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by Basty




 


Com’è sexy quel Leone


Venezia lo ha premiato come miglior attore. In Inghilterra è un'icona. Colin Firth ci racconta il suo momento magico


L'Espresso
24/09/2009



          
Colui che la Mostra di Venezia ha appena consacrato migliore interprete maschile è uno di quegli attori britannici discreti ed eleganti che non fanno parlare di sé se non per i ruoli che interpretano in teatro, sul grande e sul piccolo schermo. Non alimenta la cronaca con fughe d’amore o fughe etiliche, eppure, Colin Firth, da ormai più di vent`anni è il fidanzato d’Inghilterra. Molto diverso dall`Hugh Grant, impacciato e nevrotico, che ha spesso affiancato in film come Il diario di Bridget Jones o Love Actually, Firth si tiene in disparte. ll cuore dei cinefili lo trafigge nell’89. Ha 28 anni, è un attore della tv britannica, quando Milos Forman lo chiama per interpretare il protagonista di Valmont, un capolavoro tratto da Le relazioni pericolose di Choderlos de Laclos. Nel cast: l’attrice sino-americana Meg Tilly, della quale s’innamora durante le riprese e che gli darà un figlio. Ma il film esce sei mesi dopo la trasposizione sullo schermo dello stesso libro per mano di Stephen Frears, con Michelle Pfeiffer, John Malkovich e Glenn Close, e non può competere con il successo del primo. Seguono sette anni di riflessione e di pellicole che non lasciano traccia. Poi arriva il ruolo di Mister Darcy, in Orgoglio e pregiudizio tratto dal romanzo di Jane Austen, in una serie della Bbc. È la rivelazione. Colin Firth ha 35 anni. A partire da quel momento, sondaggio dopo sondaggio, è consacrato l’uomo più sexy del Regno. Quanto alla carriera, c’è chi esprime dubbi sulle sue scelte, mentre altri vi leggono il desiderio di seguire il proprio istinto. La spiegazione ce la dà lui stesso: «Il regista perfetto non esiste. Nessuno può essere al tempo stesso maestro della sceneggiatura, della fotografia, della colonna sonora, del montaggio, del sapere gestire i produttori e la troupe e nel capire bene gli attori. Se un regista è bravo almeno in un paio di queste cose, mi basta. In fondo, ciò che conta è la personalità ». E forse è proprio questo gusto per gli incontri che esulano dall’ordinario che lo ha portato a girare un film d’autore, Genova di Michael Winterbottom (presto sugli schermi) simultaneamente alle riprese di una produzione hollywoodiana, Mamma Mia!, dove recitava accanto a Meryl Streep.


          
«Le riprese di Genova e di Mamma Mia! si sono svolte nello stesso periodo. Mi è toccato fare la spola tra la costa ligure e gli studi di Pinewood, a Londra. Faticoso. Lasciavo una produzione dove non c’erano né addetti alla sicurezza, né truccatori, né costumisti, né luci, né camerino, ma solo un set montato in un appartamento genovese e per le strade della città con una troupe molto ridotta, per ritrovarmi a Londra in un set hollywoodiano. Ma poi, che la produzione sia grande o piccola, per gli attori e per i registi la pressione è la stessa: occorre essere pronti a rimaneggiare il montaggio e ad accettare dei compromessi».
Se Dorian Gray, del regista Oliver Parker, anch`esso presto sugli schermi, dove Firth interpreta il ruolo di Lord Henry Wotton, forse passerà senza colpire in maniera particolare, l’interpretazione per la quale è stato premiato alla Mostra di Venezia, nel primo film dello stilista Tom Ford, potrebbe valergli una nomination agli Oscar. A Single Man, adattamento dell’omonimo romanzo dello scrittore americano Christopher Isherwood, racconta l’ultima giornata nella vita di George, un professore di letteratura inglese in una università americana negli anni Cinquanta. «Non sapevo che cosa pensare», dice Colin Firth dell’e-mail che un giorno riceve da Tom Ford. Lo stilista «si scusava di avermi guardato in maniera strana l’ultima volta che c’eravamo incontrati. Non ci conoscevamo veramente, c’eravamo solo incrociati in qualche occasione mondana. Lo conoscevo solo come stilista. Non avevo alcun motivo per credere che fosse capace di realizzare un film. Leggendo la sceneggiatura, però, ho capito che non si trattava di un pretesto per una serie di belle inquadrature. Quando poi ci siamo incontrati mi ha convinto del tutto. Lui ha aggiunto molti dettagli al romanzo di Isherwood. L’idea centrale del suicidio, per esempio, è sua ».


          
Le riprese sono durate soltanto cinque settimane con una troupe ridotta: «L’atmosfera era quindi molto intima, anche perché giravamo soprattutto di notte. Tom mi ha veramente diretto. Sapeva bene quello che voleva raccontare. Nel personaggio di George c’è molto di Tom e anche di me. È una storia che merita di essere raccontata ». Il malinconico, ironico e romantico Colin Firth di A Single Man torna a essere il fidanzato d’lnghilterra, ruolo che peraltro non ha mai smesso di ricoprire agli occhi dei suoi connazionali, anche se qui il suo personaggio è un omosessuale. Secondo Firth, tuttavia, questo non è il punto essenziale, perché: «A Single Man è un film sull’amore e sulla nostalgia». Una certa critica ha ironizzato sullo stile perfetto e sul gusto squisito della pellicola di Ford. Che ne pensa? Colin Firth sorride: « Lo stile è una cosa rnolto importante per Tom Ford. Sul set eravamo tutti molto ben vestiti. Per le riprese io indossavo un tweed marrone di ottimo taglio. Devo dire che è stato il costume più bello che abbia mai portato, e guidavo una favolosa Mercedes d’epoca. Ma anche Tom si vestiva cosi tutti i giorni. In generale, i registi si lasciano andare durante le riprese: quando va bene si lavano. Qui invece è stato tutto differente.


          
Se in vent’anni di carriera Colin Firth ha conosciuto alti e bassi, forse è anche perché è da molto tempo anche impegnato in politica. È portavoce dell`organizzazione non governativa Oxfam. «Adoro il mio lavoro, ma mi interessa anche la vita fuori dal cinema». Con la moglie italiana Livia Giuggioli ha fondato Eco-shop, un negozio di prodotti organici sulla Chiswick High Road, nei quartieri borghesi della parte ovest di Londra. Se lascia a Livia la responsabilità di occuparsene è perché sogna un impegno politico per le prossime elezioni in Gran Bretagna. «Per ora non posso dire di più, salvo che il mezzo sarà Internet e che non sosterrò Gordon Brown né il conservatore David Cameron ». La ragione per la quale questo romantico cittadino britannico ama occuparsi di cose che sono ben ancorate nella realtà e nel quotidiano? «Il set di un film è un mondo intenso e quasi una fuga dalla vita reale. Bisogna saperne uscire per potervi rientrare al meglio».

Agnes C. Poirier (trad. Guiomar Parade)

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