre a 90° di David Evans, dall`omonimo best seller di Nick Hornby (Alta Fedeltà), anche sceneggiatore. Hornby ha sponsorizzato una raccolta di racconti dell`amico Colin, [in realtà è Colin che ha partecipato con un suo racconto alla raccolta dell’amico Hornby, NdR] Le parole per dirlo, i cui proventi sono stati devoluti in beneficenza. Firth e la moglie Livia sono infatti impegnati nel sociale, e hanno fondato una società di produzione, la Nana Productions, con la quale hanno realizzato il documentario In Prison My Whole Life, diretto da Marc Evans, sul caso di Mumia Abu Jamal, ex militante delle Pantere Nere condannato per omicidio contro ogni evidenza (è più innocente del Papa) e tuttavia ugualmente rinchiuso nel braccio della morte.

Mauro Gervasini

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